Il 2 giugno è la Festa della Repubblica Italiana, festività nazionale istituita per commemorare il referendum istituzionale del 2–3 giugno 1946, con cui gli italiani scelsero la forma repubblicana di governo (12,7 milioni di voti per la Repubblica contro 10,7 milioni per la Monarchia). Fu il primo voto a suffragio universale in Italia: anche le donne votarono per la prima volta. Il 18 giugno 1946 la Corte di Cassazione proclamò ufficialmente la nascita della Repubblica Italiana; l’ultimo re, Umberto II (detto “Re di Maggio” per i soli 34 giorni di regno), andò in esilio. La Costituzione italiana entrò in vigore il 1° gennaio 1948. Nel 2026 il 2 giugno cade di martedì e crea un ponte lungo dal weekend del 30 maggio. È giorno festivo: si lavora secondo le regole dei giorni festivi.
C’è una data nel calendario italiano che ogni anno torna con la stessa carica di significato: il 2 giugno. Non è solo un giorno di vacanza, anche se capire che nel 2026 cade di martedì e regala un bel ponte lungo fa già venire voglia di organizzarsi. È il compleanno della Repubblica Italiana: il giorno in cui, ottant’anni fa, gli italiani presero in mano il proprio destino e scelsero che tipo di Paese volevano essere. Vale la pena scoprire cosa successe davvero in quei giorni di giugno del 1946. È una storia più avvincente di quanto sembri.
2 giugno 1946: quel referendum che cambiò tutto
Immagina l’Italia del 1946. La guerra è appena finita, le città sono in macerie, il fascismo ha lasciato un Paese devastato e spaccato. Sul trono c’è Umberto II di Savoia, figlio di Vittorio Emanuele III, quel re che aveva firmato le leggi razziali e lasciato fare a Mussolini per oltre vent’anni. In questo scenario già tesissimo, il Governo provvisorio decide di indire un referendum: monarchia o repubblica?

Il 2 e il 3 giugno 1946 gli italiani si recarono alle urne. Per la prima volta nella storia del Paese, votarono anche le donne: fu il primo suffragio universale autentico dell’Italia unita. Un evento storico dentro un evento storico.
Il risultato? Circa 12,7 milioni di voti per la Repubblica contro 10,7 milioni per la Monarchia: poco più del 54% a favore della Repubblica. Non uno scarto enorme, ma sufficiente. Il 18 giugno 1946 la Corte di Cassazione proclamò ufficialmente la nascita della Repubblica Italiana. Umberto II, che aveva regnato appena 34 giorni, guadagnandosi il soprannome di Re di Maggio, partì per il Portogallo, dove sarebbe rimasto in esilio fino alla morte. Ai membri maschi della famiglia Savoia fu vietato l’ingresso in Italia fino al 2002.
Subito dopo il referendum fu eletta l’Assemblea Costituente, il corpo che scrisse la nostra Costituzione. Tra le 556 elette e i 556 eletti c’erano anche 21 donne come Nilde Iotti e Teresa Noce, che contribuirono a plasmare i principi fondamentali della nuova Italia democratica. La Costituzione entrò in vigore il 1° gennaio 1948.
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Perché si festeggia il 2 giugno (e non il 18 giugno)?
Buona domanda. Il 18 giugno sarebbe la data della proclamazione ufficiale, ma si è scelto il 2 giugno perché fu il giorno in cui il popolo espresse la sua volontà. È la data della scelta, non della ratifica: e in una democrazia, la scelta del popolo è l’atto fondante.
C’è anche un’altra curiosità: la Festa della Repubblica non è sempre stata il 2 giugno. Nel 1977, in piena crisi economica, una legge la spostò alla prima domenica di giugno per ridurre i costi legati ai giorni festivi. Per oltre vent’anni, quindi, la data “ufficiale” rimase nel dimenticatoio. Solo nel 2001, grazie alla forte volontà del Presidente Carlo Azeglio Ciampi il 2 giugno fu reintrodotto come data fissa e giorno festivo nazionale.
Come si festeggia oggi il 2 giugno?

Le celebrazioni principali si svolgono a Roma, con un cerimoniale consolidato e solenne. La mattina, il Presidente della Repubblica depone una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto, all’Altare della Patria. È il momento più raccolto della giornata.
Poi c’è la parata militare sui Fori Imperiali: oltre 4.000 partecipanti, più di 300 veicoli, le bande musicali di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza che sfilano davanti alle più alte cariche dello Stato. E nel cielo, il momento più fotografato di tutti: le Frecce Tricolori della Pattuglia Acrobatica Nazionale che disegnano il tricolore nel cielo di Roma con scie di fumo verde, bianco e rosso.
Nel pomeriggio, il Palazzo del Quirinale apre i suoi giardini al pubblico, con concerti delle bande militari. In molte città italiane, la giornata si riempie di eventi culturali, aperture straordinarie di musei e mostre a tema.
Il 2 giugno si lavora?
No, il 2 giugno è giorno festivo a tutti gli effetti. Negozi, banche e uffici pubblici seguono le regole dei giorni festivi, mentre i trasporti pubblici seguono gli orari domenicali e festivi.
Nel 2026 il 2 giugno cade di martedì, il che crea un ponte naturale con il weekend precedente: dal sabato 30 maggio al martedì 2 giugno hai quattro giorni consecutivi a disposizione. Un’ottima occasione per una gita fuori porta, una visita culturale, o semplicemente per fermarsi e ricordare cosa si festeggia e perché.
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Cosa si festeggia, in fondo?
La Festa della Repubblica non celebra una vittoria militare né un sovrano. Celebra una scelta. Quella di un popolo che, uscito dalla guerra e dalla dittatura, decise di governarsi da solo, in modo democratico, sulla base di una Costituzione che ancora oggi è considerata tra le più belle e avanzate al mondo.
È una festa civile, nel senso più profondo del termine. E forse per questo, più che di parate e discorsi, ha bisogno di essere capita — e poi, magari, di essere festeggiata con intelligenza: visitando un museo, leggendo un articolo della Costituzione, oppure semplicemente spiegandola un bambino che chiede: “Ma perché oggi non si va a scuola?”
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2 giugno, Festa della Repubblica — FAQ
Cosa si celebra il 2 giugno in Italia?
Il 2 giugno si celebra la nascita della Repubblica Italiana, scelta dagli italiani con il referendum istituzionale del 1946 dopo la fine della monarchia.
Perché il 2 giugno è la Festa della Repubblica?
Perché il 2 e 3 giugno 1946 gli italiani votarono per scegliere tra Monarchia e Repubblica, dando origine alla Repubblica Italiana.
Chi votò per la prima volta il 2 giugno 1946?
Il referendum del 1946 fu il primo voto a suffragio universale in Italia: per la prima volta votarono anche le donne.
Il 2 giugno è un giorno festivo?
Sì. Il 2 giugno è festa nazionale e giorno festivo in tutta Italia, con scuole chiuse e orari festivi per molti servizi e trasporti.
Cosa succede a Roma il 2 giugno?
Le celebrazioni ufficiali includono la parata militare ai Fori Imperiali, il sorvolo delle Frecce Tricolori e la deposizione della corona al Milite Ignoto.
Perché Umberto II viene chiamato “Re di Maggio”?
Perché regnò soltanto 34 giorni nel 1946, poco prima della nascita della Repubblica Italiana.




