Il Grattacielo Pirelli di Milano, detto affettuosamente Pirellone, si trova in Piazza Duca d’Aosta, di fronte alla Stazione Centrale. È alto 127 metri con 31 piani (più un 32° raggiungibile a piedi come belvedere). Fu progettato da Gio Pont tra il 1956 e il 1960. Originariamente sede direzionale della Pirelli, fu acquistato dalla Regione Lombardia nel 1978 e oggi ospita il Consiglio Regionale. Dalla sua inaugurazione fino al 1966 fu l’edificio più alto d’Europa, e per circa trent’anni il più alto d’Italia. La sua caratteristica pianta a losanga in cemento armato lo rende uno degli edifici in calcestruzzo più imponenti al mondo. Sul tetto è collocata una copia della Madonnina. Il 18 aprile 2002 un aereo da turismo si schiantò contro il 26° piano: tre vittime, due anni di restauro. Quel piano è oggi il “Piano della Memoria”. Il Belvedere Jannacci al 31° piano e l’Auditorium Giorgio Gaber nel sottosuolo sono aperti al pubblico in occasioni speciali. Il Pirellone è anche sede della Vertical Sprint, gara podistica sui 710 gradini interni.
Prima che il Grattacielo Pirelli diventasse uno degli edifici più fotografati di Milano, c’era un bombardamento. Era il 1943: gli aerei alleati colpirono il primo stabilimento Pirelli di via Ponte Seveso, insieme alla storica “Brusada”, dove si producevano pneumatici per biciclette. L’area rimase una ferita aperta per anni.
Fu su quelle macerie che la famiglia Pirelli decise di costruire qualcosa di radicalmente nuovo. Non una semplice sede, ma un simbolo della rinascita: un gesto architettonico che dicesse al mondo e ai milanesi che l’Italia stava ripartendo. L’incarico andò a Gio Ponti, con la collaborazione strutturale del grande ingegnere Pier Luigi Nervi. La prima pietra fu posata il 12 luglio 1956. Il grattacielo aprì il 4 aprile 1960.
Il progetto di un uomo di 65 anni che cambiava lo skyline d’Europa

C’è un dettaglio biografico che vale la pena fermarsi a considerare: quando Gio Ponti cominciò a lavorare al Pirellone, aveva 65 anni. Quando lo vide inaugurato, ne aveva quasi 70. Eppure quello che progettò in quella fase della sua carriera è considerato il suo capolavoro assoluto: l’opera che meglio esprime la sua filosofia dell'”architettura finita”, in cui forma e struttura coincidono perfettamente, senza nulla di superfluo.
La pianta è una losanga affusolata: larga 18,5 metri nel punto centrale, si assottiglia fino quasi a chiudersi alle due punte. Una forma che crea non pochi problemi strutturali, risolti da Nervi con un sistema di soli quattro piloni in cemento armato visibili anche dall’esterno che si rastremano dalla base fino alla sommità. La facciata è interamente in vetro. Il risultato è un edificio che sembra privo di peso: “un’architettura di cristallo”, come la definì Ponti. Dichiarazione non secondaria, se si considera che si tratta di 127 metri in cemento armato, un materiale insolito per costruzioni di quella altezza, quando l’acciaio era la scelta standard.
Dalla sua inaugurazione fino al 1966 (anno di completamento della Tour du Midi di Bruxelles), il Pirellone fu l’edificio più alto d’Europa. Per circa trent’anni rimase il più alto d’Italia. Ancora oggi è tra i più alti edifici in calcestruzzo del mondo.
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La Madonnina sul tetto (una copia piccola piccola, con grande significato)

A Milano esiste la tradizione, diventata legge comunale negli anni Trenta, poi formalmente superata, secondo cui nessun edificio può essere più alto della Madonnina del Duomo. Il Pirellone la supera abbondantemente: 127 metri contro i circa 109 della statua. Ma Ponti non dimenticò il gesto simbolico: sulla sommità del grattacielo fu collocata una copia della Madonnina, leggermente più piccola dell’originale. Una piccola statua dorata su un grande palazzo in vetro: un dettaglio che quasi nessuno vede dal basso, ma che ogni milanese conosce.
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Il giorno dell’aereo: 18 aprile 2002
È la storia più drammatica, e quella che ancora oggi molti ricordano con una certa incredulità. Quella mattina, un piccolo aereo da turismo pilotato dall’italo-svizzero Luigi Fasulo perse la rotta durante l’avvicinamento all’aeroporto di Linate e si schiantò contro il 26° piano del grattacielo. L’esplosione sventrò due piani. Tre persone persero la vita: il pilota e due dipendenti della Regione Lombardia. Settanta i feriti.
La struttura in cemento armato tenne. Dopo un restauro durato due anni, il Pirellone riaprì il 18 aprile 2004, esattamente due anni dopo. Il 26° piano, dove avvenne lo schianto, è oggi il “Piano della Memoria”: ospita la biblioteca e l’archivio dell’avvocatura regionale, con una targa che ricorda le vittime.
Come visitare il Grattacielo Pirelli: belvedere, auditorium e gare di corsa
Il Pirellone non è un museo, ma in certe occasioni si apre al pubblico in modo straordinario. I due spazi principali sono:
- Il Belvedere Jannacci al 31° piano (si raggiunge con l’ascensore fino al 31°, poi a piedi fino al 32°): uno dei punti panoramici più belli della città, dedicato al cantautore milanese Enzo Jannacci. Aperto durante Open House Milano, le Giornate FAI e altri eventi organizzati dalla Regione.
- L’Auditorium Giorgio Gaber, nel sottosuolo, intitolato all’artista milanese scomparso nel 2003: anch’esso accessibile in occasioni speciali.
Chi invece preferisce le gambe alle occasioni, può aspettare la Vertical Sprint: ogni anno gli atleti salgono di corsa i 710 gradini del grattacielo. Il record è di circa 3 minuti e 42 secondi.
Adriano Celentano, nel 1972, scrisse Un albero di trenta piani ispirandosi proprio al Pirellone, un brano contro lo smog e la speculazione edilizia. Oggi quella canzone è un documento d’epoca; il Pirellone, nel frattempo, è diventato patrimonio collettivo.
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Come arrivare
Il Pirellone si trova in Piazza Duca d’Aosta, di fronte alla Stazione Centrale: impossibile non vederlo, basta uscire dalla stazione e alzare lo sguardo. Metro M2 (verde) e M3 (gialla), fermata Centrale FS. Per aggiornamenti su aperture del Belvedere e visite consultare il sito ufficiale.
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FAQ – Grattacielo Pirelli (Pirellone)
Dove si trova il Grattacielo Pirelli?
Si trova in Piazza Duca d’Aosta, di fronte alla Stazione Centrale di Milano.
Quanto è alto il Pirellone?
Il Grattacielo Pirelli è alto 127 metri e conta 31 piani principali.
Perché il Pirellone è famoso?
È stato il grattacielo più alto d’Europa fino al 1966 ed è un simbolo della Milano moderna.
Chi ha progettato il Pirellone?
È stato progettato da Gio Ponti con l’ingegnere Pier Luigi Nervi.
Si può visitare il Grattacelo Pirelli?
Sì, ma solo in occasioni speciali come Open House o eventi istituzionali.
Cos’è il Belvedere Jannacci?
È il punto panoramico del Pirellone situato agli ultimi piani, aperto al pubblico in eventi specifici.
Cosa successe al Pirellone nel 2002?
Un piccolo aereo si schiantò contro il 26° piano: l’edificio fu restaurato e riaperto nel 2004.




