Il Medagliere delle Olimpiadi è molto più di una classifica. È una fotografia emotiva di un Paese, un racconto fatto di lacrime, abbracci, inni cantati a squarciagola. E mentre Milano Cortina 2026 si avvicina al suo gran finale del 22 febbraio, l’Italia può già sorridere: gli Azzurri hanno superato un traguardo storico, andando oltre i sette ori conquistati a Lillehammer 1994.
I Giochi invernali ospitati dal nostro Paese, inaugurati il 6 febbraio con l’accensione dei bracieri, stanno regalando emozioni indimenticabili. Oltre 3.500 atleti provenienti da 93 Paesi si stanno contendendo 195 medaglie in 16 discipline olimpiche, con il debutto dello sci alpinismo. E nel Medagliere delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, l’Italia ha scritto una pagina importante.
Il medagliere delle Olimpiadi Milano Cortina 2026: la situazione attuale

Al momento, il bottino azzurro recita 9 ori, 4 argenti e 11 bronzi per un totale di 30 medaglie. Un risultato che già rappresenta un traguardo storico per il Medagliere delle Olimpiadi Invernali italiane.
Le medaglie d’oro sono state conquistate da Francesca Lollobrigida, Arianna Fontana, Andrea Voetter e Marion Oberhofer, Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner, la doppietta di Federica Brignone, Lisa Vittozzi, Simone Deromedis e il team composto da Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti.
Gli argenti e i bronzi vinti da Giovanni Franzoni, Dominik Paris e Sofia Goggia, Stefania Constantini e Amos Mosaner, Elia Barp, Martino Carollo, Davide Graz e Federico Pellegrino della staffetta maschile 4×7,5 km sci di fondo, Michela Moioli, Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi della staffetta mista biathlon, Arianna Fontana, Michela Moioli e Lorenzo Sommariva, Lucia Dalmasso, Riccardo Lorello, Dominik Fischnaller, Stefania Constantini e Amos Mosaner, Verena Hofer, Emanuel Rieder, Simon Kainzwaldner, Dominik Fischnaller, Andrea Voetter e Marion Oberhofer per la staffetta a squadre dello slittino e Flora Tabanelli.
Un mix di conferme e sorprese che rende il Medagliere delle Olimpiadi 2026 uno dei più emozionanti della nostra storia recente.
Le medaglie che possiamo ancora sognare
Il Medagliere delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 non è ancora definitivo. E le chance azzurre non mancano. Alcune delle gare più attese sono quella di Jole Galli, che gareggia a Livigno “in casa”, e a Simone Deromedis, oro mondiale 2023 e tra i favoriti per il podio. Ci sarà, poi, l’ultimo ballo olimpico per Federico Pellegrino, pronto a giocarsi la Team Sprint con Elia Barp. Un’altra medaglia renderebbe il suo palmarès leggendario.
Con Lisa Vittozzi in forma strepitosa e Dorothea Wierer in rimonta, le staffette e le mass start possono ancora muovere il Medagliere delle Olimpiadi a tinte azzurre. Arianna Fontana cerca l’ennesima perla nei 1500 metri. Sarebbe un finale perfetto per una carriera straordinaria. Francesca Lollobrigida punta alla mass start. Con la condizione mostrata finora, può entrare definitivamente nella leggenda.
Insomma, il Medagliere delle Olimpiadi 2026 potrebbe ancora crescere. E ogni gara è un potenziale capitolo di storia.
L’Italia nel medagliere delle Olimpiadi Invernali: uno sguardo al passato
Le Olimpiadi Invernali non sono mai state terreno facile per l’Italia. Eppure ci sono state edizioni memorabili:
- Lillehammer 1994: 7 ori (record storico fino a oggi).
- Torino 2006: 5 ori davanti al pubblico di casa.
- Pechino 2022: 2 ori ma un totale importante di podi.
Milano Cortina 2026 sembra segnare un nuovo punto di svolta.
Imprese leggendarie nel Medagliere delle Olimpiadi
Il Medagliere delle Olimpiadi non è solo una classifica di ori, argenti e bronzi. È un archivio vivente di imprese quasi impossibili, di atleti che hanno attraversato epoche, guerre, cambiamenti sociali e rivoluzioni sportive lasciando un segno indelebile nella storia dello sport mondiale.
Alcuni nomi hanno trasformato il medagliere in leggenda.
Eddie Eagan: l’unico uomo tra estate e inverno

Eddie Eagan è una figura quasi mitologica nel Medagliere delle Olimpiadi. All’inizio del Novecento cresce in una famiglia povera a Denver, uno dei quattro fratelli in un contesto difficile. La boxe diventa la sua via di riscatto. Nel 1920, alle Olimpiadi di Anversa, conquista l’oro nei pesi massimi leggeri. Fin qui, una storia da grande atleta.
Ma la vera leggenda nasce dodici anni dopo. Infatti, nel 1932, a Lake Placid, viene invitato quasi per caso a entrare nell’equipaggio statunitense di bob a quattro: un atleta si è ritirato all’ultimo momento. Eagan non ha mai praticato bob in carriera. Non lo farà mai più. Eppure, in sole quattro discese olimpiche, conquista il secondo oro.
Diventa così l’unico atleta nella storia ad aver vinto l’oro sia ai Giochi estivi sia a quelli invernali in discipline completamente diverse. Un primato che ancora oggi nessuno è riuscito a replicare.
Torvill & Dean e il 6.0 perfetto che cambiò il pattinaggio
Nel 1984, alle Olimpiadi Invernali di Sarajevo, la coppia britannica Jayne Torvill e Christopher Dean incanta il mondo con un’esibizione sulle note del Boléro di Ravel. Il risultato? Una serie di 6.0 – il punteggio perfetto – che resterà nella memoria collettiva e nei libri di storia del Medagliere delle Olimpiadi.
Christa Luding-Rothenburger: la donna delle due stagioni nello stesso anno


Christa Luding-Rothenburger compie un’impresa irripetibile. Nel 1988, a Calgary, conquista l’argento nel pattinaggio di velocità su ghiaccio. Pochi mesi dopo, a Seul, vince un altro argento… nel ciclismo su pista. Due medaglie olimpiche nello stesso anno, in due stagioni diverse.
Dal 1994 in poi le Olimpiadi invernali e quelle estive sono state separate temporalmente. Il suo record, di fatto, è destinato a rimanere unico nel Medagliere delle Olimpiadi.
Sei pronto anche tu ad una sfida senza precedenti al Castello Sforzesco?
E l’Italia? Le nostre imprese simbolo
Se il Medagliere delle Olimpiadi è un romanzo, l’Italia ha scritto capitoli indimenticabili. Alcuni sono fatti di curve perfette sulla neve, altri di volate al fotofinish, altri ancora di silenzi carichi di tensione prima di un tiro decisivo. Non siamo una superpotenza invernale come Norvegia o Germania. E forse è proprio questo che rende le nostre vittorie ancora più emozionanti. Ogni medaglia azzurra ha il sapore della conquista, dell’orgoglio nazionale, dell’impresa costruita con fatica.
Alberto Tomba: quando lo sci diventò rock

C’è un prima e un dopo Alberto Tomba. Negli anni ’80 e ’90 lo sci alpino italiano esplode grazie a lui. Carismatico, istrionico, potentissimo tra i pali stretti, Tomba trasforma lo slalom e lo slalom gigante in uno spettacolo televisivo di massa. Le sue discese non sono solo gare: sono eventi nazionali.
A Calgary 1988 conquista due ori. A Lillehammer 1994, nel giorno della sua ultima grande impresa olimpica, l’Italia intera resta incollata alla TV. Quando taglia il traguardo, il Medagliere delle Olimpiadi si colora d’azzurro… ma soprattutto l’Italia scopre che lo sci può far battere il cuore come una finale mondiale di calcio.
Il fondo italiano e la resistenza azzurra
Nel Medagliere delle Olimpiadi Invernali, lo sci di fondo è una delle discipline che più raccontano la resilienza italiana. Federico Pellegrino – “Chicco” – è diventato il simbolo moderno di questa tradizione. Le sue sprint sono battaglie corpo a corpo, decise negli ultimi metri. Argento a PyeongChang 2018, podi mondiali, finali combattute fino all’ultimo passo.
Il curling: la sorpresa che ha cambiato tutto
Per anni il curling è stato uno sport quasi sconosciuto al grande pubblico italiano. Poi, a Pechino 2022, la coppia azzurra ha scritto una favola. L’oro nel doppio misto ha fatto esplodere un entusiasmo inatteso. All’improvviso, il Medagliere delle Olimpiadi raccontava una nuova Italia: capace di eccellere anche in discipline considerate “di nicchia”.




