Ci sono luoghi che sembrano fatti apposta per raccontare storie, e il quadriportico della Basilica di Sant’Ambrogio è uno di questi. Basta attraversarlo lentamente, alzare lo sguardo e lasciarsi guidare dai dettagli per accorgersi che, tra colonne e capitelli, prende vita un mondo popolato da creature reali e fantastiche, simboli antichi e messaggi nascosti.
È proprio da qui, all’interno del percorso Ambrosius, che prende avvio il laboratorio didattico di Ad Artem in programma domenica 1 febbraio alle ore 14:45, un’esperienza pensata per i più piccoli e capace di affascinare anche gli adulti. Il laboratorio invita a scoprire Sant’Ambrogio e la sua Basilica attraverso uno sguardo curioso e giocoso, entrando idealmente nella bottega di uno scalpellino medievale e dando forma a un personale bestiario, tra fantasia, storia e simbolo.
A bottega dallo scalpellino: il bestiario di Ambrogio
Nel suggestivo quadriportico della Basilica di Sant’Ambrogio, tra pietre consumate dal tempo e ombre che si muovono sotto le arcate, si nascondono dettagli sorprendenti. Basta osservare con attenzione i capitelli per scorgere code di pesce, corna di cervo, zampe di leone, teste d’aquila e fauci di drago: frammenti scolpiti di un immaginario ricco e complesso, che affonda le sue radici nel Medioevo.
Il laboratorio “A bottega dallo scalpellino: il bestiario di Ambrogio” inizia proprio da questa scoperta. Durante la visita guidata, i partecipanti imparano a riconoscere queste figure, a distinguerle e soprattutto a interpretarne il significato. Ogni animale, reale o fantastico, porta con sé un valore simbolico, un messaggio morale o spirituale che nel Medioevo era immediatamente comprensibile a chi osservava.

Il percorso prevede anche un approfondimento dedicato al mestiere dello scalpellino, una figura fondamentale nei cantieri medievali. Attraverso il racconto delle tecniche, degli strumenti e dei materiali, i piccoli visitatori scoprono come nasceva una scultura in pietra e quanto fosse importante il lavoro manuale nella costruzione e decorazione di luoghi come la Basilica di Sant’Ambrogio.
La seconda parte dell’attività si svolge nello spazio laboratoriale. Qui, combinando elementi reali e fantastici, i partecipanti sono invitati a dare vita a un personale bestiario, progettando creature ibride, immaginandone le caratteristiche e riflettendo sul loro significato simbolico. Un’esperienza che stimola la creatività, ma anche il pensiero critico, mettendo in relazione il mondo medievale con il nostro immaginario contemporaneo.
Il quadriportico della Basilica di Sant’Ambrogio

Il quadriportico è uno degli spazi più affascinanti della Basilica di Sant’Ambrogio. In generale, un quadriportico ha forma rettangolare ed è un cortile esterno alla basilica, circondato su tutti e quattro i lati da un porticato. Quello di Sant’Ambrogio, noto anche come quadriportico di Ansperto, è un esempio straordinario di architettura medievale lombarda.
Eleganti arcate si susseguono sostenute da pilastri affiancati da semicolonne; i capitelli, in parte romanici e in parte frutto di riutilizzi e rifacimenti, raccontano una storia fatta di continuità e trasformazioni. Salendo con lo sguardo, si notano gli archetti pensili, una serie di archi ciechi che sorreggono le cornici e alleggeriscono visivamente le strutture.
È facile interpretare il quadriportico come una metafora architettonica del passaggio, un luogo di soglia che accompagna simbolicamente dall’esperienza terrena a quella spirituale.
I bestiari medievali: animali, simboli e immaginazione
Le creature scolpite nei capitelli del quadriportico trovano una chiave di lettura affascinante nei Bestiari Medievali. Si tratta di testi illustrati che descrivono animali reali e fantastici, diffusi dalla fine del XII secolo fino alla prima metà del XIV secolo. Questi libri diventano elementi imprescindibili nelle biblioteche di monasteri, alti prelati e nobili.

I modelli principali a cui si ispirano sono opere antiche come la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio o il Physiologus, una sorta di enciclopedia redatta nel I secolo d.C. Attraverso il metodo dell’analogia, ogni animale diventa portatore di un significato simbolico e allegorico. Il leone rappresenta la forza e la regalità, l’aquila la visione spirituale, il drago il male da combattere, ma anche le paure più profonde dell’uomo.
Nel Basso Medioevo, la fede nell’esistenza di animali mostruosi si intensifica. Draghi e creature fantastiche popolano saghe nordiche e celtiche, testi come il De rebus in Oriente mirabilibus, la Lettera del Prete Gianni o i racconti delle imprese di Alessandro Magno. Anche la Bibbia è una fonte fondamentale, con figure come il Leviatano, il Behemoth e il Drago dell’Apocalisse.
A differenza dell’antichità, che relegava i mostri ai margini del mondo conosciuto, il Medioevo cristiano li include nel misterioso disegno divino, attribuendo loro un ruolo e un significato. Persino Dante, nella Divina Commedia, utilizza gli animali come allegoria dei vizi umani, rendendo il bestiario uno strumento narrativo potentissimo.
Informazioni e prenotazioni con Ad Artem
Il laboratorio “A bottega dallo scalpellino: il bestiario di Ambrogio”, in programma domenica 1 febbraio alle ore 14:45, fa parte delle attività educative di Ambrosius curate da Ad Artem, realtà specializzata nella didattica del patrimonio artistico e culturale.
La partecipazione è su prenotazione obbligatoria, con posti limitati, per garantire la qualità dell’esperienza laboratoriale. Tutte le informazioni aggiornate su modalità di iscrizione, destinatari e dettagli organizzativi sono disponibili qui!
Perché non dovresti visitare Milano senza una guida Ad Artem
C’è una cosa che la maggior parte dei turisti non sa: Milano non si capisce da soli. Sotto ogni palazzo, chiesa o monumento si nasconde una storia che non trovi su Wikipedia. Dentro ogni mostra c’è un livello di lettura che, senza la guida giusta, rischi di perdere del tutto.
Ad Artem è la risposta. Da oltre 30 anni siamo il punto di riferimento in città per chi vuole trasformare una visita culturale in un’esperienza che rimane. Prenotare una visita guidata con Ad Artem non significa seguire una bandierina in mezzo alla folla. Significa avere qualcuno che sa dove guardare e come fare in modo che quella mattina o quel pomeriggio non lo si dimentichi domani.



