Là dove la storia incontra la bellezza e la spiritualità si intreccia con l’arte, la Basilica di Sant’Ambrogio apre le sue porte anche ai più curiosi e creativi. Tra le proposte più affascinanti del nuovo percorso Ambrosius. Il Tesoro della Basilica, i laboratori didattici di Ad Artem rappresentano un’occasione speciale per vivere questo luogo non solo come visitatori, ma come protagonisti.
Sabato 31 gennaio alle ore 15:00, uno di questi appuntamenti invita a compiere un vero e proprio viaggio nel tempo, alla scoperta di un’arte antica e preziosa: l’oreficeria medievale.
A bottega dall’orafo: sbalzi, gemme e preziosi
Il laboratorio “A bottega dall’orafo: sbalzi, gemme e preziosi” è pensato come un’esperienza capace di unire racconto storico, osservazione diretta e sperimentazione. Tutto prende avvio da uno dei capolavori assoluti custoditi nella Basilica di Sant’Ambrogio: il celebre Altare d’Oro, realizzato nel IX secolo dal maestro Vuolvino.
Durante la visita, i partecipanti vengono guidati alla scoperta di questo straordinario monumento, in cui tecnica, simbologia e devozione si fondono in un’unica, potente narrazione. L’altare non è solo un oggetto artistico, ma un racconto visivo fatto di lamine d’oro, pietre preziose, gemme e smalti, lavorati con sapienza dagli artigiani del passato. Ogni dettaglio diventa una storia da decifrare, ogni materiale un indizio per comprendere il valore simbolico e spirituale dell’opera.

Il percorso prosegue nel Sacello di San Vittore in Ciel d’Oro e nel Tesoro della Basilica, dove è possibile approfondire la conoscenza delle tecniche e degli strumenti utilizzati dagli antichi orafi. Qui, l’osservazione si trasforma in ispirazione. Nello spazio laboratoriale, infatti, ciascun partecipante ha l’opportunità di mettersi alla prova realizzando un soggetto personale con la tecnica dello sbalzo, proprio come facevano gli artigiani medievali, lasciandosi guidare da quanto visto sull’Altare d’Oro.
È un’esperienza che unisce storia, arte e manualità, pensata per coinvolgere in modo attivo e stimolante, raccontando un’arte antica con un linguaggio accessibile e coinvolgente.
L’Altare d’Oro di Vuolvino: un capolavoro dell’arte carolingia
Fulcro simbolico e artistico del laboratorio è l’Altare d’Oro della Basilica di Sant’Ambrogio, uno dei massimi esempi di arte carolingia, databile intorno all’842. L’opera, commissionata dal vescovo Angilberto II, è realizzata in legno e rivestita interamente da lastre d’oro e d’argento dorato, lavorate con la tecnica dello sbalzo e arricchite da cornici ornate con gemme preziose.

L’altare ha una forma ricorda una cassa-sarcofago. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non fu progettato inizialmente come reliquiario, ma assunse questa funzione solo in seguito, quando accolse le reliquie dei santi Gervasio, Protasio e Ambrogio.
La facciata posteriore, rivolta verso l’abside e destinata al clero, è considerata il lato principale dell’opera. Qui sono raffigurate le Storie della vita di Sant’Ambrogio, scolpite direttamente dalla mano del maestro Vuolvino, che firma l’opera proprio su questo lato. Le figure appaiono solide, armoniose, con contorni limpidi e una freschezza sorprendente nel rendere il movimento. Colpisce anche l’attenzione ai piccoli dettagli della vita quotidiana, come le ciabatte del santo nella scena del sogno, segno di una sensibilità narrativa molto raffinata.
Sulla facciata anteriore, rivolta verso i fedeli, si sviluppano invece le Storie della vita di Cristo, attribuite ai cosiddetti Maestri delle Storie di Cristo, probabilmente allievi o collaboratori di Vuolvino. Qui lo stile cambia: la narrazione è più vivace, i tratti più mossi, i personaggi più numerosi e dinamici.
Particolarmente significativa è la presenza, sul lato posteriore, di due medaglioni che raffigurano Sant’Ambrogio mentre incorona Angilberto, il committente, e Sant’Ambrogio che incorona Vuolvino, definito magister phaber. Quest’ultima scena è considerata uno dei primi autoritratti dell’arte altomedievale e segna una svolta nella concezione dell’artista, ormai riconosciuto come individuo consapevole del proprio ruolo.
Informazioni e prenotazioni con Ad Artem
Il laboratorio “A bottega dall’orafo: sbalzi, gemme e preziosi”, in programma sabato 31 gennaio alle ore 15:00, è parte del calendario di attività educative di Ambrosius curate da Ad Artem, realtà specializzata nella didattica dell’arte e del patrimonio culturale.
La partecipazione è su prenotazione obbligatoria, consigliata vista la natura laboratoriale dell’esperienza e il numero limitato di posti disponibili. Tutte le informazioni aggiornate su orari, destinatari e modalità di iscrizione sono disponibili qui!
Perché non dovresti visitare Milano senza una guida Ad Artem
C’è una cosa che la maggior parte dei turisti non sa: Milano non si capisce da soli. Sotto ogni palazzo, chiesa o monumento si nasconde una storia che non trovi su Wikipedia. Dentro ogni mostra c’è un livello di lettura che, senza la guida giusta, rischi di perdere del tutto.
Ad Artem è la risposta. Da oltre 30 anni siamo il punto di riferimento in città per chi vuole trasformare una visita culturale in un’esperienza che rimane. Prenotare una visita guidata con Ad Artem non significa seguire una bandierina in mezzo alla folla. Significa avere qualcuno che sa dove guardare e come fare in modo che quella mattina o quel pomeriggio non lo si dimentichi domani.



