Quella di Chierichetti non è una semplice ottica, ma una bottega che ha accompagnato Milano per oltre un secolo, osservandone cambiamenti, ricostruzioni, nuovi ritmi e nuove generazioni. Fondata nel 1914 da Arnaldo Chierichetti, la sua storia si intreccia con quella della città in modo naturale e continuo, restando sempre fedele allo storico incrocio tra corso di Porta Romana e corso di Porta Vigentina.
Arnaldo Chierichetti, nato a Milano nel 1887, è un personaggio che incarna lo spirito curioso e operoso dei vecchi artigiani milanesi. Figlio di un battiloro, sceglie un’altra strada: quella delle lenti. A soli dieci anni lavora già presso l’Ottica Brenta, in corso Vittorio Emanuele. Dieci anni dopo passa alla prestigiosa Duroni e Murer in piazza San Carlo, dove approfondisce fisica, ottica, fotografia e chimica. È da qui che nasce la competenza solida che lo porterà ad aprire, nel 1914, la sua bottega in corso di Porta Romana 76.
L’ottica Chierichetti non è solo un negozio, ma un punto di riferimento. Arnaldo si distingue per una sensibilità culturale rara e per un approccio diretto e rispettoso verso i clienti. Anche grazie alla sua passione costruisce un rapporto umano e familiare con il quartiere.
Il passaggio più significativo avviene quando in negozio arriva la figlia Elda Chierichetti, una figura carismatica e ricordata da tutti per determinazione, precisione e carattere. Inizia nel 1944, a soli 16 anni, mentre Milano è in macerie. La sua formazione è dura: al mattino pulisce i pavimenti, alla sera frequenta la scuola di ottica. Avrebbe voluto fare scenografia, e infatti il suo talento emerge nelle vetrine, che trasforma da semplici esposizioni a composizioni artistiche. Una damigiana trasformata in vaso verde con un girasole diventa leggendaria: un gesto che segna il suo stile e la sua visione moderna del mestiere.
Elda diventa il cuore dell’Ottica Chierichetti per settanta anni, innovando grafica, contabilità, rapporto con i fornitori e introducendo attrezzature d’avanguardia ben prima che fosse la norma nei negozi a Milano. Per il suo impegno riceve riconoscimenti prestigiosi come l’Ambrogino d’Oro e il titolo di Cavaliere del Lavoro. Una conferma di quanto la bottega fosse diventata non solo un luogo commerciale, ma una piccola istituzione cittadina.
Nel 1994, Elda dà vita al Museo dell’Ottica e dell’Optometria, raccogliendo una quantità impressionante di strumenti: binocoli, cannocchiali, macchine fotografiche a soffietto, microscopi, telescopi, proiettori. Tra gli oggetti più curiosi compaiono un visore per diapositive capace di creare immagini tridimensionali già a fine Ottocento e una lanterna magica del XVII secolo, antenata dei proiettori moderni.
Dal 2015, la tradizione passa nelle mani dei nipoti Silvia e Alberto Mollo. Oggi è soprattutto Silvia a portare avanti la bottega, affiancata da Cristian, direttore dei negozi e presenza fondamentale dal 2000. L’atmosfera che si respira è familiare e accogliente, ma allo stesso tempo precisa e attenta: ogni cliente riceve una consulenza approfondita, con esami visivi accurati e consigli su lenti e montature più adatte alle singole necessità.
