Villa Necchi Campiglio, tra una partita a tennis e un tuffo in piscina

Camminare nelle stanze di Villa Necchi Campiglio è come avere il permesso di sbirciare tra le faccende quotidiane di una nobile famiglia milanese degli anni ’30, che ha vissuto questa casa ogni giorno. Passeggiando tra i corridoi, si ha la sensazione che i padroni di casa possano rientrare da un momento all’altro, magari dopo una passeggiata in centro o una partita a tennis nel giardino.

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Per capire davvero Villa Necchi Campiglio, non basta elencare date e architetti: bisogna immaginare la vita che scorreva tra queste mura. La villa fu voluta dalle sorelle Nedda e Gigina Necchi, due donne inseparabili, legate da un rapporto complice e da una passione condivisa per la moda e per la bellezza. Con loro c’era Angelo Campiglio, marito di Gigina, imprenditore brillante e mondano. Insieme decisero di trasferirsi a Milano negli anni Trenta, desiderosi di una casa che fosse elegante ma anche funzionale, moderna ma capace di trasmettere calore.

La famiglia Necchi era già un nome noto: le macchine da cucire prodotte dall’azienda di Vittorio Necchi, fratello delle due sorelle, erano entrate in milioni di case italiane. E proprio come quelle macchine, la villa doveva essere un simbolo di modernità, ma anche di quotidianità vissuta.

Si racconta che l’idea nacque quasi per caso, una sera di nebbia, tornando dalla Scala. Angelo e Gigina, persi nelle strade semideserte, si imbatterono in un terreno libero e, come in una piccola “visione”, immaginarono lì la loro casa: una villa cittadina che avesse però il respiro di una residenza di campagna.

Un progetto fuori dal coro

Panoramica di Villa Necchi Campiglio

Per dare forma a quel sogno, i Necchi Campiglio si affidarono a Piero Portaluppi. Tra il 1932 e il 1935, l’architetto creò una villa che rompeva con le convenzioni: niente stucchi pesanti o atmosfere ottocentesche, ma linee pulite, luce naturale che invadeva le stanze, materiali industriali accostati a marmi e legni pregiati.

C’era persino una piscina riscaldata, un lusso che oggi diamo per scontato ma che allora era quasi fantascienza. E poi un camino elettrico, un ascensore interno, spazi pensati per essere pratici e accoglienti. Non era solo una casa da mostrare, era una casa da vivere. All’esterno, la villa è circondata da un ampio giardino progettato da Portaluppi, un’oasi verde nel cuore di Milano. Magnolie, faggi e tassi incorniciano la residenza, mentre la piscina – con sedili in marmo e un elegante pergolato – rappresentava una rarità assoluta per l’epoca. A completare il quadro, il campo da tennis, simbolo di uno stile di vita esclusivo e raffinato.

Scorcio della Piscina esterna di Villa Necchi Campiglio

Qualche anno dopo, però, i proprietari sentirono il bisogno di rendere gli interni più “caldi” e meno rigorosi. Così chiamarono Tomaso Buzzi, architetto raffinato e molto amato dall’alta società. Buzzi rivestì i vuoti razionali di Portaluppi con arazzi, arredi morbidi, atmosfere più intime. Il risultato è un ibrido affascinante: una villa che racconta, stanza dopo stanza, il dialogo tra modernità e tradizione, tra rigore e comfort.

Gli interni ibridi di Villa Necchi Campiglio

Ciò che rende unica Villa Necchi Campiglio è la sensazione di trovarsi in una casa ancora abitata. Gli armadi pieni di abiti, gli oggetti personali lasciati al loro posto, le fotografie disseminate nelle stanze restituiscono l’immagine di una quotidianità elegante ma autentica. Non si ha la percezione di visitare un museo, ma di entrare in punta di piedi nella vita di una famiglia.

Uno dei salotti di Villa Necchi Campiglio

La distribuzione degli spazi di Villa Necchi Campiglio richiama la tradizione delle grandi dimore nobiliari: al piano nobile si trovano le sale di rappresentanza e gli ambienti destinati alla vita diurna, mentre il piano superiore ospita le camere da letto. Il sottotetto era riservato al personale di servizio, mentre nel seminterrato trovavano posto le aree dedicate al tempo libero, con sale da gioco, spogliatoi e bagni collegati alla piscina.

Dehor di Portaluppi di Villa Necchi Campiglio
salotto di Buzzi di Villa Necchi Campiglio

La famiglia volle dare particolare risalto agli ambienti di rappresentanza: la sala da pranzo, il fumoir, la biblioteca e il grande salone erano concepiti per accogliere ospiti e organizzare ricevimenti. Qui si organizzavano cene sontuose, partite a carte, tuffi in piscina e drink in giardino – celebre il Negroni preparato da Angelo Campiglio. Tra gli ospiti più affezionati c’era anche Maria Gabriella di Savoia, tanto di casa da avere una stanza tutta per sé. Oggi questi spazi non solo conservano l’atmosfera di un tempo, ma custodiscono anche importanti collezioni d’arte: dai dipinti di Tiepolo e Canaletto alle opere di Sironi e De Chirico, fino alla collezione Guido Sforni, entrata nel 2017, con 21 lavori su carta di artisti come Picasso, Fontana, Modigliani e Matisse.

Visitare Villa Necchi Campiglio

Villa Necchi Campiglio è aperta al pubblico dal mercoledì alla domenica, dalle 10:00 alle 18:00. L’ultimo ingresso è consentito fino alle 17:00.

Tariffe di ingresso:

  • Biglietto intero: € 15
  • Ridotto (6-18 anni e studenti fino ai 25 anni): € 9
  • Bambini fino a 5 anni: ingresso gratuito

Per conoscere tutte le agevolazioni, le convenzioni attive e le condizioni di gratuità, è possibile consultare direttamente il Sito Ufficiale del FAI dedicato alla Villa.

Come arrivare alla Villa Necchi Campiglio

Villa Necchi Campiglio si trova in via Mozart 14, nel cuore del cosiddetto Quadrilatero del Silenzio, a due passi da Corso Venezia e non lontano da San Babila. Nonostante l’atmosfera tranquilla e il grande giardino che la circonda, la villa è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici o a piedi dal centro di Milano.

Metropolitana

  • Linea M1 (rossa) – fermata Palestro: circa 5 minuti a piedi
  • Linea M1 (rossa) – fermata San Babila: circa 10 minuti a piedi
  • Linea M3 (gialla) – fermata Montenapoleone: circa 15 minuti a piedi

Autobus: linee 54, 61 e 94 fermano in zona (fermata San Damiano – Monforte), a pochi minuti dalla villa.

Crediti

Foto di Sailko, Italy Chronicles Photos.