C’è una città in Italia dove la storia romana convive con l’amore eterno di Romeo e Giulietta, dove i poeti hanno trovato rifugio, i musicisti ispirazione e oggi lo sport mondiale trova il suo palcoscenico più suggestivo. Quella città è Verona, perfetta per un’uscita fuoriporta da Milano.
Domenica 22 febbraio, quando i riflettori delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina si spegneranno, sarà proprio l’Arena di Verona a ospitare la Cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, trasformandosi nella “Verona Olympic Arena” per una notte destinata a entrare nella storia. Ma Verona non è solo lo scenario perfetto per un grande evento. È una meta ideale per un’uscita fuoriporta. Scopriamola, partendo proprio dal suo simbolo più iconico: l’Arena di Verona.
L’Arena di Verona, il cuore antico della città

Tra le maggiori architetture ludiche romane, l’Arena di Verona è l’anfiteatro antico con il miglior grado di conservazione al mondo. Costruita intorno alla metà del I secolo d.C., poteva accogliere circa 30.000 spettatori: un numero impressionante, anche per gli standard contemporanei.
La sua forma ellittica non è casuale: era progettata per garantire visibilità perfetta e spazio sufficiente ai giochi, dai combattimenti tra gladiatori alle cacce con animali esotici. Sorgeva fuori dalle mura romane per evitare affollamenti nel centro cittadino.
Nel corso dei secoli, l’Arena di Verona ha cambiato volto mille volte. Infatti, nel Medioevo gli arcovoli esterni venivano affittati dal Comune e fino al XVI secolo vi furono relegate le prostitute; in epoche successive ospitarono botteghe artigiane e lo spazio interno fu usato per feste, amministrazione della giustizia e spettacoli.

Il grande punto di svolta arriva nel 1913, con la prima rappresentazione dell’Aida di Giuseppe Verdi. Da quel momento, l’Arena diventa il tempio della lirica estiva veronese, famosa in tutto il mondo. Oggi, oltre a concerti e opere, l’Arena di Verona è pronta ad accogliere la Cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali 2026, unendo sport, musica e storia in un’unica, spettacolare esperienza.
Verona attraverso i secoli
Verona nasce su una piccola collina lungo l’Adige, il colle di San Pietro. Le prime tracce di insediamenti risalgono all’epoca preistorica, ma è sotto l’Impero Romano che la città diventa uno dei centri più importanti del Nord Italia. A quell’epoca, infatti, risalgono l’Arena, il Teatro Romano, l’Arco dei Gavi e Porta Borsari.

Superate le invasioni barbariche, Verona entra nel turbolento periodo medievale, segnato dagli scontri tra guelfi e ghibellini. A prevalere fu la famiglia Della Scala, da cui deriva il termine “scaligeri” con cui ancora oggi si indicano i veronesi. Sotto la loro guida, la città prospera e amplia il proprio dominio. Ma con la decadenza della Signoria, Verona diventa terra di conquista: prima la Repubblica di Venezia, poi l’Impero austro-ungarico. Gli austriaci rafforzano le mura e inseriscono Verona nel famoso Quadrilatero insieme a Legnago, Mantova e Peschiera. Nel 1866, dopo le rivolte risorgimentali, Verona entra finalmente a far parte del Regno d’Italia.
C’è un posto a Milano dove sembra di essere a Verona
Verona, la preferita dei grandi personaggi
Verona non è solo l’Arena. È piena di storie e vite.
Dante Alighieri soggiornò a Verona per sette anni durante il suo esilio da Firenze. Ospite prima di Bartolomeo della Scala e poi di Cangrande, a quest’ultimo dedicò l’intera cantica del Paradiso. Sempre in tema di poesia, Gaio Valerio Catullo nacque proprio a Verona nell’84 a.C. I suoi versi, intensi e appassionati, hanno reso l’amore protagonista assoluto della letteratura latina.
Nel 1770 un giovane Wolfgang Amadeus Mozart si esibì nella Sala Maffeiana dell’Accademia Filarmonica. Tornò l’anno successivo per suonare l’organo nella chiesa di San Tomaso Cantuariense. Le sue iniziali sono ancora incise sullo strumento!

Dall’arte musicale a quella pittorica, al Cimitero Monumentale della città, soprannominato dai veronesi “Albergo ai du’ leoni”, riposa Umberto Boccioni. Richiamato alle armi durante la Prima Guerra Mondiale, trovò la morte a Verona nel 1916 in un tragico incidente a cavallo vicino alla casa della sorella.
Cosa vedere a Verona oltre all’Arena
Verona è perfetta per un weekend: compatta ma ricca di meraviglie, ben oltre l’Arena. Le prime, sicuramente, sono le architetture storiche. Nel centro storico si trovano le quattro grandi chiese: il Duomo di Verona, che include il Battistero di San Giovanni in Fonte e la chiesa di Sant’Elena con la pala dell’Assunta di Tiziano e la Basilica di San Zeno, capolavoro romanico con il rosone di Brioloto e la celebre Pala di Mantegna. Seguono la Basilica di Sant’Anastasia, nonché la chiesa più grande di Verona, e quella di San Fermo, celebre per il soffitto ligneo a carena di nave rovesciata.

Nel cuore della città sorgono le Arche Scaligere, monumentale complesso funerario della famiglia Della Scala. Qui riposa anche Cangrande I, protettore di Dante. Invece, in via Cappello 23 si trova la Casa di Giulietta. Associata alla leggenda di Romeo e Giulietta, resa immortale da William Shakespeare, è una delle mete più visitate della città, specialmente dalle donne che si affacciano dal balcone recitando “O Romeo, Romeo, perché sei tu, Romeo?”
Verona e lo sport: una vocazione naturale
L’Arena di Verona nasce come luogo di spettacolo e competizione. E nel 2026 diventerà il teatro della Cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina. Perché? Verona anzitutto rappresenta la continuità tra antico e moderno, ma anche il dialogo tra arte e sport e la capacità italiana di trasformare la cultura in esperienza viva.
Ospitare il gran finale olimpico significa proiettare l’immagine di Verona nel mondo, invitando milioni di spettatori a scoprire – magari per la prima volta – l’Arena di Verona e tutto ciò che la circonda.
Sapori scaligeri: cosa mangiare a Verona

Un weekend a Verona non è completo senza un tuffo nella cucina locale. I grandi protagonisti sono il bollito con la Pearà, una salsa ricca di pepe e midollo, la Pastisada de Caval, spezzatino di cavallo cotto nel Valpolicella o Amarone. Questi vini sono anche i protagonisti dei grandi risotti con riso Vialone Nano IGP o dai Tortellini di Valeggio, legati alla leggenda del Nodo d’Amore.
E poi i dolci: Pandoro, risini, baci di Giulietta, sfogliatine di Villafranca. Il momento più sacro? L’aperitivo. Lo spritz, nato durante la dominazione asburgica, è il re incontrastato. Con Aperol, Campari o Select, poco importa: ciò che conta è il brindisi.




