Il cinema a Milano: i film girati in città

Passeggiando per le strade di Milano può capitare di imbattersi in qualcosa di inaspettato: camion della produzione parcheggiati lungo una via elegante, tecnici che montano luci gigantesche, attori che ripetono una scena. Non è un caso. Ed è sempre stato così.

Negli ultimi anni le richieste per girare film, serie tv, spot pubblicitari e documentari in città sono cresciute: il centro storico resta uno dei luoghi più ambiti, ma registi e produzioni internazionali cercano sempre più spesso anche i parchi, i Navigli, le periferie industriali o i quartieri moderni della nuova skyline milanese. Eppure non tutti sanno che la relazione tra Milano e la settima arte è molto più antica di quanto si pensi.

Milano, una capitale del cinema

Oggi quando si pensa al cinema italiano viene naturale guardare verso Cinecittà, a Roma e alla tradizione della capitale. Ma agli inizi del Novecento anche Milano era uno dei grandi centri di produzione cinematografica del paese. Già nel 1917, nella zona di Bovisa, vennero costruiti gli stabilimenti della Armenia Film, uno dei primi grandi poli produttivi italiani. Oggi di quell’epoca resta ancora visibile l’arco di ingresso degli studi, una piccola traccia di un passato in cui Milano sognava di diventare la Hollywood italiana.

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Da allora la città non ha mai smesso davvero di essere un set. Alcuni dei film più importanti della storia del cinema italiano sono stati girati proprio qui, tra piazze monumentali, quartieri popolari e fabbriche. E raccontano, ognuno a modo suo, una Milano diversa.

La Milano del dopoguerra: Miracolo a Milano

Cinema a Milano: Miracolo a Milano

Uno dei film più poetici mai girati in città è sicuramente Miracolo a Milano di Vittorio De Sica. Quando iniziarono le riprese, nel febbraio del 1950, Milano era ancora segnata dalla guerra. Le macerie dei bombardamenti erano visibili e molte zone della città portavano ancora i segni della povertà del dopoguerra.

Il film racconta la storia di Totò, un giovane orfano che vive tra i senzatetto e che sogna un mondo migliore. Una favola neorealista, sospesa tra realtà e magia, che culmina con una scena diventata leggendaria: i protagonisti che volano via da Piazza del Duomo in sella a una scopa.

Essendo girato quasi interamente in esterna, il film è anche un viaggio nella Milano di quegli anni. Nelle prime scene si vede chiaramente Via Melchiorre Gioia, che all’epoca era affiancata dal canale della Martesana, poi tombinato negli anni successivi. La baraccopoli dove si svolge gran parte della storia si trovava invece nei pressi dell’attuale Via Valvassori Peroni, una zona che allora era quasi completamente libera.

Milano vista dagli emigranti: Rocco e i suoi fratelli

Riprese di cinema a Milano, Rocco e i suoi fratelli

Dieci anni dopo un altro grande regista decide di raccontare la città da un punto di vista completamente diverso. Il film è Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, ispirato ai racconti di Giovanni Testori.

Qui Milano appare attraverso gli occhi della famiglia Parondi, emigrata dal Sud in cerca di una vita migliore. È una città dura, industriale, attraversata da tensioni sociali e da sogni difficili da realizzare. Tra le location più riconoscibili c’è l’Idroscalo, che fa da sfondo a diverse scene del film, ma anche la palestra di pugilato La Lombarda, dove i protagonisti si allenano. Quella palestra oggi non esiste più come luogo sportivo: è diventata una sala del Circolo Arci Bellezza, uno dei centri culturali più attivi della città.

La Milano elegante e inquieta di Antonioni

Se Visconti raccontava il lato popolare della città, pochi anni dopo un altro regista scelse di mostrarne invece il volto più borghese e sofisticato. Il film è La notte di Michelangelo Antonioni. Qui la Milano del boom economico appare moderna, elegante, piena di nuovi edifici e grattacieli. Ma sotto la superficie si nasconde un senso di vuoto e inquietudine.

Nel film compaiono luoghi simbolo della nuova città industriale, come il Grattacielo Pirelli e la Torre Galfa, simboli di una Milano che stava diventando la capitale economica del paese.

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Il lato oscuro e quello comico della città

Negli anni Settanta il cinema italiano scopre un’altra faccia di Milano: quella criminale. Uno dei film più rappresentativi di questo filone è Milano calibro 9 di Fernando Di Leo.

La città appare cupa, sporca, attraversata da traffici illegali e da atmosfere da noir metropolitano. In una delle scene iniziali si vede la facciata del Duomo di Milano, annerita dallo smog delle automobili che allora passavano molto più vicino alla piazza rispetto a oggi.

Cinema a Milano, ecceziunale veramente

Se il cinema criminale mostrava la città più dura, negli anni Ottanta arrivò una commedia destinata a diventare cult. Il film è Eccezzziunale… veramente con Diego Abatantuono. L’attore interpreta tre tifosi diversi: un milanista, un interista e uno juventino. La storia si muove tra bar di periferia, strade cittadine e soprattutto lo stadio di Stadio San Siro.

Nel film lo stadio appare molto diverso da quello che conosciamo oggi: il terzo anello non era ancora stato costruito e l’area circostante aveva un aspetto completamente differente. In una delle scene finali si intravede anche il Palazzetto di San Siro, crollato durante la grande nevicata del 17 gennaio 1985 che paralizzò Milano.

La Milano quotidiana di Aldo, Giovanni e Giacomo

Chiedimi se sono felice

Un altro film che ha raccontato la città con affetto e ironia è Chiedimi se sono felice del trio comico Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti. Qui Milano non è più solo sfondo: diventa quasi un personaggio.

I protagonisti si muovono in bici per la città, attraversano piazze e quartieri, vivono una Milano fatta di piccoli gesti quotidiani. Tra le location più riconoscibili c’è Piazza Mercanti, dove si svolge la celebre partita di basket contro i ghisa, e Piazza Cinque Giornate, con il grande negozio Coin dove lavora il personaggio di Giovanni.

Hollywood arriva a Milano

Negli ultimi anni anche i registi internazionali hanno iniziato a guardare con interesse al cinema a Milano. Un esempio perfetto è House of Gucci di Ridley Scott. Il film racconta la storia vera della famiglia Gucci e del delitto che nel 1995 portò all’omicidio di Maurizio Gucci, commissionato dall’ex moglie Patrizia Reggiani. Le riprese hanno portato in città star internazionali come Lady Gaga, Adam Driver e Jared Leto. Tra le location milanesi riconoscibili nel film c’è Via Festa del Perdono, dove Patrizia incontra Maurizio, e la splendida Villa Necchi Campiglio, che nel film diventa la casa di Rodolfo Gucci.

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