Mostre a Milano 2026: le esposizioni di Palazzo Reale

Il 2026 sarà un anno straordinario per l’arte a Milano. La città, già protagonista sulla scena internazionale grazie ai Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina, si prepara a vivere un’imperdibile stagione di mostre. Un’offerta culturale ricchissima, fatta di grandi progetti espositivi, retrospettive di respiro internazionale e installazioni monumentali.

Tra le mostre a Milano più attese, Palazzo Reale si conferma il cuore pulsante della programmazione culturale cittadina, ospitando tre appuntamenti che da soli valgono un viaggio: Metafisica/Metafisiche, Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio e Kiefer. Le Alchimiste. Tre visioni, tre linguaggi, tre modi diversi di interrogare il presente attraverso l’arte.

Metafisica/Metafisiche: Milano e l’immaginazione

Da gennaio a giugno 2026, Milano si trasforma in un grande laboratorio diffuso grazie al progetto Metafisica/Metafisiche, uno dei più ambiziosi dell’anno. Curato da Vincenzo Trione, il percorso mette in dialogo i maestri storici della Metafisica – Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Giorgio Morandi – con artisti, architetti, fotografi e creativi del XX e XXI secolo che hanno raccolto e reinterpretato la loro eredità.

Carrà, Metafisica/Metafisiche

Non si tratta di una semplice mostra, ma di un programma espositivo articolato, che coinvolge Palazzo Reale e altre istituzioni culturali della città, creando un itinerario urbano che invita il pubblico a muoversi tra luoghi, opere e visioni. Milano diventa così una mappa ideale della Metafisica, un territorio in cui le piazze silenziose di de Chirico, le architetture sospese, gli oggetti enigmatici e le atmosfere rarefatte si intrecciano con linguaggi contemporanei: fotografia, cinema, design, moda, letteratura.

Il progetto esplora la Metafisica come poetica ancora viva, capace di interrogare il nostro tempo, di parlare di identità, memoria, spaesamento e desiderio di senso. Un viaggio ampio e trasversale che restituisce la forza di un movimento che ha segnato la storia dell’arte e continua a ispirare generazioni di creativi.

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Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio: la perfezione del corpo come linguaggio universale

Tra le mostre a Milano più attese del 2026, la retrospettiva Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio rappresenta un appuntamento imperdibile per gli amanti della fotografia e dell’estetica contemporanea. A Palazzo Reale arriva un’ampia selezione di opere iconiche e inedite del grande fotografo americano, noto per la sua ricerca radicale sulla forma, sulla luce e sulla sensualità del corpo.

Curata da Denis Curti, la mostra è il secondo capitolo di una trilogia dedicata all’artista, inaugurata a Venezia e destinata a concludersi a Roma. Ogni tappa approfondisce un aspetto diverso della sua poetica: a Milano il focus è sulla forma, sulla tensione verso la perfezione, sulla mimesi greca che attraversa i suoi celebri nudi maschili e femminili.

Mapplethorpe

Mapplethorpe osserva il corpo come un simbolo di bellezza assoluta, un linguaggio universale capace di parlare di desiderio, identità, fragilità e potenza. Le sue immagini, rigorose e sensuali, mettono in scena un equilibrio perfetto tra classicismo e provocazione, tra armonia e tensione fisica.

La mostra è promossa da Comune di Milano – Cultura, prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte, in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York, e rientra nel programma culturale dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026. E se vuoi scoprire questa mostra nel modo più intenso e affascinante, lasciandoti guidare da chi sa raccontarla davvero, puoi prenotare la tua visita con Ad Artem cliccando qui.

Kiefer. Le Alchimiste: un monumentale omaggio alla memoria femminile

La terza grande mostra del 2026 a Palazzo Reale è Kiefer. Le Alchimiste, un progetto monumentale firmato da Anselm Kiefer, uno dei più importanti artisti contemporanei. Per la Sala delle Cariatidi, Kiefer ha concepito una nuova opera site-specific: un ciclo di oltre quaranta grandi teleri che dialogano con la drammatica bellezza della sala, ancora segnata dalle ferite del bombardamento del 1943.

Alchimiste Kiefer

Il tema è potente e necessario: le alchimiste dimenticate, figure di scienziate, filosofe, ricercatrici e studiose escluse dalla narrazione ufficiale. Attraverso la sua pittura materica, stratificata e profondamente evocativa, Kiefer restituisce visibilità a donne come Caterina Sforza, Isabella Cortese, Maria la Giudea e molte altre, componendo un nuovo pantheon simbolico in cui arte, scienza e spiritualità si intrecciano.

La Sala delle Cariatidi diventa così uno spazio di rinascita, un luogo in cui la memoria si trasforma in energia creativa e in cui il passato dialoga con il presente. La mostra, curata da Gabriella Belli, è promossa da Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte, con il contributo di Gagosian e Galleria Lia Rumma, e il sostegno di Unipol e Banca Ifis.

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