Tra i negozi a Milano che uniscono artigianalità, stile e un’aura cinematografica inconfondibile, Borsalino occupa un ruolo speciale. Non è soltanto una boutique di cappelli: è la casa di un’icona. Una realtà nata ad Alessandria, ma che a Milano ha trovato la sua vetrina d’elezione, diventando imprescindibile per chi ama il lusso senza tempo.
Borsalino ha una storia lunghissima, che getta le sue radici addirittura a metà Ottocento. Infatti, nel 1857 il giovane Giuseppe Borsalino, appena ventitreenne, realizza il suo primo cappello in feltro all’interno di un piccolo atelier artigianale con il fratello Lazzaro. Da quel momento prende forma una produzione che, partendo da cinque modelli iniziali, diventerà presto un campionario vasto, apprezzato in Italia e all’estero. Giuseppe è ossessionato dallo studio delle forme e dei materiali, e proprio da questa ricerca nasce il cappello in feltro morbido con fossette anteriori e piegatura sulla corona. Questo Borsalino è il modello destinato a cambiare i codici dell’eleganza maschile del Novecento.
Nel 1882 arriva il primo marchio ufficiale, registrato al Ministero dell’Agricoltura e Commercio: un’ancora che culmina nella Stella d’Italia, lo scudo centrale, i fregi e la dicitura “Borsalino G. e Fratello Alessandria Italia”. Nel 1888 l’azienda si trasferisce nella grande manifattura di corso Cento Cannoni, un luogo destinato a diventare leggendario.
Con il nuovo secolo arrivano sfide e innovazioni. Teresio Borsalino, primogenito di Giuseppe, porta avanti il lavoro del padre puntando sull’equilibrio fra tecnica e talento umano. Anche nei momenti di innovazione meccanica, la regola rimane una: un cappello di qualità nasce dalle mani di un artigiano esperto.
La famiglia vive però un momento particolare nel 1906, quando il cugino Giovanni Battista apre un cappellificio concorrente usando il cognome di famiglia. È l’inizio di una guerra commerciale combattuta a colpi di manifesti illustrati, commissionati ai più grandi artisti dell’epoca. Proprio da questa fase nasce uno degli elementi più iconici del brand: il logotipo calligrafico. Registrato da Teresio nel 1907, è lo stesso che ancora oggi firma i cappelli di Borsalino.
Negli anni ’20 l’azienda introduce modelli in paglia e, negli anni ’30, crea le prime collezioni femminili. Sono anni cruciali anche per un altro motivo: Hollywood. A partire dal 1930, Borsalino diventa parte integrante dell’immaginario del cinema. I suoi cappelli appaiono nei film noir, sulle teste di personaggi che diventeranno archetipi: investigatori, gangster, protagonisti dal fascino indecifrabile. Nel 1970 il brand raggiunge un traguardo unico: presta il suo nome al celebre film Borsalino, con Alain Delon e Jean-Paul Belmondo, tanto iconico da generare un sequel.
La seconda metà del Novecento segna cambiamenti importanti. Nel 1942 guida l’azienda il pronipote del fondatore, Nino Usuelli, che affronta la crisi dovuta alla guerra mantenendo ferma la filosofia Borsalino: nessun compromesso sulla qualità. Nel 1985 la manifattura si sposta in un nuovo stabilimento, e nel 1987 gli ultimi eredi cedono l’azienda a un gruppo di investitori.
La rinascita arriva nel 2018 con l’ingresso del fondo Haeres Equita, guidato da Philippe Camperio, che rilancia Borsalino nel segmento del lusso artigianale, mantenendo l’atelier di Alessandria e i suoi preziosi macchinari. Nel 2023 nasce il Museo Borsalino, che custodisce oltre un secolo e mezzo di storia del cappello più celebre del mondo.
