Tra i tanti ristoranti di Milano, ce ne sono alcuni che non appartengono soltanto alla città: la rappresentano, la raccontano, la portano con sé anche oltre oceano. Il Sant Ambroeus è uno di quei luoghi rari in cui tradizione, stile e internazionalità si intrecciano con naturalezza, proprio in puro stile milanese.
La storia dei Sant Ambroeus ha inizio nel 1936, quando due pasticcieri decisero di creare un caffè elegante a pochi passi dal Teatro alla Scala, dedicandolo al santo patrono della città. In dialetto milanese era il “Sant Ambroeus”, con tono affettuoso da luogo di famiglia. Infatti, fu la famiglia Cattaneo a trasformarlo in un salotto cittadino dove intellettuali, artisti e giornalisti si davano appuntamento per la colazione con cappuccio e brioche appena sfornate.
Nella seconda metà del Novecento, l’identità del Sant Ambroeus si arricchisce di nuove sfumature. Negli anni Settanta passa alla famiglia Pauli, che poi lo cede alla famiglia Festorazzi agli inizi degli anni Ottanta. È proprio con quest’ultima che il locale compie il salto più sorprendente: nel 1982 nasce il primo Sant Ambroeus americano, a New York, sulla prestigiosa Madison Avenue. È un momento simbolico: Milano mette un piede nella Grande Mela e la Grande Mela entra, metaforicamente, dentro il cuore del ristorante. Da allora il Sant Ambroeus diventa un ponte tra due mondi, un luogo che conserva la sua anima italiana e allo stesso tempo cosmopolita della città oltreoceano, dove ormai conta ben cinque sedi.
Oggi il menu, curato da Iacopo Falai unisce, infatti, la cucina italiana, soprattutto quella con radici milanesi e toscane, all’american lifestyle. La costoletta alla milanese arriva in tavola con riso al salto, come da tradizione; l’ossobuco racconta la Milano più antica. Ma poi ci si sposta oltreoceano con una Caesar Cardini salad, tipica delle brasserie newyorkesi, o un celebre lobster roll del New England.
L’ambiente non è da meno. Nel 2022 lo studio di interior design Fabrizio Casiraghi ha ridisegnato il ristorante con un approccio che sembra un esercizio di memoria e modernità insieme. Materiali tipici milanesi, come legni verniciati e velluti morbidi in una palette di rosa, dialogano con linee pulite e geometriche ispirate all’eleganza degli anni Trenta.
Tre gli spazi principali, pensati come capitoli di una stessa storia. All’ingresso, il bar accoglie con ampie vetrine di piccola pasticceria, come un omaggio alle origini del locale. Subito dopo, il bancone in marmo si estende nella sala principale, dove soffitti altissimi e luce soffusa incorniciano i dodici stemmi storici della Regione Lombardia, creando un’atmosfera da brasserie europea con un tocco newyorkese. Infine, il dehors esterno completa il quadro
Contatti
📍 Corso G. Matteotti, 7
📞 02 76000540
