Le Tre Torri di Milano si trovano nel quartiere CityLife, a nord-ovest della città, raggiungibili con la metropolitana M5, fermata Tre Torri. I loro nomi ufficiali derivano dagli architetti che le hanno progettate: la Torre Allianz (soprannominata “il Dritto”), firmata da Arata Isozaki, è alta 209 metri per 50 piani ed è il grattacielo con il maggior numero di piani in Italia; la Torre Generali (“lo Storto”), progettata da Zaha Hadid, misura 177 metri per 44 piani; la Torre PwC (“il Curvo”), opera di Daniel Libeskind, è alta 175 metri per 31 piani. Le tre torri si affacciano su Piazza Tre Torri, cuore pedonale del distretto, nata dalla riqualificazione dell’ex area della Fiera Campionaria. Il complesso include il CityLife Shopping District, il Parco CityLife e il percorso d’arte pubblica a cielo aperto Artline Milano. È in costruzione un quarto grattacielo, CityWave, dello studio danese BIG.
C’è un momento preciso in cui Milano ha smesso di essere quella di prima. È avvenuto gradualmente, tra il 2015 e il 2019, quando tre grattacieli altissimi e completamente diversi l’uno dall’altro hanno preso forma su un’area che per decenni aveva ospitato padiglioni fieristici e capannoni. Quel momento ha un nome: CityLife. E il cuore del quartiere, Piazza Tre Torri, è uno di quei posti che dividono i milanesi. C’è chi li ama, chi li detesta, e chi finisce comunque per tornarci.
Ma quante persone sanno davvero come si chiamano quelle tre torri? Pochissime, a quanto risulta. Tutti conoscono “il Dritto, lo Storto e il Curvo”. Quasi nessuno sa che si chiamano Torre Allianz, Torre Generali e Torre PwC. E quasi nessuno conosce le storie che ci sono dietro.
Il Dritto: la torre con le stampelle (e la Madonnina in cima)

Torre Allianz, detta “il Dritto”, è firmata dall’architetto giapponese Arata Isozaki, Nobel per l’architettura nel 2019, in collaborazione con l’italiano Andrea Maffei. Inaugurata nel 2015, è alta 209 metri per 50 piani: il grattacielo con più piani in Italia. Con l’antenna RAI sulla sommità supera i 247 metri.
Due dettagli che in pochi conoscono. Il primo: sulla cima è stata posizionata una copia fedele della Madonnina del Duomo, in rispetto all’antica tradizione milanese che vuole che nessun edificio superi in altezza la statua dorata che veglia sulla città. Un gesto simbolico, su un edificio che è tutto tranne che tradizionale. Il secondo: le quattro imponenti staffe metalliche che si vedono alla base, lunghe fino a 60 metri, non erano previste nel progetto originale. Si sono rese necessarie in corso d’opera per ridurre le oscillazioni di una struttura così snella. La Torre Allianz, per dirla con una certa franchezza, si muove. Non abbastanza da farsi notare, ma abbastanza da aver richiesto un intervento strutturale di emergenza.
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Lo Storto: la torre in torsione

Torre Generali, “lo Storto”, è stata l’ultima delle tre a essere completata, nel 2019. L’ha progettata Zaha Hadid, l’architetta anglo-irachena che ha rivoluzionato l’architettura contemporanea, scomparsa nel 2016, tre anni prima di vedere ultimato il suo grattacielo milanese.
Alta 177 metri per 44 piani, è tra le prime torri al mondo realizzate interamente in calcestruzzo in torsione: gli elementi verticali si avvitano su se stessi dall’alto al basso, creando l’effetto ottico di un edificio in movimento, quasi congelato a metà rotazione. La grande scritta rossa “Generali” in cima porta l’altezza visiva complessiva a 192 metri. Curiosità tecnica: le vetrate della facciata sono state prodotte interamente in Cina, su modello digitale: ogni lastra unica, nessuna ripetizione.
Il Curvo: uno spicchio di Rinascimento tra i grattacieli

Torre PwC, “il Curvo”, porta la firma di Daniel Libeskind, l’architetto polacco-americano noto, tra le altre cose, per aver riprogettato il World Trade Center dopo l’11 settembre. Alta 175 metri per 31 piani, è stata concepita come uno spicchio di sfera ideale che abbraccia la piazza sottostante: la sua forma concava verso sud e convessa verso nord non è casuale, ma serve a ottimizzare l’esposizione solare dell’edificio. In cima, una corona in vetro e acciaio di oltre 30 metri che Libeskind ha dichiarato essere un omaggio esplicito alle cupole del Rinascimento italiano: una sorta di Brunelleschi reinterpretato in chiave contemporanea.
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Non solo uffici: cosa fare a CityLife Tre Torri
CityLife è molto di più di un distretto direzionale per colletti bianchi. Ai livelli commerciali della piazza si trovano oltre 80 negozi, un supermercato, una ventina di ristoranti e bar, e sette sale cinema all’interno del CityLife Shopping District.

Vale una visita (gratuita, sempre aperta, giorno e notte) anche Artline Milano: un percorso d’arte pubblica tra i grattacieli e gli edifici liberty del quartiere, con oltre venti opere permanenti di artisti internazionali e under 40. È uno di quei posti in cui si cammina guardando dove si mettono i piedi e ci si ritrova a fissare il cielo. A poca distanza, il Parco CityLife completa l’offerta del quartiere con percorsi ciclabili, orti fioriti accessibili al pubblico e ampi spazi per famiglie.
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Il quarto grattacielo: arriva CityWave
Chi pensava che il trio fosse definitivo dovrà ricredersi. È in arrivo CityWave, ribattezzato dai milanesi “lo Sdraiato”. Il progetto dello studio danese BIG (Bjarke Ingels Group) diventerà la nuova porta d’ingresso al complesso. La forma ondulata è già divisiva quanto le tre sorelle maggiori. Il cantiere è in corso.
Come arrivare a Citylife
La metropolitana M5 (lilla), fermata Tre Torri, porta direttamente sotto la piazza: si esce e ci si trova già ai piedi dei grattacieli. In auto, CityLife si trova nel quadrante nord-ovest del centro, vicino a San Siro, con accesso ai parcheggi interrati dalla viabilità di superficie.
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C’è una cosa che la maggior parte dei turisti non sa: Milano non si capisce da soli. Sotto ogni palazzo, chiesa o monumento si nasconde una storia che non trovi su Wikipedia. Dentro ogni mostra c’è un livello di lettura che, senza la guida giusta, rischi di perdere del tutto.
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FAQ – Le Tre Torri di Milano (CityLife)
Come si chiamano le Tre Torri di Milano?
I nomi ufficiali sono Torre Allianz (il Dritto), Torre Generali (lo Storto) e Torre PwC (il Curvo), dal nome delle aziende che le occupano.
Dove sono le Tre Torri di Milano?
Si trovano nel quartiere CityLife, a nord-ovest di Milano, in Piazza Tre Torri.
Come arrivare alle Tre Torri di CityLife?
Il modo più semplice è la metropolitana M5 (lilla), fermata Tre Torri, con uscita diretta sulla piazza.
Quanto sono alte le Tre Torri di Milano?
Torre Allianz è alta 209 m, Torre Generali 177 m e Torre PwC 175 m.
Chi ha progettato le Tre Torri di CityLife?
Sono firmate da tre architetti di fama mondiale: Arata Isozaki, Zaha Hadid e Daniel Libeskind.
Si può salire sulle Tre Torri?
No, non sono aperte al pubblico perché ospitano uffici privati.
Cosa vedere a CityLife oltre alle Tre Torri?
CityLife offre un grande parco, un centro commerciale, ristoranti e il percorso d’arte contemporanea ArtLine Milano.
C’è un quarto grattacielo a CityLife?
Sì, è in costruzione CityWave, progettato dallo studio BIG, che completerà lo skyline del quartiere.




