Il 2026 si preannuncia un anno straordinario per gli amanti dell’arte, e Palazzo Reale conferma ancora una volta il suo ruolo di epicentro culturale della città. Tra capolavori fotografici, pittura metafisica, opere monumentali contemporanee e grandi retrospettive storiche, le Mostre 2026 a Palazzo Reale offrono un percorso tra stili e linguaggi artistici.
Robert Mapplethorpe: Le forme del desiderio

La mostra dedicata a Robert Mapplethorpe rappresenta un’occasione unica per attraversare l’intera carriera di uno dei fotografi più discussi del XX secolo. Attraverso un corpus di opere ampio e variegato, il percorso espositivo permette di comprendere come la sua ricerca abbia coniugato rigore formale e tensione emotiva, classicismo e provocazione, trasformando la fotografia in uno strumento di indagine profonda sul corpo, sull’identità e sul desiderio.
Fin dagli esordi, Mapplethorpe concepisce la fotografia come atto scultoreo. “Sono ossessionato dalla bellezza”, affermava, e questa ossessione attraversa tutta la sua produzione. Nelle opere esposte, la luce scolpisce i volumi, modella muscoli e superfici, conferendo ai corpi una presenza monumentale e senza tempo. I nudi maschili e femminili, i ritratti di figure iconiche come Patti Smith e gli autoritratti, diventano un linguaggio visivo capace di esprimere identità, forza, vulnerabilità e desiderio.
Ogni immagine è costruita con precisione geometrica, richiamando l’armonia della scultura e dell’architettura, mentre le fotografie floreali trasformano la natura in corpi pulsanti e carichi di sensualità.
Per accompagnare il pubblico, Ad Artem propone laboratori e percorsi tematici che esplorano il rapporto tra corpo, forma e luce, offrendo strumenti per comprendere la costruzione della fotografia come arte visiva e concettuale.
Metafisica/Metafisiche

La mostra dedicata alla Metafisica invita a riscoprire un movimento artistico nato in Italia durante la Prima Guerra Mondiale, capace di trasformare il quotidiano in enigma e la realtà visibile in mistero. Pittori come Giorgio de Chirico, Alberto Savinio e Carlo Carrà hanno elaborato un linguaggio visivo fatto di piazze vuote, architetture classiche, statue e oggetti sospesi nel tempo.
De Chirico esplora la dimensione mentale della città, Savinio fonde mito e ironia, Carrà porta equilibrio e meditazione, mentre Morandi dialoga con la sospensione del tempo attraverso le nature morte. La mostra diventa così un percorso di scoperta e contemplazione, che stimola il visitatore a osservare con lentezza e profondità, riscoprendo la bellezza dell’attesa e del silenzio.
Ad Artem propone percorsi guidati e laboratori interattivi che approfondiscono i concetti di prospettiva, simbolismo e metafora visiva, invitando studenti e visitatori a sperimentare personalmente le tecniche metafisiche.
Anselm Kiefer: Le Alchimiste

La mostra di Anselm Kiefer, intitolata Le Alchimiste, è uno degli appuntamenti più intensi e significativi del panorama artistico del 2026. Kiefer è tra i pochi artisti contemporanei capaci di costruire narrazioni epiche e stratificate, in cui storia, mito, filosofia, spiritualità e scienza si intrecciano. La sua arte diventa uno spazio di riflessione critica sulla società contemporanea e un invito a riscoprire valori umani spesso messi in discussione.
Allestita nella maestosa Sala delle Cariatidi, la mostra comprende oltre quaranta grandi tele che celebrano figure femminili dimenticate dalla storia: alchimiste, scienziate, studiose e pensatrici tra Medioevo e età moderna. La materia diventa simbolo di memoria e trasformazione: piombo, cenere, paglia e metalli raccontano la metamorfosi interiore, mentre mito, religione e filosofia dialogano con lo spazio e il visitatore.
Attraverso Caterina Sforza e le altre protagoniste, Kiefer costruisce una narrazione poetica e contemporanea, trasformando la Sala delle Cariatidi in luogo di meditazione e contemplazione. La mostra esplora l’alchimia non solo come pratica pre-scientifica, ma come metafora della rigenerazione artistica e culturale.
Per Le Alchimiste, Ad Artem propone attività dedicate all’arte contemporanea, con laboratori di interpretazione simbolica, visite guidate approfondite e percorsi tematici che spiegano l’uso della materia, dei simboli e del mito nella creazione artistica, offrendo strumenti per comprendere il dialogo tra storia, arte e contemporaneità.
I Macchiaioli

La retrospettiva sui Macchiaioli è una grande occasione per riscoprire uno dei movimenti più rivoluzionari della pittura italiana dell’Ottocento. Dal 3 febbraio al 14 giugno 2026, oltre 100 opere provenienti dai principali musei italiani raccontano l’avventura di artisti come Giovanni Fattori, Telemaco Signorini e Silvestro Lega, impegnati a rinnovare la pittura attraverso luce, colore e visione dal vero, anticipando i principi dell’Impressionismo.
La mostra ricostruisce il contesto storico, sociale e artistico in cui i Macchiaioli operarono, intrecciando la loro battaglia estetica con le vicende del Risorgimento italiano. Il progetto, curato dai massimi esperti del movimento, rappresenta un momento di riflessione e valorizzazione della tradizione artistica italiana, offrendo un quadro completo e aggiornato del movimento.
Perché non dovresti visitare Milano senza una guida Ad Artem
C’è una cosa che la maggior parte dei turisti non sa: Milano non si capisce da soli. Sotto ogni palazzo, chiesa o monumento si nasconde una storia che non trovi su Wikipedia. Dentro ogni mostra c’è un livello di lettura che, senza la guida giusta, rischi di perdere del tutto.
Ad Artem è la risposta. Da oltre 30 anni siamo il punto di riferimento in città per chi vuole trasformare una visita culturale in un’esperienza che rimane. Prenotare una visita guidata con Ad Artem non significa seguire una bandierina in mezzo alla folla. Significa avere qualcuno che sa dove guardare e come fare in modo che quella mattina o quel pomeriggio non lo si dimentichi domani.




