Paralimpiadi 2026: storia, icone e la nazionale pronta a brillare

Le Paralimpiadi non sono solo uno spettacolo sportivo: sono un esempio di resilienza, determinazione e passione che unisce il mondo intero. Quest’anno, con l’apertura delle Paralimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 il 6 marzo, l’Italia si prepara a vivere un momento unico, celebrando atleti straordinari e storie che ispirano chiunque.

Dalle prime gare di Roma 1960 fino ai Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026, le Paralimpiadi hanno sempre rappresentato un viaggio di emozioni, sfide e vittorie. Non si tratta solo di sport: le Paralimpiadi raccontano storie di vita straordinarie, di determinazione, resilienza e passione.

Dalle origini alle Paralimpiadi moderne

Il termine Paralimpiadi nasce dalla fusione di “para” e “Olimpiadi”, e rappresenta la competizione sportiva per atleti con disabilità fisiche o mentali, equivalente ai Giochi Olimpici. Ma la loro storia affonda le radici nel dopoguerra, quando Ludwig Guttmann, un medico ebreo di origine tedesca naturalizzato inglese, organizzò nel 1948 a Stoke Mandeville, nel Buckinghamshire, una gara per veterani della Seconda Guerra Mondiale con lesioni spinali o altre menomazioni. L’evento ebbe subito risonanza internazionale, con la partecipazione degli olandesi nel 1952.

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In Italia, il medico Antonio Maglio propose di ospitare una competizione internazionale nel 1960 a Roma, in occasione della XVII Olimpiade. Quella edizione segnò l’inizio delle Paralimpiadi ufficiali: 400 atleti di 23 Paesi si sfidarono dal 18 al 25 settembre 1960, dando vita a un percorso che avrebbe portato a una vera e propria organizzazione paralimpica internazionale.

Le prime Paralimpiadi Invernali si svolsero in Svezia dal 21 al 28 febbraio 1976, e da allora il movimento non ha mai smesso di crescere. Nel 1988, con le Olimpiadi di Seul, nacque l’idea di far disputare i Giochi Paralimpici nella stessa città delle Olimpiadi.

Atleti che hanno fatto la storia

Le Paralimpiadi hanno visto nascere leggende in ogni disciplina, atleti che hanno riscritto i limiti dello sport e della vita.

Francesca Porcellato, “La Rossa Volante”

Francesca Porcellato

Nata a Castelfranco Veneto nel 1970, Francesca Porcellato perse l’uso delle gambe a 18 mesi dopo un incidente. La sua passione per lo sport iniziò già a sei anni, tra le prime gare in carrozzina. Francesca è stata protagonista di 11 Paralimpiadi, sia estive che invernali.

Alle Paralimpiadi Estive di Seoul 1988, a soli diciotto anni, conquistò 2 ori, 1 argento e 2 bronzi nella para atletica leggera. Negli anni successivi, tra Barcellona, Atlanta, Sidney e Atene, accumulò altre medaglie, fino all’esordio alle Paralimpiadi Invernali di Torino 2006 nel Para Cross-Country Skiing.

Il momento più emozionante? A Vancouver 2010, a 40 anni, vinse l’oro nello sprint di Para Cross-Country Skiing, diventando una delle poche atlete della storia a vincere medaglie sia alle Paralimpiadi estive che a quelle invernali.

Oksana Masters, poliedrica e incredibile

Osaka Masters

Nata in Ucraina nel 1989, Oksana Masters affronta una vita segnata da sfide fisiche complesse. Nonostante questo, ha conquistato il mondo paralimpico, vincendo 17 medaglie in 4 discipline diverse: Para Cross-Country Skiing, Para Biathlon, Para Ciclismo e Para Rowing. La sua prima medaglia arrivò a Londra 2012, e da allora non ha più smesso di collezionare successi, diventando l’atleta paralimpica invernale statunitense più vincente nella storia.

Giacomo Bertagnolli, il ragazzo d’oro del Para Alpine Skiing

Giacomo Bertagnolli

Nato a Cavalese nel 1999, Giacomo è ipovedente dalla nascita. Il suo amore per lo sci è cresciuto fin da piccolo, affiancato dalla passione per l’Hockey su ghiaccio paralimpico. Con 63 medaglie in Coppa del Mondo, 11 mondiali e 8 paralimpiche, Giacomo è uno dei volti più giovani e promettenti delle Paralimpiadi Invernali.

Le Paralimpiadi 2026: Milano-Cortina in prima linea

Dal 6 al 15 marzo 2026, Milano e Cortina d’Ampezzo ospiteranno 665 atleti provenienti da 50 comitati nazionali, pronti a contendersi 79 medaglie in sei sport:

Curling in carrozzina al debutto paralimpico
  1. Sci alpino paralimpico
  2. Biathlon paralimpico
  3. Sci di fondo paralimpico
  4. Hockey su ghiaccio paralimpico
  5. Snowboard paralimpico
  6. Curling in carrozzina (al debutto)

L’Italia paralimpiadi punta forte, con la nazionale pronta a conquistare il medagliere e dare spettacolo in casa.

La cerimonia di apertura delle Paralimpiadi a Verona

Venerdì 6 marzo i Giochi Paralimpici prenderanno il via con una grande cerimonia di apertura all’Arena di Verona, sotto la direzione del regista Marco Boarino, autore dal 2005 di grandi spettacoli dal vivo. Per la prima volta, lo sport paralimpico sarà celebrato all’interno di un monumento UNESCO, trasformando la storica arena in un luogo dove arte, cultura e sport si incontrano.

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La cerimonia sarà strutturata in quattro parti: Vibes, Spaces, Loves e Together. Ogni sezione racconta un pezzo del mondo Paralimpico: dalle vibrazioni dei corpi che generano nuovi spazi di interazione, all’accoglienza di tutti gli amori – un omaggio anche a Verona, città di Romeo e Giulietta – fino al quadro finale, in cui la celebre canzone Volare unirà un coro internazionale di musicisti tra performance live e elementi multimediali.

Boarino, guidato dall’arte contemporanea, vuole superare i vecchi stereotipi sulla disabilità e trasformare la cerimonia in un racconto accessibile a tutti. Per farlo, ha coinvolto tre artisti straordinari: Jago, Marina Apollonio ed Emilio Isgrò, quest’ultimo protagonista di un’opera speciale che resterà al Comitato Paralimpico e alla Fondazione Milano Cortina. La cerimonia, quindi, non sarà solo uno spettacolo di sport, ma un vero e proprio racconto di inclusione, creatività e passione che farà da cornice perfetta all’inizio delle Paralimpiadi 2026.

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