A circa due ore da Milano, Mantova è una città che conquista lentamente, passo dopo passo e boccone dopo boccone. Sospesa tra acqua del Mincio e storia dei Gonzaga, Mantova è un gioiello rinascimentale che nel 2008 è entrato nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO e che nel 2016 è stato eletto Capitale Italiana della Cultura.
Ideale per una gita fuoriporta, a Mantova si sa sempre cosa vedere, cosa fare e, perché no, cosa mangiare di tipico, per vivere la città con lentezza e curiosità, proprio come merita.
Mantova e l’acqua: circondata dal Mincio

L’arrivo a Mantova può essere già di per sé un’esperienza. Scegliendo di attraversare il Ponte di San Giorgio, la città si svela da una prospettiva circondata dalle acque del fiume Mincio, che con una profonda ansa la avvolge su tre lati. Così, Mantova dà quasi l’impressione di galleggiare sull’acqua.
Alla fine del ponte si trova un piccolo imbarcadero da cui, durante la bella stagione, partono suggestivi tour in battello sui tre laghi che circondano la città. I Barcaioli del Mincio propongono itinerari fluviali affascinanti per osservare Mantova da un punto di vista diverso.
Nei mesi di luglio e agosto, il Lago Superiore si trasforma in un’esplosione grazie alla fioritura dei fiori di loto. Una leggenda romantica racconta che questi fiori siano nati dal dolore di un giovane innamorato, che cosparse il lago di semi di loto per ricordare la sua amata, morta annegata.
Il cuore storico di Mantova: Castello di San Giorgio e Piazza Sordello

Uno dei simboli più riconoscibili di Mantova è senza dubbio il Castello di San Giorgio, fatto costruire nel 1395 da Francesco I Gonzaga. La sua struttura quadrata con quattro torri angolari racconta la sua originaria funzione difensiva, testimoniata anche dal fossato e dai ponti levatoi che un tempo ne regolavano l’accesso.
Con il passare dei secoli, il castello divenne residenza dei Gonzaga e si trasformò in uno scrigno d’arte. Qui si trova uno dei capolavori assoluti del Rinascimento: la Camera degli Sposi, affrescata da Andrea Mantegna, che vi lavorò per ben nove anni.

Seguendo il perimetro del fossato si arriva in Piazza Sordello, la più grande del centro storico, dedicata al poeta mantovano Sordello da Goito. Questa ampia piazza acciottolata è circondata da alcuni degli edifici più importanti della città: il Duomo, il Palazzo Ducale, il Palazzo Vescovile e altri palazzi storici che raccontano il prestigio della Mantova dei Gonzaga.
Palazzo Ducale e il Duomo di Mantova

Palazzo Ducale è la più antica residenza dei Gonzaga e uno dei complessi museali più vasti d’Italia. Costruito e ampliato tra il XIII e il XVIII secolo, è un vero e proprio labirinto di sale affrescate, cortili, portici, giardini e torri. Il complesso è suddiviso in tre aree principali: Castello di San Giorgio, Corte Vecchia e Corte Nuova, e testimonia la potenza e il gusto artistico della famiglia che governò Mantova per secoli.
Sul lato corto di Piazza Sordello si trova il Duomo di Mantova, o Cattedrale di San Pietro. Edificato nell’XI secolo e più volte rimaneggiato, presenta una curiosa armonia di stili: romanico, gotico e barocco convivono nella facciata e negli interni. L’interno, con le sue cinque navate, è solenne ed elegante.
Piazza delle Erbe, il mercato mantovano
Scendendo verso Piazza delle Erbe, si entra nel cuore più vivace di Mantova. Storicamente sede del mercato di frutta e verdura, oggi la piazza è animata da bar, negozi e trattorie, ed è uno dei luoghi migliori per respirare l’atmosfera della città.

Qui si affacciano alcuni degli edifici più affascinanti: il Palazzo della Ragione, la spettacolare Torre dell’Orologio, la Rotonda di San Lorenzo e la Casa del Mercante. La Torre dell’Orologio, costruita nel Quattrocento, ospita un incredibile orologio astronomico ancora funzionante dal 1473, che indica ore, fasi lunari e segni zodiacali.
La Rotonda di San Lorenzo, probabilmente fondata tra XI e XII secolo, sorprende per il suo interno suggestivo, mentre la Casa del Mercante, con la sua facciata decorata da motivi gotici e orientali, racconta la storia di commerci e viaggi lontani.
La Basilica di Sant’Andrea e Palazzo Te
Passando in Piazza Mantegna si incontra la maestosa Basilica di Sant’Andrea, progettata da Leon Battista Alberti e completata da Luca Fancelli. È senza dubbio la chiesa più imponente di Mantova. Al suo interno si trovano opere di Mantegna e Correggio, e nella cripta sono custoditi i Sacri Vasi, reliquie legate al sangue di Cristo, portate a Mantova da Longino.

Poco distante dal centro si trova Palazzo Te, la villa del piacere voluta da Federico II Gonzaga e progettata da Giulio Romano. Anche se oggi priva degli arredi originali, il palazzo incanta grazie a cicli di affreschi straordinari come la Camera di Amore e Psiche e la celebre Camera dei Giganti.
Cosa mangiare a Mantova


Visitare Mantova significa anche scoprire una cucina ricca e autentica. Tra i dolci spicca la celebre Torta Sbrisolona, simbolo della pasticceria mantovana. Friabile e profumata, non si taglia ma si spezza, ed è preparata con farina bianca, farina gialla e zucchero.
Nel salato, imperdibile è il Tiròt di Felonica, focaccia sottile a base di cipolle, legata alla tradizione contadina del Basso Mantovano. Un tempo consumato nei campi come “spezza fame”, oggi è una specialità da gustare lentamente, magari accompagnata da un buon bicchiere di Lambrusco.
A completare il quadro ci sono i salumi mantovani, il celebre salame, i tortelli ripieni di zucca mantovana, il risotto alla pilota e gli immancabili Capunsei. Famosi gnocchi tradizionali del mantovano, condividono l’uso del pane vecchio con i canederli tirolesi, infatti sembra che la ricetta sia arrivata nelle terre dei Gonzaga proprio da genti emigrate dal Tirolo. L’impasto si prepara, quindi, con pane secco, burro, brodo, uova, grana e noce moscata. Il nome «piccoli capponi» era un piccolo gioco per i più poveri, che non potevano permettersi i veri capponi che imbandivano le tavole più ricche.




