Villa Gaia non è una villa qualunque: è una delle dimore più antiche affacciate sul Naviglio Grande e, con ogni probabilità, la prima in Lombardia a incarnare lo spirito della “villa di delizia”. Già nel Quattrocento il suo nome correva di bocca in bocca, perché qui si organizzavano feste e ricevimenti tanto vivaci da regalarle l’appellativo di “Gaia”.
Questa residenza, tipica espressione delle ville di villeggiatura del XIV secolo, sorge sulla riva destra del Naviglio, proprio accanto all’antico ponte pedonale che collega il cuore storico di Robecco sul Naviglio. Il borgo stesso di Robecco ha radici antichissime: abitato già in epoca romana, si sviluppò nei secoli successivi sotto i Longobardi e i Carolingi, fino a diventare, in età medievale, possedimento dell’Abbazia di Morimondo e della Basilica di Sant’Ambrogio. Più tardi passò sotto il dominio dei Visconti e, in seguito, degli Sforza, seguendo le sorti politiche della Milano medievale e rinascimentale.


Già dal Quattrocento, Robecco sul Naviglio divenne luogo di villeggiatura prediletto dalle famiglie nobili milanesi, attratte dalla frescura del Naviglio e dalla tranquillità della campagna circostante. Ancora oggi il borgo conserva intatto il suo fascino: i vicoli stretti e suggestivi del centro storico e le antiche ville affacciate sull’acqua.
L’intreccio di famiglie a Villa Gaia
Già nel Quattrocento Villa Gaia era conosciuta come luogo di feste e ricevimenti, tanto che il nome “Gaia” deriva proprio dall’atmosfera gioiosa che vi si respirava. In quell’epoca, il Naviglio Grande non era solo una via d’acqua per il commercio, ma anche un corridoio privilegiato per raggiungere le residenze di villeggiatura dei nobili milanesi. Villa Gaia si affacciava su questo scenario come simbolo di prestigio e di potere.


Fu Vitaliano Borromeo a volerne accrescere la maestosità. Alla sua morte, Villa Gaia passò al figlio Filippo e alla moglie Francesca Visconti, un’unione che già di per sé rappresentava l’intreccio tra due delle famiglie più potenti della Lombardia. Durante questo periodo, la villa divenne teatro di incontri illustri: Giovanni Borromeo accolse qui Bona di Savoia, vedova di Galeazzo Maria Sforza, che soggiornava forzatamente ad Abbiategrasso per volere di Ludovico il Moro, che fece di Villa Gaia una vera e propria villa di delizia, trasformandola nella sua dimora prediletta per la caccia.
Quando Giovanni e Vitaliano Borromeo morirono senza eredi diretti, la villa passò a Ludovico Visconti, che ereditò non solo le proprietà ma anche l’obbligo di assumere il cognome Borromeo. Nacque così la casata dei Visconti-Borromeo.
Nei secoli successivi, Villa Gaia cambiò più volte proprietario. Passò ai Biglia, poi ai Confalonieri, tra i quali spicca la figura di Federico Confalonieri, patriota e cospiratore del Risorgimento, che partecipò ai moti carbonari contro l’Austria. Con l’Ottocento, la proprietà passò ai Decio-Gabrini e infine ai Gandini, che ancora oggi ne sono custodi.
L’eleganza di Villa Gaia

Probabilmente costruita sui resti di un vecchio castello, Villa Gaia conserva ancora oggi la sua pianta quadrata, organizzata attorno a tre cortili che si inseguono uno dopo l’altro. L’ingresso principale, su via Matteotti, accoglie con un’esedra ottocentesca e una facciata decorata con bugnato e trofei cinquecenteschi. Da lì si entra nel cortile più importante, in pieno stile rinascimentale, con un portico elegante su tre lati e pareti affrescate con fantasiose grottesche che sembrano voler intrattenere chiunque passi di lì.

Dentro Villa Gaia, i saloni sono ampi e luminosi, ognuno con un carattere diverso: soffitti settecenteschi che giocano con la prospettiva, decorazioni raffinate di Andrea Appiani e un’atmosfera che mescola secoli di stili e di storie.
All’esterno, la villa si apre su un grande parco verde che sembra fatto apposta per passeggiare con calma. Ma il vero colpo d’occhio è il lato che guarda il Naviglio: semplice e maestoso allo stesso tempo, con balconcini in ferro battuto e cornici dipinte. A completare il quadro c’è la splendida balaustra settecentesca, anch’essa in ferro e pietra molera, che scende scenograficamente fino all’imbarcadero.
Visitare Villa Gaia Gandini
Villa Gaia si trova in via Matteotti 26, a Robecco sul Naviglio (Milano). Non è aperta al pubblico in modo continuativo, perché oggi viene utilizzata come sede per eventi, conferenze, servizi fotografici e come location per matrimoni. Una particolarità che la distingue è la possibilità di accedere all’imbarcadero sul Naviglio, che consente agli sposi di arrivare in barca.
Per arrivarci in treno, si può scendere alla stazione di Magenta o di Abbiategrasso e proseguire con un autobus diretto a Robecco sul Naviglio. In alternativa, soprattutto nei mesi più caldi, è piacevole percorrere il Naviglio in bicicletta: si può lasciare l’auto a Gaggiano o ad Abbiategrasso e pedalare fino a Robecco. Il percorso è semplice e adatto a tutti.
Crediti
Foto di Alessandro Vecchi, Daderot, Skukifish, AB fotografia.
