Piermarini è l’architetto neoclassico che tra il 1765 e il 1796 ridisegnò il volto di Milano su incarico dell’arciduca Ferdinando d’Asburgo-Lorena. Le sue opere principali a Milano sono: Teatro alla Scala, inaugurato il 3 agosto 1778, progettato in due anni con i fondi di 90 famiglie nobiliari dopo l’incendio del Teatro Regio, Palazzo Reale, oggi sede di grandi mostre temporanee, Palazzo Belgioioso, i Giardini di Porta Venezia / Giardini Pubblici Indro Montanelli, i più antichi giardini pubblici di Milano che nascondono la Villa Reale di Via Palestro, oggi Galleria d’Arte Moderna GAM, con orto botanico e laghetto.
C’è un uomo che ha cambiato Milano più di chiunque altro nel Settecento, e il cui nome la maggior parte dei milanesi non conosce. Si chiama Giuseppe Piermarini. È nato a Foligno nel 1734, è arrivato a Milano nel 1765 al seguito del suo maestro Luigi Vanvitelli, quello della Reggia di Caserta, ed è rimasto trent’anni, lasciando un’impronta che ancora oggi definisce il volto della città.
Palazzo Reale è suo. I Giardini di Porta Venezia sono suoi. Palazzo Belgioioso è suo. E poi c’è lui, il capolavoro, il nome con cui Milano si identifica nel mondo, il teatro che viene chiamato semplicemente “la Scala”. Suo anche quello.
Il Teatro alla Scala: nacque da un incendio, una gelosia e novanta famiglie ricche
La storia della Scala comincia nella notte del 26 febbraio 1776, con un incendio. Il vecchio teatro di Milano, il Regio Ducale, bruciava nel cortile di Palazzo Reale durante una festa di Carnevale.
Fin qui la storia ufficiale. Poi c’è la leggenda: si racconta che l’incendio non fu accidentale. L’arciduca Ferdinando d’Asburgo, governatore di Milano, aveva scoperto che sua moglie Maria Beatrice d’Este intratteneva una relazione clandestina con un giovane milanese. Secondo il racconto, fece chiudere le porte del teatro deserto e appiccò il fuoco, convinto di intrappolarvi l’amante. Ma l’uomo rinchiuso all’interno non era l’amante della contessa: era un suo amico nascosto per fare uno scherzo. Il teatro bruciò, l’amante si salvò.

Vera o inventata, la leggenda dice qualcosa sull’atmosfera di quella Milano settecentesca. Quello che è certo è che, con il teatro andato in fumo, le 90 famiglie nobili che possedevano un palco, forma di finanziamento privato tipica dell’epoca, si rivolsero all’arciduca per costruirne uno nuovo. Ferdinando accettò. Maria Teresa d’Austria firmò il decreto. E il progetto fu affidato a Giuseppe Piermarini.
In soli due anni dal 1776 al 1778 Piermarini progettò e costruì il teatro. Per farlo, dovette prima demolire la chiesa di Santa Maria della Scala, una cappella medievale che occupava il sito prescelto. Un testimone dell’epoca, il pittore Thomas Jones, scrisse nel suo diario: “Con mia grande sorpresa, vidi che stavano demolendo una chiesa per far posto a un teatro.”
Il 3 agosto 1778 il Nuovo Regio Ducal Teatro alla Scala fu inaugurato con la prima assoluta de L’Europa riconosciuta di Antonio Salieri, un’opera commissionata appositamente. Seimila candele illuminavano la sala. Era il teatro più grande d’Italia, e l’Opera di Vienna sarebbe stata costruita in seguito prendendo la Scala come modello.
Palazzo Reale: la residenza dell’arciduca (e il palazzo delle mostre)

Proprio di fronte al Duomo, Palazzo Reale è l’altro grande incarico milanese di Piermarini. L’architetto umbro fu chiamato a ristrutturare il preesistente Palazzo Ducale per trasformarlo nella residenza di rappresentanza dell’arciduca Ferdinando: un edificio neoclassico, sobrio ed elegante, con una facciata che chiude magnificamente Piazza del Duomo sul lato sud.
La storia del palazzo è lunga e complessa: fu residenza reale, poi sede napoleonica, poi residenza dei Savoia. Durante la Seconda Guerra Mondiale subì gravi danni da un bombardamento che distrusse gli interni, poi pazientemente restaurati. Oggi Palazzo Reale è la sede milanese più importante per le grandi mostre temporanee internazionali, mentre il piano nobile, con alcune sale affrescate e gli appartamenti reali, è visitabile con ingresso gratuito.
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Palazzo Belgioioso: l’eleganza privata del Settecento

In Piazza Belgioioso 2, a pochi passi dalla Scala e da Via Manzoni, si trova uno dei palazzi più belli di Milano: Palazzo Belgioioso, costruito da Piermarini tra il 1772 e il 1781 per i principi Belgioioso d’Este. La facciata neoclassica con le lesene, il cornicione, il ritmo regolare delle finestre è un capolavoro di proporzioni: niente di eccessivo, tutto calibrato con una precisione quasi matematica.
Oggi il palazzo ospita uffici privati e non è visitabile internamente, ma la facciata è tra le cose più belle da guardare nel passeggio serale tra il Quadrilatero e il Duomo. Stessa mano, stesso periodo: si riconoscono subito la firma di Piermarini, la misura, la sobrietà illuminista.
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I Giardini di Porta Venezia: il parco pubblico più antico di Milano

E poi c’è un’opera di Piermarini che quasi nessuno associa al suo nome: i Giardini Pubblici di Porta Venezia, oggi noti come Giardini Indro Montanelli, il parco più antico di Milano aperto al pubblico.
Fu Piermarini stesso a progettarli, tra il 1782 e il 1788, su incarico dell’arciduca Ferdinando: erano i primi giardini pubblici della città, creati in un’epoca in cui l’idea di uno spazio verde aperto a tutti era quasi rivoluzionaria. Il progetto originale prevedeva un impianto formale di viali e aiuole; nel corso dell’Ottocento il parco fu trasformato in stile “all’inglese” con il laghetto e i percorsi sinuosi che ancora oggi caratterizzano il paesaggio.
All’interno dei Giardini si trovano: la Villa Reale di Via Palestro (oggi Galleria d’Arte Moderna — GAM, con opere di Canova, Hayez, Piccio e i capolavori impressionisti della Collezione Grassi), il Museo Civico di Storia Naturale, il Planetario Ulrico Hoepli e un piccolo laghetto con le tartarughe.
I Giardini sono aperti tutti i giorni, con ingresso libero: un posto meraviglioso dove passare un’ora tra le rose e gli ippocastani centenari.
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FAQ – Giuseppe Piermarini e la Milano neoclassica
Chi era Giuseppe Piermarini?
Giuseppe Piermarini fu l’architetto che nel Settecento introdusse il neoclassicismo a Milano, trasformando il volto della città con alcuni dei suoi edifici più celebri.
Quali sono le opere più importanti di Piermarini a Milano?
Tra le sue realizzazioni più famose figurano il Teatro alla Scala, Palazzo Reale, Palazzo Belgioioso e i Giardini Pubblici di Porta Venezia.
Quando fu costruito il Teatro alla Scala?
Il Teatro alla Scala venne progettato e costruito tra il 1776 e il 1778 dopo l’incendio del precedente Teatro Regio Ducale.
Perché il Teatro alla Scala si chiama così?
Il nome deriva dalla chiesa di Santa Maria alla Scala che sorgeva nell’area dove fu costruito il teatro e che venne demolita per fare spazio al nuovo edificio.
Qual è il contributo di Piermarini all’urbanistica di Milano?
Piermarini contribuì a creare una città più moderna, ordinata ed elegante, introducendo i principi del neoclassicismo nell’architettura pubblica e privata.
I Giardini Indro Montanelli sono stati progettati da Piermarini?
Sì, i Giardini Pubblici di Porta Venezia, oggi dedicati a Indro Montanelli, furono progettati da Piermarini tra il 1782 e il 1788.
È possibile visitare oggi i luoghi progettati da Piermarini?
Sì, molti edifici e spazi realizzati dall’architetto sono visitabili, tra cui il Teatro alla Scala, Palazzo Reale, la GAM e i Giardini Pubblici.




