Dal 7 febbraio 2026, Palazzo Reale di Milano ospita uno degli eventi più attesi del panorama artistico contemporaneo: Kiefer. Le Alchimiste, una mostra che dà voce alle intelligenze femminili dimenticate dalla storia. Con oltre quaranta tele monumentali e un’installazione site-specific concepita per la Sala delle Cariatidi, l’artista tedesco Anselm Kiefer trasforma la memoria femminile in un’esperienza visiva e sensoriale unica, celebrando scienza, intuizione e potere creativo delle donne alchimiste, scienziate e pensatrici.
La mostra esplora il tema dell’alchimia come lente per leggere la storia delle donne: un viaggio tra sperimentazione, intuizione, materia e spirito, tra scienza e visione. Ogni opera di Kiefer restituisce dignità a figure femminili spesso cancellate dai libri di storia, ricordando come il contributo delle donne sia stato fondamentale, anche quando invisibile.
Caterina Sforza: scienza e intuizione nel cuore di Milano

Tra le protagoniste della mostra, Caterina Sforza è la figura simbolo della forza e della conoscenza femminile applicata alla vita quotidiana e alla scienza. Figlia di Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano, Caterina visse nella città lombarda, dove sviluppò competenze straordinarie nel campo dell’alchimia e della farmacologia.
Autrice di un raro manoscritto contenente oltre 400 ricette per medicamenti, cosmetici e formule alchemiche, Caterina dimostra come scienza e intuizione possano fondersi in una pratica consapevole e creativa. Le sue formule non erano semplici esperimenti: riflettevano una profonda comprensione dei materiali e dei processi di distillazione, oltre a un approccio empatico alla cura del corpo e dello spirito. Nelle tele di Kiefer, Caterina appare come simbolo di autonomia, intelligenza e potere creativo, una donna che sfida le convenzioni e lascia un’impronta indelebile nella storia scientifica.
Isabella Cortese: tra magia, erboristeria e rigore scientifico

Isabella Cortese, alchimista e autrice di testi rinomati nel Cinquecento, rappresenta il legame tra sapere pratico e intuizione simbolica. Operava in un’epoca in cui la scienza era ancora strettamente intrecciata alla magia e all’ermetismo, documentando sapienze che spaziavano dall’erboristeria alla preparazione di rimedi per la salute.
Le opere di Isabella combinano principi alchemici con pratiche quotidiane, mostrando come le donne del tempo riuscissero a trasformare la conoscenza teorica in strumenti concreti per migliorare la vita di chi le circondava. Kiefer la immortala con la sua pittura monumentale, rendendola testimone del rigore e della creatività femminile, e celebrando la capacità delle donne di costruire sapere anche in contesti ostili.
Maria la Giudea: perseveranza e curiosità scientifica
Poco nota al grande pubblico, Maria la Giudea emerge nelle opere di Kiefer come simbolo di perseveranza e curiosità scientifica. Alchimista dedita alla purificazione dei materiali e alla preparazione di rimedi per la cura del corpo e dello spirito, Maria rappresenta tutte le donne la cui conoscenza è stata tramandata in modo frammentario, spesso celata alla storia ufficiale.
La sua figura, evocata nei dipinti di Kiefer, incarna la dedizione allo studio empirico e la capacità di costruire un sapere concreto, basato sull’esperienza e sull’osservazione. Maria diventa così un ponte tra la scienza e l’arte, tra memoria femminile e narrazione visiva contemporanea.
Un tour in città sulle orme delle grandi donne milanesi
Marie Meudrac: alchimia e farmaceutica
Marie Meudrac, alchimista francese del XVII secolo, rappresenta l’applicazione pratica dell’alchimia alla cura della salute. Le sue sperimentazioni con sostanze naturali erano orientate alla preparazione di rimedi e farmaci, dimostrando come le donne potessero coniugare intuizione, metodo e rigore scientifico.
Kiefer la raffigura come una presenza enigmatica e potente, restituendo visibilità a una conoscenza femminile spesso ignorata dalla storia ufficiale della scienza. Nelle sue tele, Marie Meudrac diventa simbolo di un sapere empirico che sfida i limiti imposti dalla società, celebrando il contributo femminile alla ricerca e alla sperimentazione scientifica.
Rebecca Vaughan: resistenza e costruzione del sapere

Dalla Gran Bretagna, Rebecca Vaughan rappresenta le alchimiste che operavano in contesti sociali estremamente limitanti per le donne. La sua pratica scientifica, spesso trasmessa oralmente o sotto anonimato, testimonia la capacità femminile di costruire conoscenza nonostante gli ostacoli culturali e sociali.
Kiefer la rende visibile, trasformando la marginalità storica in presenza monumentale: Rebecca diventa un emblema della resistenza femminile e della tenacia con cui le donne hanno contribuito alla scienza, spesso senza riconoscimento.
Mary Anne Atwood: alchimia filosofica e trasformazione interiore
Mentre molte alchimiste operavano sul piano pratico, Mary Anne Atwood rappresenta l’aspetto più filosofico e mistico dell’alchimia. La sua opera esplora la trasformazione interiore e il legame tra materia e spirito, anticipando concezioni moderne di psicologia e crescita personale.
Kiefer la colloca nel pantheon delle alchimiste come simbolo della dimensione contemplativa della scienza femminile: Mary Anne ci ricorda che l’alchimia non era solo manipolazione di sostanze, ma un percorso di conoscenza profonda, capace di coniugare ragione e intuizione.
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L’alchimia come chiave interpretativa
In Kiefer. Le Alchimiste, l’alchimia non è solo soggetto iconografico: diventa simbolo di trasformazione, memoria e potere creativo femminile. Le opere monumentali esplorano il legame tra materia e spirito, tra pratica scientifica e intuizione visionaria, restituendo alle donne protagoniste della mostra la dignità e la visibilità che la storia ha spesso negato loro.
Ogni tela è un racconto, un atto di memoria e un invito a riflettere sul contributo femminile alla scienza, alla filosofia e all’arte. Le alchimiste di Kiefer ci parlano di curiosità, coraggio e resilienza, qualità che trascendono il tempo e continuano a ispirare.
Speciale Festa della Donna con Ad Artem
In occasione della festa della donna, sabato 7 e domenica 8 marzo, Ad Artem propone percorsi guidati speciali. Così da celebrare l’8 marzo tra storia, arte e protagoniste femminili che hanno lasciato un segno profondo a Milano.
La città delle donne – Un itinerario affascinante dedicato alle figure femminili che hanno segnato Milano tra splendore e scandalo, tra salotti rinascimentali e rivoluzioni romantiche. Due percorsi tematici. Donne antiche e controverse e Donne moderne e illuminate, per riscoprire la città attraverso i volti, le scelte e i destini di donne straordinarie. Tour guidato in programma sabato 7 e domenica 8 marzo.
Pinacoteca Ambrosiana – Speciale Festa della Donna – Una visita guidata che rilegge i capolavori dell’Ambrosiana attraverso le storie di madri, sante, duchesse e ribelli che abitano le sue sale. Un racconto corale di sguardi, identità e passioni per scoprire il museo con uno sguardo nuovo e sorprendente, sabato 7 e domenica 8 marzo.
Kiefer. Le Alchimiste – Un percorso dedicato alla potente mostra allestita nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, che rende omaggio alle donne attraverso la forza visionaria dell’arte contemporanea. Una visita intensa e attuale per celebrare l’8 marzo con consapevolezza e bellezza, domenica 8 marzo.
Perché non dovresti visitare Milano senza una guida Ad Artem
C’è una cosa che la maggior parte dei turisti non sa: Milano non si capisce da soli. Sotto ogni palazzo, chiesa o monumento si nasconde una storia che non trovi su Wikipedia. Dentro ogni mostra c’è un livello di lettura che, senza la guida giusta, rischi di perdere del tutto.
Ad Artem è la risposta. Da oltre 30 anni siamo il punto di riferimento in città per chi vuole trasformare una visita culturale in un’esperienza che rimane. Prenotare una visita guidata con Ad Artem non significa seguire una bandierina in mezzo alla folla. Significa avere qualcuno che sa dove guardare e come fare in modo che quella mattina o quel pomeriggio non lo si dimentichi domani.




