Leonardo da Vinci visse a Milano per quasi vent’anni, dal 1482 al 1499 e poi di nuovo tra il 1506 e il 1513, lavorando alla corte di Ludovico il Moro come pittore, scenografo e ingegnere ducale. A Milano dipinse L’Ultima Cena nel Refettorio di Santa Maria delle Grazie, decorò la Sala delle Asse, ricevette in dono da Ludovico il Moro un vigneto in Corso Magenta, oggi noto come Vigna di Leonardo, all’interno del giardino di Casa degli Atellani. E non solo, Infatti, si occupò come ingegnere ducale del sistema idraulico dei Navigli milanesi. Molti dei suoi disegni e appunti milanesi, inclusi studi di botanica e ingegneria idraulica, sono raccolti nel Codice Atlantico, conservato presso la Pinacoteca Ambrosiana di Milano. Ad Artem propone inoltre il tour esperienziale “Leonardo genio di corte”, dedicato a famiglie e curiosi che vogliono ripercorrere le tracce del genio rinascimentale in città.
Quando si pensa a Leonardo da Vinci, la mente corre quasi automaticamente a Firenze, alla Gioconda, al Louvre. Eppure buona parte della vita creativa e professionale del genio toscano si è consumata altrove: a Milano, dove visse per quasi vent’anni, prima al servizio di Ludovico il Moro e poi, anni dopo, sotto la dominazione francese. È qui che Leonardo dipinse una delle opere più celebri della storia dell’arte, progettò sistemi idraulici, decorò sale di castelli e coltivò persino un vigneto. Ecco una mappa, luogo per luogo, per ripercorrere la Milano che lo ha visto protagonista.
L’arrivo a corte e il servizio presso Ludovico il Moro

Leonardo arrivò a Milano nel 1482, presentandosi a Ludovico il Moro con una lettera in cui elencava le proprie straordinarie competenze. Non solo pittore, ma ingegnere militare, esperto di fortificazioni, capace di “condurre acque da un loco a un altro”. Il duca lo assunse alla propria corte, dove Leonardo rimase per quasi diciotto anni, fino alla caduta degli Sforza nel 1499, occupandosi di pittura, scenografie per feste di corte, progetti di ingegneria e persino studi urbanistici.
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Il Cenacolo Vinciano: L’Ultima Cena nel Refettorio di Santa Maria delle Grazie

Il capitolo più celebre della Milano di Leonardo si trova nel Refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie, dove tra il 1495 e il 1498 l’artista dipinse L’Ultima Cena. Diversamente dagli affreschi, Leonardo sperimentò una tecnica a tempera su intonaco che, se da un lato gli permise una libertà pittorica senza precedenti, dall’altro ha reso l’opera estremamente fragile nel tempo, tanto da richiedere secoli di restauri.
Oggi il Cenacolo Vinciano si visita solo con prenotazione obbligatoria, da effettuare con largo anticipo: i posti per ogni turno sono contingentati per motivi di conservazione. Chi arriva a Milano senza prenotazione rischia semplicemente di restare fuori.
La Sala delle Asse: il pergolato dipinto del Castello Sforzesco
Dentro il Castello Sforzesco si trova un’altra testimonianza fondamentale del passaggio milanese di Leonardo: la Sala delle Asse, decorata dall’artista alla fine del Quattrocento su incarico dello stesso Ludovico il Moro. Sulla volta della sala, Leonardo dipinse un finto pergolato fatto di rami intrecciati e corde dorate annodate, un’opera di straordinaria complessità decorativa che, insieme al Cenacolo, rappresenta uno dei soli due dipinti murali conosciuti e documentati del maestro toscano.
La Sala è oggetto di un lungo e articolato restauro. In occasione delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, il Castello ha offerto aperture straordinarie, con visite guidate speciali organizzate da Ad Artem che hanno permesso ai visitatori di salire sui ponteggi e osservare da pochi centimetri di distanza la volta dipinta.
La Vigna di Leonardo: un dono ducale ancora vivo

In Corso Magenta, si trova forse il luogo più sorprendente legato al genio toscano: la Vigna di Leonardo, all’interno del giardino di Casa degli Atellani. Fu lo stesso Ludovico il Moro a donare a Leonardo questo vigneto nel 1498, come riconoscimento per L’Ultima Cena. Distrutta durante il bombardamento del 1943, la vigna è stata reimpiantata nella sua collocazione originaria grazie a un lungo lavoro di ricerca botanica, che ha permesso di identificare il vitigno originale — la Malvasia di Candia Aromatica — restituendo a Milano l’unico vigneto ancora esistente in un centro metropolitano al mondo.
L’ingegnere idraulico: Leonardo e i Navigli

Meno noto al grande pubblico, ma altrettanto affascinante, è il ruolo di Leonardo come ingegnere idraulico. Nel 1496 fu eletto Ingegnere Ducale, e tra il 1506 e il 1513 si dedicò allo studio e al miglioramento delle conche di navigazione dei Navigli milanesi, in particolare della Conca dell’Incoronata, oggi ancora visibile in via San Marco. Leonardo non “inventò” i Navigli — il sistema esisteva già da oltre due secoli quando arrivò a Milano — ma ne studiò a fondo il funzionamento, proponendo miglioramenti tecnici come l’inserimento di un portello inferiore nelle porte delle chiuse, un accorgimento che permetteva di equilibrare la pressione dell’acqua durante le manovre. Ancora oggi, alcune delle porte utilizzate nei canali lombardi vengono chiamate “conche vinciane”, proprio in suo onore.
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Il Codice Atlantico: i disegni milanesi conservati all’Ambrosiana

Buona parte di ciò che sappiamo sugli studi milanesi di Leonardo — dai progetti idraulici alle osservazioni botaniche, dagli schizzi di macchine agli studi anatomici — proviene dal Codice Atlantico, la più grande raccolta di disegni e manoscritti leonardeschi esistente al mondo. Il nome “Atlantico” non ha nulla a che vedere con l’oceano, ma deriva dal grande formato (“atlantico”, appunto) dei fogli su cui, alla fine del Cinquecento, lo scultore milanese Pompeo Leoni assemblò gli originali fogli leonardeschi.
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Un itinerario esperienziale: “Leonardo genio di corte”
Per chi desidera vivere la Milano di Leonardo in modo più coinvolgente rispetto alla semplice visita ai luoghi, Ad Artem propone “Leonardo genio di corte“, uno dei tour esperienziali del progetto ScopriMI pensato in particolare per le famiglie. Il percorso ripercorre residenze ducali, botteghe e spazi legati al soggiorno milanese di Leonardo, trasformando la visita in una vera e propria caccia ai segreti del genio rinascimentale, tra giochi, osservazione attiva e piccole scoperte.
Perché Milano, e non solo Firenze
Milano non è stata una tappa di passaggio nella vita di Leonardo, ma il luogo dove ha trascorso più tempo di qualsiasi altra città. Qui ha sperimentato linguaggi diversi — pittura, ingegneria, scenografia, botanica — in un dialogo costante con la corte sforzesca e con la trasformazione della città . Ripercorrerne le tracce oggi significa scoprire una Milano meno scontata, fatta di refettori silenziosi, sale di castello, vigneti nascosti e canali che ancora scorrono secondo logiche pensate cinquecento anni fa.
Perché non dovresti visitare Milano senza una guida Ad Artem
C’è una cosa che la maggior parte dei turisti non sa: Milano non si capisce da soli. Sotto ogni palazzo, chiesa o monumento si nasconde una storia che non trovi su Wikipedia. Dentro ogni mostra c’è un livello di lettura che, senza la guida giusta, rischi di perdere del tutto.
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FAQ
Quanto tempo visse Leonardo da Vinci a Milano?
Leonardo visse a Milano per quasi vent’anni complessivi, dal 1482 al 1499 al servizio di Ludovico il Moro, e poi di nuovo dal 1506 al 1513 sotto la dominazione francese.
Dove si trova L’Ultima Cena di Leonardo a Milano?
Si trova nel Refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie, oggi Museo del Cenacolo Vinciano, visitabile solo con prenotazione obbligatoria da effettuare con largo anticipo.
Cos’è la Sala delle Asse?
È una sala del Castello Sforzesco decorata da Leonardo da Vinci alla fine del Quattrocento con un finto pergolato dipinto sulla volta, attualmente oggetto di un lungo restauro.
Cos’è la Vigna di Leonardo?
È il vigneto che Ludovico il Moro donò a Leonardo nel 1498 come riconoscimento per L’Ultima Cena, oggi ripiantato nel giardino di Casa degli Atellani in Corso Magenta.
Che ruolo ebbe Leonardo nei Navigli di Milano?
Fu nominato Ingegnere Ducale nel 1496 e studiò il sistema delle conche di navigazione, in particolare la Conca dell’Incoronata sul Naviglio Martesana, proponendo miglioramenti tecnici ancora oggi ricordati come “conche vinciane”.
Cos’è il Codice Atlantico e dove si trova?
È la più grande raccolta di disegni e manoscritti di Leonardo da Vinci esistente al mondo, conservata presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano.




