Quando si parla di Premio Oscar, è quasi automatico immaginare Hollywood, le star che scendono dalle limousine, il tappeto rosso e le luci del teatro pronte ad accendersi. Eppure, dentro quella storia che sembra tutta americana, c’è un filo rosso che porta dritto in Italia.
È un legame fatto di film indimenticabili, di registi che hanno cambiato il modo di raccontare il mondo e di momenti che sono rimasti nella memoria collettiva degli Academy Awards. Non è solo una questione di premi, anche se i numeri parlano chiaro: nessun paese ha vinto più statuette dell’Italia nella categoria dedicata al cinema internazionale. Dietro quei riconoscimenti, però, c’è molto di più. C’è un pezzo di storia del nostro cinema che, dagli anni del neorealismo fino ai grandi autori contemporanei, ha saputo parlare a spettatori di ogni parte del mondo.
Il record italiano nella storia degli Oscar
Se si guarda ai numeri, il rapporto tra Italia e Premio Oscar è impressionante. Dal 1957, anno in cui l’Academy ha istituito la categoria dedicata ai film stranieri, oggi chiamata Miglior Film Internazionale, il cinema italiano ha conquistato 11 statuette, un record che ancora oggi nessun altro paese è riuscito a superare.
Tra i primi titoli a imporsi sulla scena internazionale c’è La strada, che nel 1957 portò il primo Oscar ufficiale all’Italia. Un anno dopo fu la volta di Le notti di Cabiria, confermando il talento di Federico Fellini nel conquistare pubblico e critica.
Negli anni successivi arrivarono altri capolavori destinati a lasciare il segno, come
8½, uno dei film più influenti della storia del cinema, oppure Ieri, oggi, domani, diretto da Vittorio De Sica e interpretato da Sophia Loren e Marcello Mastroianni.
Sei appassionato di film gialli in cui mettersi nei panni dell’investigatore? Non perderti il delitto nei sotterranei del Castello Sforzesco
La tradizione è proseguita negli anni Settanta con Amarcord e Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, per poi arrivare a film amatissimi dal pubblico come Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore, Mediterraneo di Gabriele Salvatores e, naturalmente, La vita è bella di Roberto Benigni. L’ultimo grande trionfo è arrivato nel 2014 con La grande bellezza di Paolo Sorrentino, un film che ha riportato il cinema italiano sul tetto del mondo dopo quindici anni.
Gli Oscar italiani prima ancora degli Oscar
Curiosamente, la storia dell’Italia agli Oscar comincia prima ancora che esistesse una categoria ufficiale per i film stranieri. Infatti, negli anni Quaranta e Cinquanta l’Academy assegnava infatti degli Oscar speciali ai film internazionali più meritevoli. Ed è proprio in quel periodo che il cinema italiano si fece notare con forza.

Il primo riconoscimento arrivò nel 1948 con Sciuscià, diretto da Vittorio De Sica. Due anni più tardi lo stesso regista vinse di nuovo grazie a Ladri di biciclette, diventato nel tempo uno dei simboli assoluti del neorealismo.
Nel 1951 arrivò poi il premio per Le mura di Malapaga, diretto da René Clément e realizzato come coproduzione tra Francia e Italia. Erano gli anni in cui il cinema italiano stava cambiando il linguaggio del cinema mondiale, raccontando storie semplici, profondamente umane, capaci di parlare a tutti.
Gli attori italiani premiati con l’Oscar
Se i film italiani hanno conquistato spesso Hollywood, anche alcuni interpreti hanno lasciato un segno indelebile nella storia del Premio Oscar.
La prima a riuscirci fu Anna Magnani, che nel 1956 vinse l’Oscar come miglior attrice protagonista per La rosa tatuata. Con la sua interpretazione intensa e viscerale, la Magnani dimostrò al mondo la potenza della recitazione italiana. Qualche anno dopo arrivò un altro momento storico grazie a Sophia Loren. Nel 1962 vinse la statuetta per La ciociara, diventando la prima attrice premiata per un film non in lingua inglese. Decenni più tardi sarebbe arrivata la vittoria più spettacolare di tutte: quella di Roberto Benigni.

Il grido “Roberto!” che fece esplodere il teatro
Chiunque abbia visto almeno una volta la cerimonia degli Oscar ricorda quella scena. È il 1999 e sul palco c’è Sophia Loren. Sta annunciando il vincitore del premio per il miglior film straniero. Apre la busta, guarda il nome e urla: “Roberto!” Nel teatro esplode un boato. Roberto Benigni si alza in piedi, sale sulle poltrone e attraversa la platea camminando letteralmente sopra i sedili tra gli applausi. Un’esplosione di entusiasmo che coinvolge tutti, da Billy Bob Thornton a Steven Spielberg.
Quella sera Benigni salirà sul palco due volte: prima per il premio al miglior film internazionale e poi per quello come miglior attore protagonista, battendo anche Tom Hanks. Un momento che è entrato per sempre nella storia degli Oscar.
Fellini e uno dei discorsi più commoventi

Qualche anno prima, nel 1993, un altro grande protagonista del cinema italiano aveva regalato alla cerimonia uno dei momenti più emozionanti di sempre. Quando Federico Fellini ricevette l’Oscar alla carriera, salì sul palco accompagnato da due amici e simboli del cinema italiano: Sophia Loren e Marcello Mastroianni. Nel suo discorso ringraziò il pubblico, l’Academy e poi dedicò il premio alla moglie e musa
Giulietta Masina.
Guardando verso di lei, seduta tra il pubblico e visibilmente commossa, disse semplicemente: “Giulietta, please stop crying.” La telecamera inquadrò il volto dell’attrice, in lacrime, mentre il teatro si alzava in piedi per applaudirlo.
L’unico Oscar italiano per la regia e gli Oscar alla carriera
Nonostante l’enorme influenza del cinema italiano nel mondo, c’è una curiosità che spesso sorprende: nella categoria Miglior Regista, l’Italia ha ottenuto una sola vittoria. È successo nel 1988, quando Bernardo Bertolucci trionfò con L’ultimo imperatore. Il film dominò la cerimonia vincendo nove Oscar, trasformandosi in uno dei più grandi successi della storia dell’Academy.
Il cinema in mostra al Museo del 900: non perderti la settima arte nel cuore di Milano
Accanto ai premi competitivi, l’Academy ha voluto celebrare nel tempo alcune figure fondamentali del nostro cinema con l’Oscar alla carriera. Tra i nomi premiati troviamo veri giganti della cultura cinematografica:
- Sophia Loren
- Federico Fellini
- Michelangelo Antonioni
- Ennio Morricone
- Piero Tosi
- Lina Wertmüller
Proprio Lina Wertmüller aveva già fatto la storia nel 1977 diventando la prima donna candidata all’Oscar per la miglior regia grazie a Pasqualino Settebellezze, un traguardo che, all’epoca, sembrava quasi impensabile.




