Il Pesce d’aprile, celebrato il 1° aprile, è la tradizione degli scherzi diffusa in Italia e nel mondo, con origini legate sia alla Francia del XVI secolo — quando Carlo IX di Francia spostò il Capodanno al 1° gennaio dando vita a burle e falsi regali — sia al significato simbolico del “pesce”, inteso come persona ingenua che “abbocca. Consolidatosi in Italia dal Settecento, comprende sia celebri scherzi storici sia idee semplici e innocue da fare in ufficio o in famiglia.
C’è chi lo aspetta come Natale. Chi lo teme come un esame. Il pesce d’aprile è quella giornata gloriosa in cui anche il più serioso degli uffici rischia di trovare un Post-it che dice “la stampante ora risponde a comandi vocali”. Ma da dove viene questa tradizione? E quali scherzi si possono fare senza finire in lista nera?
Perché si dice pesce d’aprile?
La domanda che tutti ci facciamo ogni 1° aprile, di solito subito dopo aver abboccato all’ennesima bufala dei colleghi. L’espressione “pesce d’aprile” ha radici antiche e, come spesso accade, non c’è una risposta unica ma diverse teorie affascinanti che si intrecciano tra storia, folklore e superstizione.
La spiegazione più diffusa e letterale riguarda proprio il pesce. In aprile, il sole è ancora basso sull’orizzonte e l’acqua è ancora fredda: i pesci sono lenti, difficili da prevedere, si fanno sfuggire facilmente. Prendere un pesce ad aprile era considerata un’impresa quasi vana e così la parola “pesce” è diventata sinonimo di persona ingenua, facilmente ingannata. Un “pesce” è chi abbocca all’amo di uno scherzo senza accorgersene.
Un’altra teoria molto citata lega tutto al calendario: prima del 1564, il capodanno francese si festeggiava il 1° aprile, in coincidenza con la fine della Pasqua. Quando il re Carlo IX adottò il calendario gregoriano e spostò il capodanno al 1° gennaio, molte persone, soprattutto quelle che vivevano lontano dalle città e ricevevano le notizie con ritardo, continuarono a festeggiare in aprile. Queste persone venivano prese in giro con regali falsi e inviti a feste inesistenti: i famosi “poisson d’avril”, pesci d’aprile, appunto.
In Italia la tradizione si è consolidata nel corso del Settecento, diffondendosi progressivamente da nord a sud con varianti locali. In alcune regioni si usava attaccare un pesce di carta sulla schiena del malcapitato. Questa abitudine è sopravvissuta fino ai giorni nostri, soprattutto nelle scuole elementari.
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Perché il 1° aprile è il giorno degli scherzi?

Il collegamento tra il 1° aprile e gli scherzi è inseparabile dalla storia della data stessa. Ma c’è anche un elemento psicologico e stagionale: aprile è il mese in cui la natura si “inganna” da sola. Il tempo è imprevedibile, si alternano sole e pioggia, fa caldo e poi freddo. C’è una sorta di follia cosmica nell’aria che sembra contagiare anche gli esseri umani, spingendoli verso il gioco e la burla.
Non a caso, molte culture del mondo celebrano in questo periodo feste legate all’inganno, al travestimento e all’inversione dei ruoli. In India c’è l’Holi, in Iran il Sizdah Bedar, in Scozia il Taily Day (che dura addirittura due giorni!). Il pesce d’aprile è la versione italianissima di questa voglia collettiva di non prendersi troppo sul serio.
La storia del pesce d’aprile: curiosità e record
Nel corso dei secoli, il pesce d’aprile ha superato i confini delle cucine e degli uffici per entrare nella storia grande. Alcune delle bufale più clamorose della storia moderna sono state pubblicate il 1° aprile.
La BBC e gli spaghetti svizzeri (1957): la storica emittente britannica mandò in onda un servizio apparentemente serissimo su una straordinaria raccolta degli “spaghetti trees” nelle campagne svizzere. Migliaia di spettatori chiamarono la BBC chiedendo dove acquistare le piante. Ancora oggi è considerato uno dei più grandi scherzi mediatici della storia.

San Seriffe (1977): il giornale britannico The Guardian pubblicò un supplemento di sette pagine dedicato alla Repubblica di San Serriffe, un’isola immaginaria a forma di punto e virgola. Migliaia di lettori scrissero per avere informazioni turistiche.
Un UFO a Londra (1989): nella mattina del primo aprile, Richard Branson prese il volo a bordo di una mongolfiera a forma di disco volante. L’UFO attraversò i cieli londinesi proprio nell’ora di punta, scatenando il panico tra gli automobilisti, che intasarono le linee radio e TV. Polizia ed esercito allertati, l’ufo atterrò ad Hyde Park e ne uscì un nano travestito da alieno!

In Italia, celebre rimane il pesce d’aprile della Gazzetta dello Sport del 1986, che annunciò l’arrivo di Diego Maradona all’Inter. La notizia fu presa per vera da migliaia di tifosi, scatenando un putiferio.
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Scherzi pesce d’aprile: i migliori da fare oggi
Volete fare uno scherzo divertente e — soprattutto — non farvi nemici? Ecco qualche idea che funziona sempre, dal livello “innocente” al livello “ci vuole coraggio”:
Scherzi leggeri (ideali per l’ufficio)
- Avvolgete il mouse del collega nella carta stagnola, oppure mettete un Post-it sotto il sensore ottico: il mouse sembrerà rotto.
- Cambiate la lingua del telefono o del computer di qualcuno in una lingua impossibile (il giapponese funziona sempre).
- Stampate e attaccate sul distributore automatico un cartello che dice “Fuori servizio — guasto tecnico”. Osservate.
- Il classico intramontabile: il pesce di carta sulla schiena. Semplice, poetico, senza vittime.
Scherzi in famiglia
- Mettete qualche goccia di colorante alimentare nel latte: la mattina, il caffè sarà… sorpresa.
- Avvolgete ogni singolo oggetto del frigorifero in carta da regalo. Incluse le uova. Incluso il vasetto di ketchup.
- Annunciate a gran voce una notizia clamorosa (“ho vinto al Gratta e Vinci!”, “ci trasferiamo a Tokyo!”) e godetevi il panico per esattamente trenta secondi.
La regola d’oro del pesce d’aprile
Qualunque scherzo facciate, ricordate la regola aurea del pesce d’aprile: lo scherzo deve far ridere sia chi lo subisce che chi lo fa. Niente che faccia male, niente che distrugga rapporti di lavoro costruiti in anni. E soprattutto: se qualcuno vi guarda fisso con quella faccia da pochi amici, forse è il momento di urlare “Pesce d’aprile!” e sparire.
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FAQ – Pesce d’aprile
Perché si chiama Pesce d’aprile?
Il nome “Pesce d’aprile” deriva da diverse tradizioni: la più diffusa lo collega alla Francia del XVI secolo, quando Carlo IX di Francia spostò il Capodanno al 1° gennaio, dando origine a scherzi e falsi regali. Il “pesce” indica anche una persona ingenua che “abbocca”.
Perché il 1° aprile si fanno gli scherzi?
Il 1° aprile è associato agli scherzi per motivi storici e culturali, ma anche per il legame con la primavera, periodo di cambiamento e imprevedibilità. In molte culture esistono feste simili basate su inganno, travestimento e gioco.
Quali sono gli scherzi di Pesce d’aprile più famosi?
Tra gli scherzi più celebri ci sono il servizio della BBC sugli “alberi di spaghetti” (1957), la finta isola di San Serriffe (1977) e, in Italia, la falsa notizia del passaggio di Diego Maradona all’Inter nel 1986.
Quali scherzi fare per il Pesce d’aprile?
Gli scherzi più riusciti sono semplici e innocui: cambiare la lingua del telefono, bloccare il mouse con un Post-it o fare piccoli scherzi in cucina. L’importante è che siano divertenti per tutti e non creino disagio.
Il Pesce d’aprile si festeggia solo in Italia?
No, è una tradizione internazionale. In Francia si chiama poisson d’avril, nel Regno Unito gli scherzi si fanno solo fino a mezzogiorno, mentre in altri Paesi esistono feste simili legate alla primavera.




