Villa Lattuada e le scappatelle del Re d’Italia

Arrivando a Villa Lattuada a Casatenovo, sembra di trovarsi davanti a un castello: torri merlate, tetti spioventi e facciate che si stagliano su una vista che corre fino alle Grigne. Dietro questa scenografia ottocentesca, però, si nasconde una storia più antica: un convento poi trasformato nell’Ottocento in una delle ville più sorprendenti della Brianza.

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Una villa per sua maestà il Re d’Italia

Sul poggiolo dove oggi si erge Villa Lattuada sorgeva un tempo il convento di San Giacomo. Era stato costruito all’inizio del Cinquecento dai Padri Domenicani di Santa Maria delle Grazie di Milano, proprio sul terreno di una piccola chiesa dedicata all’apostolo. A rendere possibile l’edificazione del convento fu Filippo Maria Sforza, figlio del duca di Milano, che finanziò la nascita del primo cenobio.

Il convento ebbe vita lunga ma non eterna. Nel 1652 papa Innocenzo X ordinò che i religiosi venissero concentrati nei conventi maggiori dei rispettivi ordini, decretando così la soppressione anche di San Giacomo. Il piccolo chiostro venne chiuso e rimasero soltanto pochi frati, che continuarono a insegnare catechismo ai bambini del luogo, mentre l’edificio, ormai senza manutenzione, iniziava lentamente a cadere in rovina.

Molto tempo dopo, nell’Ottocento, entrò in scena il cavaliere Giuseppe Lattuada, appartenente a una famiglia di setaioli milanesi. Aveva acquistato la vicina Villa Garavaglia, ma ben presto si rese conto che quella residenza non era sufficiente per ospitare ospiti di rango, come i nobili della zona o persino il Re d’Italia, che soggiornava spesso alla Villa Reale di Monza. La moglie di Giuseppe, Clementina Mazzuchelli, era amica della contessa Litta, nota per la sua relazione con Umberto I: la contessa frequentava spesso la villa dei Lattuada. La leggenda vuole che anche la stessa Clementina fosse legata al re da un rapporto più che amichevole.

Clementina Mazzucchelli di Villa Lattuada
Umberto I di Savoia ospite di Villa lattuada

Allora, tra il 1883 e il 1885 fece edificare una villa straordinaria, Villa Lattuada. Affidò il progetto all’architetto bresciano Antonio Tagliaferri, che realizzò un edificio eclettico e romantico, considerato da molti il suo capolavoro.

L'Architetto di Villa Lattuada, Tagliaferri

La villa rimase di proprietà dei Lattuada fino al 1936, quando passò ai Missiroli, che acquistarono anche i terreni circostanti. Nel 1950 fu poi comprata da Vincenzo Vismara, nonno dell’attuale famiglia proprietaria. Una curiosa coincidenza lega i Vismara ai Lattuada già da prima. Il bisnonno Francesco, che aveva avviato la produzione di salumi a Casatenovo, era fornitore della famiglia Lattuada e frequentava spesso la villa per motivi di lavoro. Mai avrebbe immaginato che, qualche decennio dopo, quella stessa dimora sarebbe diventata la casa della sua famiglia.

Villa Lattuada o Castello?

Villa Lattuada è un’architettura che sorprende per la sua imponenza e per lo stile del tutto nuovo rispetto alla tradizione delle ville brianzole. Tagliaferri la concepì come un castello romantico, capace di dialogare con il paesaggio circostante e di evocare suggestioni medievali.

Una delle torri di Villa Lattuada
Particolare Tudor di Villa Lattuada

All’esterno, la villa si presenta come un maniero: torri merlate, cuspidi, tetti spioventi e decorazioni in marmo bianco che richiamano i castelli tedeschi e le cattedrali gotiche, con un tocco Tudor che ne accentua il fascino.

Gli interni dio Villa Lattuada custodiscono ambienti di grande interesse artistico. La Sala degli Specchi, con i grandi specchi che moltiplicano la luce, è un omaggio al gusto scenografico dell’epoca. Quella del Biliardo, con le pareti verde chiaro e il lampadario originale, richiama le atmosfere della Villa Reale di Monza. La sala detta “Il Coro” conserva un tavolo semicircolare unico nel suo genere, con cassetti per ogni posto.

Il giardino di Villa Lattuada

Il parco che circonda Villa Lattuada è un piccolo mondo a sé, un’oasi verde che segue con armonia le dolci colline della Brianza. Passeggiando lungo i viali, che si snodano per quasi due chilometri, ci si ritrova immersi tra magnolie, faggi secolari, querce e cedri, con lo sguardo che corre lontano fino al Resegone e alle Grigne.

I viali interni, che si snodano per circa due chilometri, sono stati per decenni il teatro delle passeggiate quotidiane della famiglia Vismara. I bambini correvano lungo i sentieri, nascondendosi dietro i grandi faggi rossi o giocando a rincorrersi tra le magnolie. Gli adulti, invece, amavano sostare nei piccoli spazi d’ombra ottocenteschi, dove tavolini e sedute in pietra offrivano momenti di conversazione o di semplice contemplazione. Non era raro che, nelle calde serate estive, la famiglia si riunisse proprio lì, all’aperto, per godere della frescura e della vista che si apriva fino alle montagne.

Tra i suoi angoli più suggestivi si incontrano la serra ottocentesca, dove un tempo si coltivavano i fiori destinati alle aiuole e ai saloni della villa, l’antica casa colonica con la scuderia per i cavalli e persino un vecchio pollaio. Non mancano il gazebo, originariamente coperto di paglia, la fontana costruita per il gioco dei bambini (meglio di una pericolosa piscina!) e panchine in pietra.

Visitare Villa Lattuada

Villa Lattuada si trova a Casatenovo, in via San Giacomo 23. Oggi la dimora è utilizzata principalmente come location per eventi e cerimonie private e non è quindi visitabile liberamente. Le sue porte si aprono al pubblico soltanto in occasione di giornate speciali o iniziative dedicate, le cui date e modalità sono indicate sul Sito ufficiale

Crediti

Foto di Plumbago Capensis.