Villa Antona Traversi, nel cuore di Meda, è una delle dimore storiche più affascinanti della Brianza. La sua posizione non è casuale: sorge infatti nello stesso punto scelto per fondare il Monastero di San Vittore. Da allora, questo luogo ha assunto volti diversi: prima centro religioso di grande importanza, poi elegante residenza patrizia. Oggi la villa conserva e racconta entrambe le anime: quella spirituale del cenobio benedettino e quella laica e monumentale della villa neoclassica.
Villa Antona Traversi tra sacro e profano
Il complesso di Villa Antona Traversi sorge su un rilievo collinare che domina l’Alto Milanese, lo stesso luogo scelto intorno all’830 per la fondazione del Monastero di San Vittore. Le origini del cenobio sono legate a una leggenda: i conti Aimo e Vermondo di Turbigo, appartenenti al casato dei Manfredingi, durante una battuta di caccia in Brianza furono inseguiti da cinghiali. Per salvarsi si arrampicarono su due grandi lauri e, minacciati ancora dagli animali, fecero voto di fondare un monastero se fossero scampati al pericolo. La Vergine esaudì le loro preghiere e i due nobili, in segno di ringraziamento, istituirono un monastero femminile benedettino dedicato a San Vittore Martire.

Il cenobio acquisì presto prestigio e nel 1194 accolse l’imperatore Enrico VI con la moglie Costanza d’Altavilla, in viaggio verso il Regno di Sicilia. La sua storia proseguì fino all’età napoleonica, quando, con la proclamazione della Repubblica Cisalpina, il 29 maggio 1798 il monastero fu soppresso.
L’edificio fu acquistato da Giovanni Giuseppe Maunier, commerciante marsigliese e fornitore dell’esercito francese, che affidò all’architetto Leopoldo Pollack la trasformazione del complesso in una residenza neoclassica. Da quel momento l’antico monastero assunse l’aspetto monumentale e patrizio che ancora oggi caratterizza Villa Antona Traversi.
Le pareti affrescate di Villa Antona Traversi
Quando Giovanni Giuseppe Maunier acquistò l’antico monastero, affidò all’architetto Leopoldo Pollack il compito di trasformarlo in qualcosa di completamente nuovo. Pollack non si limitò a qualche ritocco: volle cancellare quasi ogni traccia del vecchio cenobio. Al suo posto costruì una grande villa neoclassica, Villa Antona Traversi.
Non tutto però sparì. La chiesa di San Vittore, con i suoi affreschi del 1520 realizzati da Bernardino Luini e dalla sua scuola, riuscì a salvarsi ed è ancora oggi uno dei gioielli più preziosi del complesso. Anche il chiostro e la chiesa interna subirono trasformazioni importanti. Il primo divenne un raffinato cortile neoclassico, mentre la seconda fu divisa in due ambienti distinti, la Sala del Coro e la Limonaia, entrambi decorati con affreschi del Luini.


La parte della chiesa riservata alle monache fu adattata a nuovi usi. L’aula inferiore, trasformata in Limonaia, serviva per proteggere le piante di limone durante l’inverno e conserva ancora tracce di affreschi tardorinascimentali. Nel 1993, un restauro riportò alla luce gli affreschi nascosti della Limonaia, con figure di santi, un angelo e persino la scena dell’incontro tra Maria ed Elisabetta. L’aula superiore, la Sala del Coro, è invece interamente decorata: santi, apostoli, virtù teologali e cardinali, fino ai ritratti dei fondatori Aimo e Vermondo.

Entrando oggi dalla porta principale, ci si trova nella Sala delle Maschere, chiamata così per le decorazioni pittoriche che raffigurano volti e maschere teatrali. Da lì si accede al cortile d’onore, ricavato dal vecchio chiostro, e poi a una serie di ambienti che raccontano la vita della villa: la luminosa Sala degli Specchi, l’Ottagono, la biblioteca, il museo privato Giannino Antona Traversi e l’archivio, ospitato nella Sala degli Angeli, affrescata dal Fiammenghino.
Pollack ridisegnò anche la facciata e il giardino, che immaginò come un grande emiciclo affacciato a sud-est. Da lì, un tempo, si potevano ammirare i vigneti e il borgo di Meda: un panorama che completava la scenografia della villa.

Visitare Villa Antona Traversi
Villa Antona Traversi si trova in Piazza Vittorio Veneto 4, nel centro storico di Meda (MB).
Se si arriva in auto, è possibile parcheggiare nelle vie laterali oppure, in alcune occasioni, nella piazzetta antistante la villa. In treno, invece, la soluzione più comoda è la linea Ferrovie Nord Milano (Milano Cadorna – Seveso – Meda – Asso). Una volta scesi alla stazione di Meda, la villa si raggiunge facilmente a piedi in circa cinque minuti.
Oggi la villa è utilizzata come location per eventi e matrimoni, quindi non è normalmente accessibile al pubblico. Tuttavia, apre le sue porte in occasione dell’iniziativa Ville Aperte in Brianza, quando è possibile partecipare a visite guidate che includono l’intero complesso e l’archivio del monastero. Le date e le modalità di prenotazione sono disponibili online sul Sito Ufficiale.
Crediti
Foto di Gatrave, Carlo Dell’Orto, Zairon.
