Le passioni nascoste del Maestro: le vigne di Leonardo

Cos’è la Vigna di Leonardo e dove si trova? È un vigneto all’interno del giardino di Casa degli Atellani, in Corso Magenta 65, proprio di fronte alla Basilica di Santa Maria delle Grazie. Fu donato a Leonardo da Vinci nel 1498 dal duca Ludovico il Moro come riconoscimento per il lavoro sull’Ultima Cena. Il vitigno coltivato è la Malvasia di Candia Aromatica. Nel 2018 le uve reimpiantate hanno prodotto un vino fatto macerare in anfore di terracotta e affinato per 9-10 mesi in un vaso vinario interrato, secondo un metodo ispirato agli studi dello stesso Leonardo. La Vigna di Leonardo è attualmente chiusa al pubblico.

Quando si pensa a Leonardo da Vinci, la mente corre quasi automaticamente alla Gioconda, all’Uomo Vitruviano, all’Ultima Cena. Pochi sanno che il genio toscano, nei suoi diciotto anni trascorsi a Milano, coltivava anche l’uva. Non per hobby occasionale: per quasi vent’anni Leonardo fu proprietario di un vigneto nel cuore della città, citandolo nel proprio testamento come uno dei beni più importanti da lasciare in eredità. È una delle storie meno raccontate della Milano rinascimentale, ed è ancora oggi al centro di un intreccio tra arte, scienza e cronaca contemporanea.

Un regalo per l’Ultima Cena

Ultima Cena nella Basilica di Santa Maria delle Grazie

La storia comincia nel 1498. Leonardo si trova a Milano già da sedici anni, ospite della corte di Ludovico il Moro, e sta completando uno dei suoi capolavori assoluti: il Cenacolo, la rappresentazione dell’Ultima Cena nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie. Come riconoscimento per quell’opera — e per le tante altre realizzate per abbellire la città ducale, dalla Sala delle Asse al progetto (mai realizzato) del monumento equestre a Francesco Sforza — il duca dona a Leonardo un vigneto di circa un ettaro, che si estendeva alle spalle di quella che oggi conosciamo come Casa degli Atellani, l’elegante dimora di Corso Magenta appartenuta alla famiglia di cortigiani sforzeschi a cui deve il nome. Un dono quasi simbolico, prima ancora che pratico: la famiglia di Leonardo possedeva vigneti in Toscana, e Ludovico il Moro, regalandogli un pezzo di terra coltivata proprio a Milano, sembrava volergli dire che ormai quella città era casa sua.

Il legame di Leonardo con quella terra non fu affatto superficiale. Quando nel 1500 l’invasione francese lo costringe a lasciare Milano, affida la vigna a un servitore fidato. Nel 1506, per tornare in città su richiesta del governatore francese Carlo d’Amboise, pone come condizione la restituzione della vigna, “senza dover patire spesa pur di un soldo”. E nel suo testamento del 1519, Leonardo dispone che il vigneto venga diviso tra il fedele servitore Giovanbattista Villani e il suo allievo prediletto Gian Giacomo Caprotti, detto il Salaì.

Hai mai pensato di poter vedere Milano così come la vedeva Leonardo da Vinci? Indossa il visore e cammina sulle tracce del genio di corte!

Il mistero del vitigno risolto dal DNA

Vigna di Leonardo di Casa Atellani

Per quattro secoli, dopo la morte di Salaì, della Vigna di Leonardo si perse ogni traccia concreta. Fu l’architetto e storico Luca Beltrami, a inizio Novecento, a individuarne l’esatta posizione grazie a documenti rinascimentali, ma solo un incendio e i bombardamenti del 1943 avrebbero cancellato anche gli ultimi resti visibili. La vera rinascita arriva nel 2015, in occasione dell’Expo quando vennero riportate alla luce le radici ipogee del vigneto originale, straordinariamente sopravvissute sotto strati di detriti.

A quel punto restava un enigma da risolvere: quale uva coltivava esattamente Leonardo? La risposta arriva dall’incontro tra genetica e filologia storica. Il professor Attilio Scienza, esperto di DNA della vite, confronta il patrimonio genetico ritrovato con un ampio catalogo di vitigni storici, incrociando i dati con le fonti d’archivio sui vitigni coltivati in epoca rinascimentale. Il risultato: la vigna di Leonardo era piantata a Malvasia di Candia Aromatica, un vitigno oggi coltivato soprattutto sui Colli Piacentini. Nel 2018, per la prima volta dopo cinquecento anni, le uve raccolte da quel reimpianto filologico hanno prodotto un vino vero: fatto macerare in anfore di terracotta e affinato per nove-dieci mesi in un vaso vinario interrato, un metodo che richiama gli studi dello stesso Leonardo sull’acqua e sui recipienti. Il risultato ha preso il nome di Malvasia di Milano, il vino “riscoperto” dopo cinque secoli.

Rivivi tutti i luoghi di Leonardo divertendoti tra sfide, indovinelli e giochi: prenota subito!

Da Casa degli Atellani a LVMH: la storia recente

Soffitti di Luini in Casa degli Atellani

Fino a pochi anni fa la Vigna di Leonardo, insieme a Casa degli Atellani, era una delle esperienze più amate da chi visitava la Milano meno battuta. Un percorso tra il giardino, la Sala dei Ritratti attribuita a Bernardino Luini, lo studio del senatore Ettore Conti e, naturalmente, i filari leonardeschi in fondo al giardino. Poi, a fine 2022, la svolta: il complesso viene acquistato da Bernard Arnault, patron del colosso del lusso LVMH (Louis Vuitton, Dior, Moët Hennessy, tra i tanti marchi).

Da allora la situazione resta fluida. Fonti vicine alla famiglia Arnault hanno più volte smentito l’ipotesi di un hotel di lusso, parlando invece di un uso “essenzialmente privato, con una parte dedicata ad attività culturali e al pubblico”. Nel 2026 i lavori di restauro sono ancora in corso. Nessuna data di riapertura è stata ancora confermata: chi cerca oggi la Vigna di Leonardo la trova, letteralmente, dietro un cantiere.

Capolavori nascosti nei cortili regali? Prova a scovarli divertendoti con ScopriMI!

Cosa vedere nel frattempo, vicino a Santa Maria delle Grazie

La buona notizia è che l’area intorno a Corso Magenta resta uno degli angoli più densi di storia di tutta Milano, vigna chiusa o no. A pochi passi si trova il Cenacolo Vinciano, ospitato nel refettorio della Basilica di Santa Maria delle Grazie. Poco distante, il Castello Sforzesco custodisce la Sala delle Asse, decorata proprio da Leonardo con il celebre pergolato illusionistico. E per chi vuole letteralmente “indossare gli occhi” del Maestro, il tour You Are Leo, ideato da Ad Artem, porta i visitatori a piedi tra Duomo, Palazzo Reale, Pinacoteca Ambrosiana e Santa Maria delle Grazie con un visore di realtà virtuale.

Perché non dovresti visitare Milano senza una guida Ad Artem

FAQ

Che cos’è la Vigna di Leonardo?
La Vigna di Leonardo è un vigneto storico di circa 8.300 metri quadrati situato nel giardino di Casa degli Atellani, nel centro di Milano, donato a Leonardo da Vinci da Ludovico il Moro nel 1498.

Dove si trova la Vigna di Leonardo?
Si trova in Corso Magenta 65 a Milano, proprio di fronte alla Basilica di Santa Maria delle Grazie, a pochi metri dal Cenacolo Vinciano.

Perché Ludovico il Moro regalò la vigna a Leonardo da Vinci?
Il vigneto fu donato come ricompensa per il lavoro svolto da Leonardo alla corte sforzesca, in particolare per la realizzazione dell’Ultima Cena e per altri importanti progetti artistici.

Quale vitigno coltivava Leonardo da Vinci?
Le analisi del DNA effettuate nel 2015 hanno identificato il vitigno come Malvasia di Candia Aromatica, una varietà a bacca bianca molto profumata.

La Vigna di Leonardo è visitabile?
No. La Vigna di Leonardo è chiusa al pubblico dal 30 settembre 2023 per lavori di ristrutturazione e, nel 2026, non è stata ancora annunciata una data ufficiale di riapertura.

Che fine ha fatto il vino della Vigna di Leonardo?
Nel 2018 le uve del vigneto reimpiantato hanno permesso di produrre una Malvasia di Milano, vinificata con tecniche ispirate agli studi di Leonardo, utilizzando anfore di terracotta e un vaso vinario interrato.

Sotterranei desktop