Il Futurismo è il primo e unico movimento d’avanguardia artistica nato in Italia, fondato da Filippo Tommaso Marinetti nel 1909 con la pubblicazione del Manifesto del Futurismo. Milano fu la culla del movimento: qui operarono artisti come Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà e Luigi Russolo, e qui si trovano ancora oggi luoghi simbolo di quella stagione, come il Camparino in Galleria Vittorio Emanuele II, storico bar frequentato dai futuristi e teatro di celebri risse, o la Galleria del Futurismo del Museo del Novecento in Piazza Duomo, che custodisce opere come “Rissa in Galleria” di Boccioni. Il tour ScopriMI “Fuorinovecento: dal Futurismo agli Anni Venti”, ideato da Ad Artem, ripercorre a piedi i luoghi milanesi legati al movimento, tra Piazza Duomo, Corso Venezia e Corso Vittorio Emanuele.
“Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido.” Con queste parole, agli inizi del Novecento, un gruppo di artisti e intellettuali italiani decise di dichiarare guerra alla staticità, al passato, alla polvere dei musei tradizionali. Nasceva così il Futurismo, e la città che meglio incarnò quello spirito di velocità e modernità fu proprio Milano.
Cos’è il Futurismo, in poche parole?
È il primo e unico movimento d’avanguardia artistica interamente italiano, fondato ufficialmente nel 1909 da Filippo Tommaso Marinetti con la pubblicazione del celebre Manifesto del Futurismo, prima su un giornale francese e poi diffuso in tutta Europa. Un movimento che celebrava la velocità, le macchine, l’energia dell’industria moderna, in netta rottura con la tradizione artistica precedente, giudicata dai futuristi troppo legata al passato e incapace di raccontare la modernità del nuovo secolo.
Milano capitale futurista

Negli anni Dieci del Novecento, Milano era già la capitale industriale d’Italia, la città che meglio rappresentava quella modernità fatta di fabbriche, tram elettrici, luce artificiale nelle strade: proprio Piazza Duomo, non a caso, fu la prima piazza in Europa a essere illuminata con l’energia elettrica, un simbolo perfetto per gli ideali futuristi. Non stupisce che qui si stabilirono e lavorarono alcuni dei protagonisti assoluti del movimento: Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Luigi Russolo, autore anche di sperimentazioni musicali rivoluzionarie con i suoi “intonarumori”.
Tra i luoghi simbolo del Futurismo milanese, uno in particolare racconta bene lo spirito battagliero e vivace del movimento: il Camparino in Galleria, storico bar affacciato sulla Galleria Vittorio Emanuele II, a due passi dal Duomo. Qui, tra tavolini e specchi decorati in stile Liberty, i futuristi erano soliti ritrovarsi per discutere, dibattere e – non di rado – litigare animatamente su arte e politica, in un clima di autentica effervescenza culturale. Non a caso, proprio la Galleria Vittorio Emanuele II ispirò a Umberto Boccioni il celebre dipinto “Rissa in Galleria”, oggi custodito al Museo del Novecento, che raffigura una vera e propria zuffa tra passanti, in un turbine di colori e movimento tipico dello stile futurista.
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La galleria del Futurismo al Museo del Novecento

Ed è proprio al Museo del Novecento, in Piazza Duomo, che oggi si può ammirare la più importante collezione futurista italiana, all’interno della celebre Galleria del Futurismo, riallestita negli ultimi anni per restituire alle opere tutta la loro potenza visiva originaria. Qui, tra manifesti storici, disegni di Antonio Sant’Elia e capolavori pittorici di Boccioni e Balla, il visitatore può letteralmente immergersi nell’energia vitale che animò quella straordinaria stagione artistica.
Ma il Futurismo a Milano non si racconta solo dentro le sale di un museo: la città stessa, con le sue architetture e le sue piazze, custodisce tracce importanti di quel periodo. Basti pensare a Piazza San Babila, che negli anni Dieci e Venti del Novecento fu oggetto di grandi trasformazioni urbanistiche, pensata come una città quasi da reinventare ex novo secondo i principi della modernità industriale, in perfetta sintonia con l’entusiasmo futurista per il progresso e l’innovazione.
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Una passeggiata futurista
Fare una passeggiata sulle tracce del Futurismo a Milano significa quindi molto più che ripercorrere una pagina di storia dell’arte: significa capire come questa città sia stata, fin dagli inizi del Novecento, un laboratorio costante di modernità, capace di trasformare velocità, industria e progresso in vera e propria materia artistica. Un’eredità che, in fondo, Milano non ha mai davvero smesso di onorare, restando ancora oggi una delle capitali italiane più attente al dialogo tra innovazione e cultura.
Per chi desidera vivere questa esperienza con una guida capace di collegare i vari luoghi in un racconto coerente, aderire a un tour tematico come quello proposto da Ad Artem rappresenta la soluzione ideale: un modo per non limitarsi a osservare le facciate storiche, ma per comprenderne davvero il significato, scoprendo aneddoti, curiosità e collegamenti che solo una guida esperta può restituire. Un’esperienza che permette di leggere Milano con occhi nuovi, proprio come avrebbero voluto i futuristi stessi.
Perché non dovresti visitare Milano senza una guida Ad Artem
C’è una cosa che la maggior parte dei turisti non sa: Milano non si capisce da soli. Sotto ogni palazzo, chiesa o monumento si nasconde una storia che non trovi su Wikipedia. Dentro ogni mostra c’è un livello di lettura che, senza la guida giusta, rischi di perdere del tutto.
Ad Artem è la risposta. Da oltre 30 anni siamo il punto di riferimento in città per chi vuole trasformare una visita culturale in un’esperienza che rimane. Prenotare una visita guidata con Ad Artem non significa seguire una bandierina in mezzo alla folla. Significa avere qualcuno che sa dove guardare e come fare in modo che quella mattina o quel pomeriggio non lo si dimentichi domani.
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FAQ
Cos’è il Futurismo e chi lo ha fondato?
È il primo movimento d’avanguardia artistica italiano, fondato nel 1909 da Filippo Tommaso Marinetti con la pubblicazione del Manifesto del Futurismo.
Perché Milano è legata al Futurismo?
Perché fu la città in cui operarono i principali protagonisti del movimento, come Boccioni, Balla e Carrà, e dove si trova ancora oggi la più importante collezione futurista italiana.
Cos’è il Camparino in Galleria?
È uno storico bar nella Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, luogo di ritrovo dei futuristi ai primi del Novecento, teatro di dibattiti e celebri discussioni artistiche.
Dove si trovano le opere futuriste a Milano?
Principalmente nella Galleria del Futurismo del Museo del Novecento, in Piazza Duomo, che custodisce opere di Boccioni, Balla, Carrà e Russolo.
Cos’è Rissa in Galleria di Boccioni?
È un celebre dipinto ispirato a una zuffa nella Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, oggi conservato al Museo del Novecento.
Esiste un tour guidato sul Futurismo a Milano?
Sì, il percorso “Fuorinovecento: dal Futurismo agli Anni Venti” di Ad Artem accompagna i visitatori tra Piazza Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele II e Piazza San Babila.




