Milano Razionalista: itinerario tra Bauhaus, fascismo e design

Il Razionalismo italiano è il movimento architettonico fiorito tra gli anni Venti e Quaranta del Novecento a Milano, in parte connesso al Bauhaus tedesco, caratterizzato da forme pure, funzione prioritaria e assenza di ornamenti superflui. A Milano, i principali esempi di architettura razionalista includono: il Palazzo dell’Arte, sede della Triennale di Milano, la Torre Branca in Parco Sempione, Palazzo Mezzanotte in Piazza degli Affari, fronteggiato dalla scultura L.O.V.E. di Maurizio Cattelan. Corso Sempione e le strade limitrofe (via Losanna) conservano edifici residenziali razionalisti degli anni Trenta.

Un dito medio alto undici metri che sfida la Borsa. Una torre in acciaio costruita in 68 giorni per non superare la Madonnina. Un palazzo trasformato in televisione prima ancora che la televisione esistesse. C’è una Milano che vive tra le due guerre e non smette di stupire. Non è la Milano del design che conosciamo oggi, né quella medievale di Sant’Ambrogio. È la Milano del Razionalismo: quella che tra il 1920 e il 1940 si reinventò in pietra, acciaio e cemento, trascinata da un’energia architettonica che, nonostante il regime fascista che la ospitava, era tra le più vivaci d’Europa. Un itinerario che parte da Piazza Affari e arriva a Parco Sempione racconta tutto questo nel modo più diretto possibile: camminando.

Piazza Affari: il fascismo, la Borsa e il dito medio di Cattelan

Palazzo Mezzanotte

Tutto inizia in Piazza degli Affari, nel cuore finanziario della città. Al centro della piazza si erge Palazzo Mezzanotte, sede storica della Borsa di Milano, costruito tra il 1927 e il 1932 dall’architetto Paolo Mezzanotte. L’edificio è un manifesto involontario del suo tempo: travertino, semicolonne, timpano: un razionalismo classicheggiante che il fascismo amava perché suonava monumentale e antico insieme.

Ma la cosa più sorprendente di Piazza Affari non è il palazzo: è ciò che gli sta di fronte. Una gigantesca mano in marmo di Carrara con quattro dita mozzate e il medio alzato verso il cielo. Si chiama L.O.V.E., acronimo di Libertà, Odio, Vendetta, Eternità, ed è opera di Maurizio Cattelan, inaugurata nel 2010. Doveva restare una settimana; è ancora lì, diventata simbolo della Milano contemporanea. Il dialogo tra il palazzo razionalista-fascista e il dito medio irriverente di Cattelan è uno dei confronti più acuti che Milano sappia offrire: la storia di un’architettura del potere, riletta da un gesto di insubordinazione permanente.

Prima di Palazzo Mezzanotte, sotto le sue fondamenta, c’è anche un altro segreto: durante gli scavi, gli operai portarono alla luce i resti di un teatro romano del I secolo d.C. Milano non smette mai di stratificare.

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Verso Corso Sempione: Casa Candiani e il villaggio di terracotta

Casa Candiani a Milano

Spostandosi in direzione del Parco Sempione, vale la pena fare una deviazione verso via Matteo Bandello, a due passi dal carcere di San Vittore. Qui si trova Casa Candiani (o meglio, le Case Candiani, perché l’edificio occupa tre numeri civici), un palazzo che sembra uscito direttamente dall’Ottocento, e lo è: fu costruito alla fine del 1800 dall’architetto Luigi Broggi.

La storia che ci sta dietro è curiosa e tipicamente milanese. L’imprenditore Carlo Candiani possedeva una manifattura di terracotta in via San Vittore. Anziché fare una pubblicità ordinaria, decise di costruire la sua casa-campionario: ogni centimetro della facciata è decorato con terracotta lavorata, un’esposizione permanente e vivente della produzione aziendale. Una vera trovata di marketing ante litteram, che resiste intatta ancora oggi, con i suoi rilievi floreali, le decorazioni lombarde e lo stile eclettico-neo rinascimentale che la rende unica nel panorama edilizio milanese.

Il Razionalismo italiano: tra Bauhaus e fascismo

Prima di arrivare alla Triennale, vale la pena capire cosa fu davvero il Razionalismo italiano e perché è impossibile capire la Milano degli anni Trenta senza parlarne.

In Europa il razionalismo architettonico nacque in seno al Bauhaus, la scuola tedesca fondata da Walter Gropius nel 1919 che fuse arte, artigianato e architettura in un approccio rivoluzionario: forme pure, funzione prima di tutto, nessun ornamento inutile. In Italia questo movimento si intrecciò in modo contraddittorio con il fascismo: il regime volle un’architettura “giovane e rivoluzionaria” per comunicare modernità e potenza, e il razionalismo sembrava fare al caso suo.

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Il risultato fu una generazione straordinaria di architetti come Giovanni Muzio, Gio Ponti, Luigi Figini, Gino Pollini, i BBPR , che costruirono una Milano nuova, con edifici residenziali, istituzioni culturali e spazi pubblici di grande qualità formale. La contraddizione era evidente: molti di loro si accorsero tardi di stare costruendo per un regime che li tradiva. Eppure le loro opere sono rimaste, e oggi raccontano un’epoca con una chiarezza che nessun libro di storia riesce a eguagliare.

Lungo via Losanna e nelle strade adiacenti al Parco Sempione si possono ancora riconoscere i caratteri tipici di questo stile residenziale degli anni Trenta: facciate lineari, finestre a nastro, balconi geometrici, assenza di decorazioni ridondanti.

La Triennale di Milano: dove il design incontrò il mondo

Ingresso Triennale Milano, una delle sede culturali delle Olimpiadi invernali

Arriviamo al cuore di questo itinerario: il Palazzo dell’Arte, sede della Triennale di Milano, affacciato sul Parco Sempione in viale Alemagna. L’edificio fu costruito nel 1933 su progetto di Giovanni Muzio e rappresenta una delle espressioni più compiute di questo stile: 12.000 mq di superfici espositive, volumi puliti, proporzioni rigorose, marmo bianco e un rigore formale che comunica autorevolezza senza ricorrere all’eccesso.

La Triennale nacque a Monza nel 1923 come Esposizione Internazionale delle Arti Decorative e Industriali Moderne, con cadenza biennale. Nel 1930 divenne triennale, e nel 1933 si trasferì in questo palazzo, costruito grazie al generoso lascito del senatore e industriale Antonio Bernocchi (il cui nome campeggia ancora sull’ingresso). La quinta edizione, qui, fu anche la prima: e fu una dichiarazione di intenti. Pitture murali di De Chirico, Sironi, Campigli e Carrà. Padiglioni sperimentali nel parco. La “Casa a struttura d’acciaio” di Albini. La “Villa studio” di Figini e Pollini.

Curiosità: è proprio dal seminterrato della Triennale, il Teatro dell’Arte, che nel 1955 Mike Bongiorno trasmise le primissime puntate di Lascia o Raddoppia? per la neonata RAI. La televisione italiana nacque qui, sotto le guglie del Parco Sempione. Oggi la Triennale ospita il Museo del Design Italiano e un ricco programma di mostre temporanee dedicate ad architettura, arti visive e design. Aperta dal martedì alla domenica, è uno dei musei più belli e meno affollati del centro.

Torre Branca: 108 metri costruiti in 68 giorni

Torre Branca

A pochi passi dalla Triennale, nel cuore del Parco Sempione, si alza una struttura inconfondibile: Torre Branca. È alta 108,6 metri, costruita interamente in tubi di acciaio e progettata da Gio Ponti nel 1933 per la stessa V Triennale che inaugurò il Palazzo dell’Arte.

Il suo nome originale era Torre Littoria, un omaggio al regime. Ma c’è di più: per decreto di Mussolini, la sua altezza fu volutamente limitata a pochi centimetri al di sotto della Madonnina del Duomo (109,36 m). Nessun edificio poteva superare il simbolo della città. Il vincolo valse per decenni, fino ai grattacieli degli anni Sessanta.

La torre fu costruita in sole 68 giornate lavorative, un record che ancora stupisce. Poi fu chiusa per decenni, dimenticata nel parco. La riapertura avvenne nel 2002 grazie alla Distilleria Fratelli Branca, che la rilevò e la restaurò e dal cui cognome prende oggi il nome.

Salire in cima è una delle esperienze più particolari che Milano sa offrire: dalla piattaforma panoramica si abbraccia l’intera città, dal Duomo alle Alpi, con una prospettiva che raramente si ha dall’alto. Gli orari di apertura variano per stagione: conviene verificare prima di andare, poiché la torre apre solo in determinati giorni e fasce orarie.

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Milano Razionalista — FAQ

Cos’è il Razionalismo italiano a Milano?
Il Razionalismo italiano è un movimento architettonico degli anni Venti e Trenta caratterizzato da linee essenziali, funzionalità e influenze del Bauhaus europeo.

Dove si trovano i principali edifici razionalisti di Milano?
Gli esempi più famosi si trovano tra Piazza Affari, Parco Sempione, viale Alemagna e Corso Sempione.

Perché il dito medio di Cattelan si trova davanti alla Borsa di Milano?
La scultura L.O.V.E. di Maurizio Cattelan è stata installata in Piazza Affari come provocazione artistica e dialogo ironico con il potere finanziario.

Chi progettò la Triennale di Milano?
Il Palazzo dell’Arte, sede della Triennale, fu progettato da Giovanni Muzio e inaugurato nel 1933.

Quanto è alta la Torre Branca?
La Torre Branca è alta 108,6 metri ed è stata costruita in soli 68 giorni nel 1933 su progetto di Gio Ponti.

Perché la Torre Branca non supera il Duomo di Milano?
Per decenni esistette una regola non scritta secondo cui nessun edificio milanese doveva superare l’altezza della Madonnina.

Cos’è Casa Candiani a Milano?
Casa Candiani è un edificio ottocentesco decorato interamente in terracotta, costruito come “casa-campionario” da un imprenditore milanese.