Alberto Giacometti è stato uno scultore, pittore e disegnatore svizzero, tra i massimi artisti del Novecento, celebre soprattutto per le sue figure umane allungate e filiformi, simbolo della fragilità e della solitudine dell’esistenza nel secondo dopoguerra. Nato a Borgonovo, in Val Bregaglia, si formò a contatto con Cubismo e Surrealismo a Parigi, dove lavorò per gran parte della sua carriera, spesso insieme al fratello Diego, anch’egli scultore. A Milano, la Fondazione Luigi Rovati ospita una collezione permanente dedicata a Diego Giacometti, mentre Palazzo Reale ha in programma un’importante mostra dedicata al legame tra Alberto Giacometti e l’Italia, realizzata in collaborazione con la Fondazione Giacometti di Parigi.
Ci sono artisti che si riconoscono a colpo d’occhio, anche senza sapere nulla della loro biografia. Alberto Giacometti è uno di questi: bastano quelle figure umane sottilissime, quasi consumate dal tempo e dallo spazio, per capire di essere davanti a una delle sue opere. Ma chi era davvero Giacometti, e perché le sue sculture continuano, quasi sessant’anni dopo la sua morte, ad affascinare pubblico e critica in tutto il mondo?
Le origini in Val Bregaglia e la formazione a Parigi

Alberto Giacometti nasce nel 1901 a Borgonovo, un piccolo paese della Val Bregaglia, in Svizzera, in una famiglia già immersa nell’arte: il padre Giovanni era un pittore post-impressionista di discreta fama, e la casa di famiglia fu per Alberto la prima, decisiva scuola visiva. Dopo alcuni anni di formazione tra Ginevra e l’Italia, Giacometti si trasferisce definitivamente a Parigi nel 1922, dove entra in contatto con i movimenti d’avanguardia più radicali del momento: il Cubismo prima, il Surrealismo poi, negli anni tra le due guerre.
Le figure allungate: da dove nasce lo stile più riconoscibile del Novecento

Il tratto distintivo di Giacometti, quelle figure umane scarnificate, allungate fino quasi a scomparire, eppure innegabilmente presenti, nasce soprattutto nel secondo dopoguerra, tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta. Non è un vezzo stilistico: è la traduzione plastica di un’ossessione filosofica ed esistenziale. Giacometti lavorava e rilavorava le sue sculture in argilla per settimane, spesso distruggendo il lavoro dei giorni precedenti, alla ricerca di una verità visiva che sfuggiva sempre un po’ più in là. Il risultato sono corpi che sembrano ridotti all’essenziale, quasi divorati dallo spazio circostante un’immagine che la critica ha spesso letto come metafora della fragilità e della solitudine dell’essere umano nel mondo contemporaneo, uscito sconvolto dalla Seconda guerra mondiale.
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Diego Giacometti: il fratello, il collaboratore, l’altro artista

Impossibile parlare di Alberto senza menzionare Diego Giacometti, il fratello minore che gli fu accanto per tutta la vita come modello, collaboratore e, a sua volta, scultore di grande talento, specializzato soprattutto in mobili e oggetti d’arredo scultorei di rara eleganza. A Milano, la Fondazione Luigi Rovati dedica proprio a lui una sezione permanente della propria collezione, un’occasione per scoprire la produzione, spesso meno conosciuta del grande pubblico rispetto a quella di Alberto, di un artista capace di fondere funzionalità e poesia scultorea.
La mostra in arrivo a Milano: Giacometti e l’Italia
Dopo le grandi retrospettive che negli ultimi anni hanno attraversato Londra, Parigi e altre capitali europee, anche Milano si prepara ad accogliere un progetto espositivo dedicato allo scultore svizzero. La mostra, annunciata a Palazzo Reale in collaborazione con la Fondazione Giacometti di Parigi, ripercorrerà l’intera carriera dell’artista attraverso un centinaio di opere tra sculture, dipinti, lettere e fotografie, con un focus particolare sul rapporto tra Giacometti e l’Italia: dai primi viaggi giovanili fino al riconoscimento internazionale ottenuto alla Biennale di Venezia del 1962, quando vinse il Gran Premio per la scultura. Un’occasione più unica che rara per osservare da vicino l’evoluzione di un linguaggio artistico che ha attraversato Cubismo, Surrealismo e infine una poetica del tutto personale.
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Perché le opere di Giacometti continuano a parlare al presente
Non è un caso che, decenni dopo la loro creazione, le figure filiformi di Giacometti continuino a generare code ai botteghini di mezzo mondo. C’è qualcosa, in quei corpi scarniti e in equilibrio precario, che parla direttamente alla sensibilità contemporanea: l’isolamento, la vulnerabilità, il tentativo mai davvero risolto di rappresentare l’essere umano nella sua verità più nuda. Prepararsi a una mostra come quella milanese, magari attraverso un webinar introduttivo o un percorso guidato che ne racconti il contesto storico e filosofico, permette di cogliere molto più di quanto si colga osservando le opere senza chiavi di lettura.
Perché non dovresti visitare Milano senza una guida Ad Artem
C’è una cosa che la maggior parte dei turisti non sa: Milano non si capisce da soli. Sotto ogni palazzo, chiesa o monumento si nasconde una storia che non trovi su Wikipedia. Dentro ogni mostra c’è un livello di lettura che, senza la guida giusta, rischi di perdere del tutto.
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FAQ
Chi era Alberto Giacometti?
Alberto Giacometti (1901-1966) è stato uno scultore, pittore e disegnatore svizzero, celebre per le sue figure umane allungate e filiformi, tra le voci più influenti dell’arte del Novecento.
Perché le sculture di Giacometti sono così allungate?
Le figure filiformi nascono dalla ricerca ossessiva dell’artista di una verità visiva sull’essere umano, spesso letta come metafora della fragilità e della solitudine esistenziale del secondo dopoguerra.
Chi era Diego Giacometti?
Era il fratello minore di Alberto, suo modello e collaboratore per tutta la vita, oltre che scultore in proprio, specializzato soprattutto in arredi e oggetti scultorei.
Quando arriva la mostra su Giacometti a Milano?
È annunciata a Palazzo Reale una mostra dedicata al rapporto tra Alberto Giacometti e l’Italia, realizzata in collaborazione con la Fondazione Giacometti di Parigi, con un centinaio di opere in esposizione.
Dove si possono vedere opere di Giacometti a Milano oggi?
La Fondazione Luigi Rovati ospita una collezione permanente dedicata a Diego Giacometti, mentre la grande mostra su Alberto Giacometti è prevista a Palazzo Reale.
Quali sono le opere più famose di Alberto Giacometti?
Tra le sculture più celebri figurano le figure in piedi e camminanti realizzate nel secondo dopoguerra, diventate l’immagine più riconoscibile del suo linguaggio artistico.




