Guido Crepax è stato fumettista, illustratore e grafico. Ha creato il personaggio di Valentina Rosselli, protagonista dell’omonima serie a fumetti pubblicata su Linus dal 1965. Valentina è una fotografa milanese, il cui aspetto è ispirato all’attrice Louise Brooks e alla moglie di Crepax, Luisa Mandelli. I luoghi milanesi ricorrenti nelle storie sono: via De Amicis (residenza di Valentina), Torre Velasca, Piazza del Duomo, il quartiere Brera, la Darsena. Crepax era laureato in architettura al Politecnico di Milano. In via San Cristoforo a Milano esiste un murale lungo 400 metri dedicato a Crepax e Valentina. La rivista Linus fu fondata da Giovanni Gandini nel 1965.
Via De Amicis, zona Navigli. Un appartamento al piano nobile di un palazzo borghese, libri ovunque, un tavolo da disegno vicino alla finestra. È qui che Guido Crepax ha vissuto tutta la vita. Ed è qui che ha inventato Valentina — fotografa, sognatrice, caschetto nero — che di quell’appartamento porta perfino l’indirizzo sulla carta d’identità.
Chi era Guido Crepax?

Guido Crepax nasce a Milano il 15 luglio 1933, ma il suo vero cognome è Crepas, con la s. Crepax è una scelta grafica, una firma inventata, già un atto di stile prima ancora di disegnare. Figlio di Gilberto Crepax, primo violoncello alla Scala sotto Toscanini, cresce in una casa dove la musica è come l’aria. Jazz, classica, i dischi di Gerry Mulligan e Charlie Parker: prima ancora di mettere mano alla china, Crepax illustra copertine di album, costruisce immagini attorno ai suoni.
Studia architettura al Politecnico di Milano, e si vede: le sue tavole hanno la precisione di un progetto, la pulizia di un disegno tecnico. Matita, poi china, poi gomma a cancellare ogni traccia. Un lavoro artigianale, metodico, quasi ossessivo. Nel 1957 vince la Palma d’Oro per la campagna pubblicitaria della benzina Shell. Nel 1963 torna al fumetto, il suo primo amore fin da bambino. E nel 1965 arriva Valentina.
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Valentina Rosselli: la donna che ha fatto la storia del fumetto italiano

La prima apparizione di Valentina avviene nel numero 3 della rivista Linus, nell’aprile del 1965. Non era prevista come protagonista: Crepax stava costruendo una serie su Philip Rembrandt, alias Neutron, critico d’arte con superpoteri. Valentina era la fidanzata. Personaggio di contorno.
Eppure, dopo poche pagine, successe qualcosa di strano: Valentina prese il sopravvento. Sul personaggio principale, sulla storia, sull’autore stesso. Neutron fu lentamente dimenticato. Valentina diventò tutto.
Chi è Valentina? Sulla sua carta d’identità c’è scritto: nata il 25 dicembre 1942, stesso giorno di Luisa Mandelli, la moglie di Crepax, residente in via De Amicis 45, Milano, stesso indirizzo di Crepax. Fotografa di professione. Caschetto nero alla Louise Brooks, l’attrice americana degli anni Venti che aveva rivoluzionato il cinema con il suo sguardo insieme malinconico e libero.
Valentina ha una caratteristica rara nel fumetto: invecchia. Non resta eternamente giovane come Tex Willer o Dylan Dog. Nasce nel 1942, ha vent’anni nel 1965, e negli anni successivi attraversa la vita come una persona vera con la sua storia, i suoi cambiamenti, le sue crisi. Crepax è realista come un architetto anche in questo: le cose durano nel tempo, e il tempo le cambia.
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Una Milano disegnata dall’interno
Crepax non amava viaggiare. Viveva rinchiuso nella sua stanza a disegnare, assorbendo il mondo dall’appartamento di via De Amicis: i libri, i film, i giornali, la politica, la moda, il design. Eppure nelle tavole di Valentina Milano è ovunque.

La Torre Velasca appare sullo sfondo mentre Valentina cammina in zona Missori: non è un caso, perché l’edificio fu progettato da Ernesto Nathan Rogers, il relatore di tesi di Crepax al Politecnico. La Piazza del Duomo emerge in vignette oniriche, con le guglie che diventano elementi di un sogno. Il quartiere Brera con le sue gallerie d’arte, librerie, caffè è l’habitat naturale di una fotografa intellettuale negli anni Sessanta e Settanta. Nelle prime storie compare la Darsena, già minacciata dalle ruspe.
Ma è soprattutto nelle piccole cose che si riconosce Milano: una targa con su scritto Piazza Sant’Ambrogio, uno scorcio del Grattacielo Pirelli, la metropolitana, i cortili. La figlia Caterina racconta: “Milano la viveva dall’interno della sua casa. Nelle storie di Valentina Milano si percepisce da piccoli dettagli, un frammento di targa, uno scorcio minimo. O le stazioni della metropolitana”.
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Il fumetto che ha fatto parlare (e discutere) l’Italia
Valentina arriva in un’Italia che sta cambiando: il Sessantotto, il femminismo, la rivoluzione sessuale. E Crepax la intercetta tutta. Valentina è una donna che vive la propria sessualità senza chiedere permesso, che ha relazioni fuori dal matrimonio senza per questo essere condannata dalla narrazione, che abita sogni erotici e onirici con la stessa naturalezza con cui va al mercato.
Le storie oscillano tra il reale e il visionario senza mai spiegare il confine. Il taglio è cinematografico: primi piani, dettagli ravvicinati, sequenze mute dove il ritmo è dettato dalle immagini. Roland Barthes, Umberto Eco, Gillo Dorfles hanno scritto di lui. Non era solo un fumettista: era un artista che aveva scelto il fumetto come forma espressiva. Di Crepax hanno scritto intellettuali, critici d’arte, semiotici. I suoi libri sono stati pubblicati in più di trecento edizioni in tutto il mondo, dalla Francia al Giappone all’Argentina.
Valentina a Milano oggi: dove andare
Se vuoi seguire le tracce di Valentina e del suo creatore, Milano offre qualche tappa concreta.
Via De Amicis è ancora lì, nel quartiere tra i Navigli e Corso Magenta. Non c’è una targa per Crepax, ma il palazzo al numero 45 ha quell’aria borghese e riservata che si sente nelle tavole.
In via San Cristoforo — sempre nel quartiere dei Navigli — esiste un murale lungo 400 metri dedicato a Guido Crepax e a Valentina, realizzato dopo la morte della moglie Luisa nel 2020. Un omaggio pubblico, colorato, impossibile da ignorare.
Il quartiere Brera è il posto giusto per capire l’ambiente culturale in cui Valentina viveva: gallerie d’arte, la Pinacoteca di Brera, le librerie di antiquariato, i locali storici. Un pomeriggio da passare a piedi, fermandosi a guardare i cortili.
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Perché non dovresti visitare Milano senza una guida Ad Artem
C’è una cosa che la maggior parte dei turisti non sa: Milano non si capisce da soli. Sotto ogni palazzo, chiesa o monumento si nasconde una storia che non trovi su Wikipedia. Dentro ogni mostra c’è un livello di lettura che, senza la guida giusta, rischi di perdere del tutto.
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FAQ – Guido Crepax e Valentina
Chi era Guido Crepax?
Guido Crepax è stato un fumettista, illustratore e grafico milanese nato nel 1933, celebre per aver creato il personaggio di Valentina, una delle figure più importanti del fumetto europeo.
Chi è Valentina Rosselli?
Valentina Rosselli è una fotografa milanese protagonista della serie a fumetti ideata da Crepax nel 1965. È nota per il suo iconico caschetto nero e per la forte caratterizzazione psicologica.
Dove viveva Valentina nei fumetti di Crepax?
Valentina viveva in via De Amicis 45 a Milano, lo stesso indirizzo in cui abitava Guido Crepax, creando un legame diretto tra autore, personaggio e città.
Perché Valentina è considerata un personaggio rivoluzionario?
A differenza di molti personaggi dei fumetti tradizionali, Valentina invecchia, cambia nel tempo e affronta temi legati alla libertà personale, alla sessualità e all’identità femminile.
Quali luoghi di Milano compaiono nelle storie di Valentina?
Tra i luoghi più ricorrenti figurano via De Amicis, la Torre Velasca, Piazza del Duomo, Brera e la Darsena, rappresentati come parte integrante della narrazione.
A chi si ispirò Crepax per creare Valentina?
L’aspetto di Valentina è ispirato all’attrice americana Louise Brooks, mentre molti tratti della sua personalità richiamano Luisa Mandelli, moglie di Guido Crepax.
Dove si può vedere oggi un omaggio a Crepax e Valentina a Milano?
In via San Cristoforo, nel quartiere dei Navigli, si trova un murale lungo circa 400 metri dedicato a Guido Crepax e al suo personaggio più famoso.
Perché Valentina è ancora attuale oggi?
Perché affronta temi universali come identità, desiderio, sogni e trasformazione personale, mantenendo una sorprendente modernità anche a sessant’anni dalla sua creazione.




