A Milano la street art si concentra soprattutto nel quartiere Ortica, nella periferia est, dove dal 2015 il progetto Or.Me – Ortica Memoria, curato dal collettivo Orticanoodles (Wally e Alita), ha trasformato le vie del borgo in un museo a cielo aperto con opere dedicate alla storia del Novecento italiano, ai cantautori milanesi (Jannacci, Gaber, Fo, Vanoni) e, più di recente, in un ciclo dedicato al Duomo di Milano in via Pitteri. Altri luoghi simbolo della street art milanese includono il Sottopasso della Stazione di Porta Garibaldi, decorato dal 2011 grazie al progetto Esco ad Isola con opere dedicate anche a Leonardo da Vinci; il murale “Mutevole” di Elisabetta Mastro nel quartiere Bovisa, 400 metri quadrati e 23 pannelli dedicati agli stati d’animo umani; lo Squalo di Marco Teatro, celebre illusione ottica dipinta sotto un ponte del Naviglio Pavese; e le opere di Cristian Sonda nel quartiere Dergano. Ad Artem organizza inoltre il Campus Street Art per ragazzi al Museo del Novecento, un laboratorio estivo che insegna le tecniche di base dell’arte urbana partendo dal confronto con le avanguardie del XX secolo.
C’è un modo di leggere Milano che non passa dalle guide turistiche classiche, e non richiede nemmeno un biglietto d’ingresso: basta alzare lo sguardo mentre si cammina per certi quartieri. Sottopassi, cavalcavia, facciate di case popolari e muri di scuole diventano tele a cielo aperto, e la street art milanese, negli ultimi dieci anni, è cresciuta al punto da avere una sua geografia precisa, fatta di quartieri-simbolo, collettivi riconoscibili e opere che meritano una tappa quanto un museo.
Ortica: il quartiere che si è trasformato in romanzo popolare

Se esiste un epicentro della street art a Milano, è il quartiere Ortica, nella periferia est della città, oggi parte del Municipio 3. Nel 2015, in occasione del 70° anniversario della Liberazione, le associazioni del quartiere realizzarono sul cavalcavia Buccari il primo murale, dedicato alle parole della libertà. Da lì è nato Or.Me – Ortica Memoria, un progetto di street art partecipata.
Il duo Orticanoodles — Wally e Alita, che si definiscono “come ortiche cresciute nel cemento” — ha realizzato oggi quattordici delle venti opere previste dal progetto, utilizzando una tecnica particolare, lo stencil sovrapposto (stencil on stencil), che permette di mescolare volti, citazioni e strati di significato diversi. Ogni murale racconta un pezzo del Novecento italiano: c’è il “Muro della Giustizia”, dedicato a chi ha perso la vita in nome della legalità (da Giorgio Ambrosoli al generale Carlo Alberto dalla Chiesa), c’è il muro dedicato ai grandi cantautori e alla cultura d’osteria milanese — Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Dario Fo, Ornella Vanoni — e c’è persino un piccolo omaggio allo sport, sulla facciata dello storico stadio Scarioni, dove tra i campioni raffigurati spunta la bicicletta di Fausto Coppi, un richiamo a Edoardo Bianchi, che proprio in Ortica trovò dimora da giovane.
L’ultimo capitolo del progetto, ancora in espansione, è dedicato al Duomo di Milano: cinque grandi murales in via Pitteri riproducono la navata centrale della cattedrale in scala 1:2 e una Madonnina dipinta alta 25 metri, un modo sorprendente di portare un pezzo di centro storico nella periferia della città.
Il sottopasso di Porta Garibaldi: dove il degrado è diventato arte

Non solo Ortica. Un altro luogo imperdibile per chi ama l’arte urbana è il sottopassaggio della Stazione di Porta Garibaldi, quello che collega il cuore della stazione a via Guglielmo Pepe, nel quartiere Isola. Fino al 2011 era un tunnel abbandonato e poco sicuro; da quell’anno, grazie al progetto “Esco ad Isola” promosso dall’associazione Nuova Acropoli in collaborazione con Rete Ferroviaria Italiana, è diventato una galleria a cielo aperto, con opere realizzate anche da studenti dei licei artistici vincitori di un concorso dedicato. Tra le opere più fotografate ci sono un grande murale dedicato a Leonardo da Vinci, di circa 250 metri quadrati, e un intervento del writer Mr Blob dal titolo “Un mondo diverso è possibile”, ispirato ai temi ambientali. Attraversarlo oggi significa passare, letteralmente, dalla frenesia di Corso Como e Piazza Gae Aulenti alla Milano più autentica e in trasformazione del quartiere Isola.
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Bovisa: “Mutevole”, la galleria a cielo aperto sugli stati d’animo

Nel quartiere Bovisa, in via Schiaffino, si trova una delle opere di street art più originali della città: “Mutevole”, firmato dall’artista e performer Elisabetta Mastro. Sette mesi di lavoro per dipingere quasi 400 metri quadrati di muro, suddivisi in 23 pannelli che raffigurano corpi in movimento, ciascuno associato a uno stato d’animo diverso. Più che un semplice murale, è “una galleria d’arte a cielo aperto” capace di rafforzare le sinergie tra artisti e istituzioni pubbliche e private.
Lo Squalo di Marco Teatro: il murale più fotografato di Milano

C’è un’opera, nascosta sotto un ponte del Naviglio Pavese, che è diventata una piccola celebrità sui social: lo Squalo dipinto da Marco Teatro. Si tratta di un’illusione ottica tridimensionale che, se osservata scendendo le scale nel punto giusto, sembra letteralmente inghiottire chi si avvicina. Vale la pena non fermarsi solo allo squalo: gli esterni dello stesso ponte ospitano altre opere di street artist come Pao, ed è uno degli angoli più rappresentativi dello spirito creativo della città.
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Dergano e le altre periferie: Cristian Sonda e la street art diffusa
Il quartiere Dergano, a nord del centro, custodisce diverse opere firmate da Cristian Sonda. Sono lavori meno noti rispetto a quelli di Ortica, ma altrettanto significativi. Infatti, raccontano come la street art a Milano non sia confinata a un solo quartiere, ma si stia diffondendo in molte periferie, trasformando muri anonimi in occasioni di incontro tra arte e comunità locale.
Imparare la street art: il Campus di Ad Artem al Museo del Novecento
Per chi vuole andare oltre l’osservazione e mettersi alla prova in prima persona, Ad Artem propone ogni estate il Campus Street Art per ragazzi, con sede al Museo del Novecento. L’idea alla base è: prima di imparare a dipingere per strada, si studiano le avanguardie del Novecento — da Boccioni a Balla, da Picasso a Kandinsky — per poi passare alla pratica con bombolette, stencil e sticker, fino alla realizzazione di murales collettivi su cartone. Un modo diverso di avvicinare i più giovani all’arte, partendo proprio dal linguaggio urbano che oggi anima le strade della città.
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Un museo a cielo aperto, gratuito e in continua espansione
Ciò che rende speciale la street art milanese è proprio la sua natura mutevole. I murales di Ortica si arricchiscono ogni anno di nuove opere, i quartieri periferici si trasformano con interventi spontanei o partecipati, e ogni visita rischia di regalare una scoperta diversa. Per chi ama Milano oltre le rotte più battute, è probabilmente il modo più economico — e più sorprendente — di vivere la città.
Perché non dovresti visitare Milano senza una guida Ad Artem
C’è una cosa che la maggior parte dei turisti non sa: Milano non si capisce da soli. Sotto ogni palazzo, chiesa o monumento si nasconde una storia che non trovi su Wikipedia. Dentro ogni mostra c’è un livello di lettura che, senza la guida giusta, rischi di perdere del tutto.
Ad Artem è la risposta. Da oltre 30 anni siamo il punto di riferimento in città per chi vuole trasformare una visita culturale in un’esperienza che rimane. Prenotare una visita guidata con Ad Artem non significa seguire una bandierina in mezzo alla folla. Significa avere qualcuno che sa dove guardare e come fare in modo che quella mattina o quel pomeriggio non lo si dimentichi domani.
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FAQ
Dove si trovano i murales più belli di Milano?
Il quartiere Ortica, con il progetto Or.Me – Ortica Memoria, è la zona con la maggiore concentrazione di street art di qualità, seguito dal sottopasso della Stazione di Porta Garibaldi e dai quartieri Bovisa, Dergano e Isola.
Chi sono gli Orticanoodles?
Sono un collettivo artistico composto da Wally e Alita, che dal 2017 hanno realizzato la maggior parte dei murales del progetto Or.Me nel quartiere Ortica, utilizzando la tecnica dello stencil sovrapposto.
Cos’è “Mutevole” a Bovisa?
È un’opera di muralismo urbano dell’artista Elisabetta Mastro, realizzata in sette mesi su quasi 400 metri quadrati di muro, composta da 23 pannelli dedicati a diversi stati d’animo umani.
Dove si trova lo Squalo di Marco Teatro?
È dipinto sotto un ponte del Naviglio Pavese ed è considerato uno dei murales più fotografati di Milano per la sua illusione ottica tridimensionale.
Cos’è il Campus Street Art di Ad Artem?
È un laboratorio estivo per ragazzi organizzato da Ad Artem al Museo del Novecento, che unisce lo studio delle avanguardie artistiche del Novecento alla pratica delle tecniche base della street art.
La street art di Milano è gratuita da visitare?
Sì, tutti i murales delle vie e dei quartieri cittadini, incluso il percorso di Ortica, sono liberamente visitabili a piedi, senza alcun biglietto d’ingresso.




