Naviglio Pavese: da Milano a Pavia lungo l’acqua di Leonardo

Il Naviglio Pavese è un canale artificiale lungo 33 km che collega la Darsena di Porta Ticinese a Milano al fiume Ticino a Pavia, completato da Napoleone nel 1805. La pista ciclabile dell’Alzaia Naviglio Pavese parte dalla Darsena è adatta a famiglie e principianti. Lungo il percorso si incontrano: la Conchetta, la Chiusa di Leonardo, la Conca Fallata, il Parco Agricolo Sud Milano. Dopo circa 30 km si raggiunge la Certosa di Pavia, poi il centro storico di Pavia con il Castello Visconteo e il Ponte Coperto sul Ticino.

Quando si pensa a Milano in bici, si pensa ai Navigli del sabato sera, agli spritz, alle code sui ponticelli. Ma c’è un’altra Milano ciclistica, che comincia alla Darsena che finisce, dopo quaranta chilometri di alzaia, nel centro storico di Pavia, accanto a un Ticino che scorre quieto verso il Po. Il Naviglio Pavese è questa cosa: una via d’acqua antica, una ciclabile quasi interamente pianeggiante, e un paesaggio che cambia metro dopo metro, da metropoli a campagna, da cemento a risaia, fino al silenzio assoluto dei chiostri certosini.

40 km di pianura, le chiuse progettate da Leonardo da Vinci, risaie, cascine, aironi grigi e, all’orizzonte, una delle facciate più belle del Rinascimento italiano: la Certosa di Pavia. Un itinerario perfetto per una gita fuori porta in giornata, adatto anche a famiglie e ciclisti non esperti. E ogni pedalata ha centocinquanta anni di storia sotto le ruote.

Partenza: la Darsena di Porta Ticinese

Darsena di Milano

Tutto comincia alla Darsena di Porta Ticinese, lo storico bacino portuale di Milano che si trova all’incrocio del Naviglio Grande e del Naviglio Pavese, in zona Navigli. Dopo il grande restauro del 2015, la Darsena è tornata a essere uno specchio d’acqua vivo e frequentato: barche ormeggiate, tavolini di bar sul bordo, il mercato del sabato mattina.

È anche la “testa” del Naviglio Pavese, il punto da cui l’acqua entra nel canale e inizia il suo viaggio verso Pavia. Per secoli, da qui partivano e arrivavano barconi carichi di merci, granaglie, pietre. Il marmo del Duomo di Milano viaggiò per decenni su queste acque. Nel 1805, Napoleone completò i lavori di costruzione del Naviglio Pavese con l’ambizione dichiarata di collegare “Milano con il mare” via Ticino e Po. Si imbocca via Alzaia Naviglio Pavese e si comincia a pedalare.

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Le chiuse di Leonardo da Vinci: l’ingegneria che fece grande Milano

Nei primi chilometri dal centro, lungo l’alzaia, si incontrano le chiuse idrauliche dei Navigli e qui bisogna fermarsi, perché la storia che ci stanno dietro è straordinaria.

Un canale come il Naviglio Pavese ha un problema: deve superare un dislivello di 56 metri tra la Darsena di Porta Ticinese e il fiume Ticino. Come si fa a far navigare le barche su e giù per un dislivello del genere? Con le conche, o chiuse: camere d’acqua chiuse da paratoie che si riempiono e si svuotano, facendo salire o scendere le imbarcazioni come in un ascensore liquido.

Conca dell'Immacolata sulla Martesana

L’intero sistema era composto da 12 conche. Tra queste, alcune portano ancora oggi la firma di Leonardo da Vinci, che tra il 1482 e il 1499, e poi ancora tra il 1506 e il 1513, lavorò intensamente sul sistema dei navigli milanesi. La Chiusa di Leonardo sul Naviglio Pavese è la più nota, insieme alla Conca dell’Incoronata sul Naviglio di San Marco, che lui stesso descrisse nei suoi taccuini come un problema di ingegneria idraulica da risolvere. Leonardo non “inventò” i navigli milanesi, come spesso si sente dire, ma ne studiò e perfezionò il sistema di conche con soluzioni originali, tra cui il portello inferiore manovrabile dall’alzaia per regolare la portata.

La prima conca che si incontra lasciando la Darsena è la Conchetta, ancora navigabile, che fa sentire per un momento il respiro di quella Milano d’acqua che fu.

Leonardo da Vinci ha lasciato tracce di sè in tutta la città, ma hai mai pensato di vederla con i suoi occhi?

Conca Fallata: l’ultima chiusa prima della campagna

Conca Fallata sul naviglio a Milano

Poco prima di uscire definitivamente da Milano, sul Naviglio Pavese nei pressi di via Chiesa Rossa, si trova la Conca Fallata: l’ultima delle chiuse milanesi prima della grande campagna padana. Il nome — “fallata” — rimanda probabilmente a un difetto di costruzione originario, ma la struttura è ancora lì, pietra e acqua, come nei secoli passati. Dal 2015 non è più operativa, ma conserva intatto il suo fascino ingegneristico.

Da qui in poi, la ciclabile è quasi interamente asfaltata, pianeggiante e separata dal traffico. Si pedala con facilità, con il canale sempre alla destra, accompagnati dal suono dell’acqua e dal vento tra i pioppi.

L’Alzaia: risaie, cascine e il Parco Agricolo Sud Milano

Superata la periferia, il paesaggio cambia radicalmente. La ciclabile entra nel Parco Agricolo Sud Milano, una delle aree protette più estese d’Italia, che circonda la città a sud come una cintura verde. Qui, improvvisamente, Milano scompare: al suo posto, filari di pioppi che corrono dritti verso l’orizzonte, cascine rurali con cortili che sembrano usciti da un’incisione ottocentesca, e le risaie.

È un paesaggio che pochissimi milanesi conoscono eppure hanno a portata di bici. Gli aironi grigi stazionano in equilibrio sulle sponde del canale, imperturbabili. Le rane fanno rumore al tramonto. Lungo l’alzaia si incontrano ancora trattorie e osterie che servono cucina lombarda tradizionale — riso al salto, risotto alla milanese, busecca nell’atmosfera accogliente e senza fronzoli che le campagne padane sanno dare.

La Certosa di Pavia: il capolavoro che aspetta alla fine del percorso

Certosa di Pavia

Dopo circa 30 chilometri di pedalata, sulla sinistra di un viale alberato, appare qualcosa che lascia senza fiato: la facciata della Certosa di Pavia. Guglie, statue, marmi intarsiati, rilievi che si sovrappongono in un trionfo di ornamento rinascimentale: è una delle facciate di chiesa più elaborate e ambiziose d’Europa.

La Certosa fu fondata nel 1396 da Gian Galeazzo Visconti, il primo duca di Milano: lo stesso che, come abbiamo raccontato nell’articolo sulla Pusterla di Sant’Ambrogio, fece arrestare lo zio Bernabò con l’inganno proprio l’anno prima. Volle dedicare questa fondazione alla gloria della sua casata e, forse, come atto di espiazione. Il monastero fu affidato prima alla comunità certosina, poi a quella cistercense, e infine ai benedettini. All’interno: il chiostro grande (uno dei più belli d’Italia), la pietra tombale di Ludovico il Moro e Beatrice d’Este, affreschi straordinari. I cancelli chiudono a mezzogiorno e riaprono nel tardo pomeriggio. Secondo la leggenda, un passaggio segreto collegava la Certosa al Castello Visconteo di Pavia. Nessuno l’ha mai trovato, ma nessuno lo ha definitivamente escluso.

A Binasco — a metà percorso — si può fare una sosta e ricordare che siamo sul confine storico tra i territori di Milano e Pavia, separati per secoli dall’alveo del Ticinello. Il castello visconteo del paese, ormai in rovina, ricorda quell’epoca in cui questi luoghi erano teatro di battaglie e strategie politiche.

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Pavia: il finale degno di un’avventura

Altri 6 chilometri dopo la Certosa, e si arriva a Pavia. Il centro storico merita almeno un’ora di visita: il Castello Visconteo (XIV sec.), l’università tra le più antiche d’Europa, le chiese romaniche, e soprattutto il Ponte Coperto, il simbolo della città, che attraversa il Ticino con le sue arcate in pietra. Qui il Naviglio Pavese sfocia nel fiume, dopo 100 km di viaggio dalle montagne lombarde.

Per il rientro a Milano: treno da Pavia Centrale (frequente, circa 30 minuti), con possibilità di trasportare la bici. Oppure, per gli sportivi veri, si gira la ruota e si torna per la stessa strada — all’incirca 80 km andata e ritorno.

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Quanto è lungo il percorso in bici da Milano a Pavia lungo il Naviglio Pavese?
Il tragitto è lungo circa 40 km ed è quasi completamente pianeggiante, ideale anche per ciclisti non esperti.

Da dove parte la ciclabile del Naviglio Pavese?
Il percorso inizia dalla Darsena di Porta Ticinese, nel quartiere Navigli di Milano.

Leonardo da Vinci progettò davvero le chiuse dei Navigli?
Leonardo non inventò i Navigli, ma studiò e perfezionò il sistema delle conche idrauliche milanesi tra Quattrocento e Cinquecento.

Cos’è la Conca Fallata?
La Conca Fallata è una storica chiusa del Naviglio Pavese, situata poco fuori Milano, oggi non più operativa ma ancora visitabile.

Si può raggiungere la Certosa di Pavia in bici da Milano?
Sì, la Certosa di Pavia si trova lungo il percorso ciclabile ed è una delle tappe più spettacolari dell’itinerario.

Il percorso del Naviglio Pavese è adatto alle famiglie?
Sì, l’alzaia è quasi interamente asfaltata e separata dal traffico, quindi adatta anche a famiglie con bambini.

Come si torna da Pavia a Milano con la bici?
Da Pavia Centrale partono treni frequenti per Milano con possibilità di trasporto bici.