Palazzo Mezzanotte: una sala per gridare

All’interno di Palazzo Mezzanotte convivono due mondi ora scomparsi: sopra, la storica Sala delle Grida, dove per decenni si sono decise le sorti della finanza italiana; sotto, i resti di un teatro romano riemerso durante la costruzione. Un contrasto che permette di passare dalle voci concitate degli agenti di cambio agli echi lontani degli attori dell’antica Mediolanum.

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Jazz nel teatro romano di Palazzo Mezzanotte

La storia di Palazzo Mezzanotte inizia negli anni Trenta, quando Milano decise di regalarsi una nuova, imponente sede per la Borsa. Ma quello che doveva essere un semplice cantiere si trasformò presto in uno scavo archeologico. Durante i lavori per le fondamenta, gli operai si imbatterono nei resti di un teatro romano di età imperiale. Non un frammento isolato, ma una struttura grandiosa, tanto importante da essere già celebrata nel IV secolo dal poeta Ausonio nel suo Elogio a Milano.

Resti Teatro romano nei sotterranei di Palazzo Mezzanotte

Quel teatro, nel corso dei secoli, aveva cambiato volto più volte: da palcoscenico per spettacoli a sede delle assemblee cittadine nel Medioevo. Un luogo che aveva visto passare generazioni di milanesi, dai legionari agli uomini del Comune. La scoperta fu talmente significativa da costringere l’architetto Paolo Mezzanotte a rivedere radicalmente il progetto: nei sotterranei di Palazzo Mezzanotte vennero creati corridoi per permettere al pubblico di visitare i resti e fu previsto persino un ingresso dedicato in via delle Orsole.

Targa di Palazzo Mezzanotte

Per non dimenticare l’eccezionale ritrovamento, Mezzanotte volle lasciare un segno visibile anche all’esterno: sulla facciata del palazzo, “sul dado del piedistallo sottostante alla prima lesena a destra verso l’ingresso della Borsa Merci”, fece collocare una targa in marmo che riproduce lo schema del teatro romano. Ancora oggi, quella targa ricorda a chi passa che sotto l’edificio batte il cuore dell’antica Mediolanum.

Da teatro a locale jazz

Ma le sorprese non finiscono qui. Nei sotterranei di Palazzo Mezzanotte, accanto agli scavi romani, nacque un luogo destinato a diventare leggendario: il ristorante con musica dal vivo “La Taverna del Ferraio”. Realizzato sotto la Sala delle Grida e vicino a un albergo diurno, il locale riprendeva la forma del teatro antico, con gradinate disposte ad anfiteatro e una galleria sopraelevata che ne esaltava l’acustica.

Inizialmente pensato come semplice ristorante aperto al pubblico e accessibile a tutte le borse dell’isolato, in pochi anni la Taverna di Palazzo Mezzanotte cambiò pelle e conquistò la scena musicale milanese. Tra gli anni Trenta e Cinquanta divenne uno dei jazz club più esclusivi d’Italia, ospitando i più celebri musicisti del panorama nazionale e attirando un pubblico sempre più numeroso. Così, il palazzo che rappresentava il cuore della finanza italiana si trasformò anche in un centro di cultura e intrattenimento.

A rendere ancora più affascinante la Taverna furono le decorazioni curate da Giò Ponti, allora direttore artistico della Richard Ginori. L’architetto scelse un rivestimento in ceramica, già utilizzato in altri contesti prestigiosi come l’atrio del Ministero delle Corporazioni a Roma. Il tema scelto per Palazzo Mezzanotte era allegorico e sorprendente: sei figure femminili simboleggiavano il mercato dei grani e dei cereali, mentre alberi stilizzati, fiori, pesci e uccelli evocavano abbondanza e prosperità. A questi motivi si alternavano spade, frecce e fortezze, che conferivano energia e dinamismo a un ambiente privo di luce naturale, trasformandolo in uno spazio unico, capace di unire storia, arte e modernità.

Imponente e ricca: la facciata di Palazzo Mezzanotte

Palazzo Mezzanotte si impose fin da subito come uno dei simboli architettonici dell’epoca fascista. La sua facciata monumentale, alta 36 metri, è rimasta intatta fino a oggi, conservando la forza espressiva originaria. Il prospetto principale, interamente rivestito in blocchi di travertino, è arricchito dalle sculture di Leone Lodi e Gemignano Cibau, che raffigurano i “Quattro Elementi” allegorici della ricchezza economica, un chiaro richiamo alla funzione dell’edificio.

Statua di Lodi a Palazzo Mezzanotte
Statua di Lodi a Palazzo Mezzanotte

Le fiancate, invece, alternano mattoni a vista e travertino, creando un ritmo visivo che alleggerisce la severità del fronte. Proprio su uno di questi lati spicca una targa in marmo che riproduce lo schema del teatro romano rinvenuto durante gli scavi per Palazzo Mezzanotte.

Donna di Cibau a Palazzo Mezzanotte
Statua di Cibau a Palazzo Mezzanotte

La nuova scenografia attorno a Palazzo Mezzanotte: Piazza Affari

Quando nel 1932 venne inaugurato Palazzo Mezzanotte, Milano non solo si dotò di una nuova sede per la Borsa, ma cambiò letteralmente il volto di un intero quartiere. La facciata monumentale del palazzo, alta e imponente, rischiava infatti di restare soffocata dagli edifici che le stavano troppo vicini. Mussolini, che voleva dare risalto a questa nuova “cattedrale della finanza”, decise allora di abbattere tutto ciò che ne oscurava la vista. Il risultato fu la nascita di un grande spazio urbano, l’attuale Piazza Affari, pensata come cornice ideale per Palazzo Mezzanotte e come simbolo della centralità economica di Milano.

Da quel momento la piazza è diventata il cuore pulsante della finanza italiana e, nonostante i decenni trascorsi, ha mantenuto intatta questa aura di centralità, grazie allo sfondo di Palazzo Mezzanotte.

Cattelan a Palazzo Mezzanotte

Eppure, se c’è un dettaglio che oggi cattura lo sguardo di chiunque metta piede in Piazza Affari, non è solo la facciata di Palazzo Mezzanotte, ma la scultura che troneggia proprio davanti all’edificio: L.O.V.E. di Maurizio Cattelan. Un gigantesco dito medio alzato, scolpito in marmo di Carrara, che sembra rivolgersi ironicamente al mondo della finanza e, più in generale, al potere. Installata nel 2010, l’opera ha fatto discutere fin dal primo giorno. C’è chi la considera una provocazione geniale, chi un insulto, chi un simbolo di ribellione. Fatto sta che, nel giro di pochi anni, è diventata una delle attrazioni più fotografate di Milano.

Ma cosa succedeva a Palazzo Mezzanotte?

La grande protagonista di Palazzo Mezzanotte era la Sala delle Grida, lo spazio principale dedicato alle contrattazioni. Venne progettata come una sorta di piazza coperta, ampia e luminosa, e dotata delle tecnologie più avanzate dell’epoca.

Sala delle grida di Palazzo Mezzanotte
Schermo di Palazzo Mezzanotte

Al centro dell’attenzione c’era il gigantesco quadro luminoso elettrico, il più grande mai realizzato in Italia. Su di esso comparivano le quotazioni dei 78 titoli ammessi alla Borsa di Milano. L’impianto, estremamente complesso, era composto da calamite, sistemi ottici di proiezione e relais, ma poteva essere gestito con sorprendente facilità da un solo operatore. Le altre pareti della sala principale di Palazzo Mezzanotte erano invece scandite da colonne luminose numerate, che servivano a chiamare gli agenti al proprio telefono.

L’infrastruttura tecnologica a disposizione degli operatori era impressionante. 200 posti a sedere, 120 scrivanie attrezzate con linee telefoniche dedicate e, nel complesso, ben 300 cabine e 800 apparecchi telefonici, inclusi quelli destinati al pubblico. Nemmeno i dettagli furono trascurati: gli ascensori, considerati un vero fiore all’occhiello, furono i primi in Italia a consentire l’esecuzione automatica delle chiamate simultanee.

Attorno alla Sala delle Grida si sviluppavano i piani superiori di Palazzo Mezzanotte, destinati agli uffici del Comitato direttivo e delle istituzioni che regolavano il funzionamento della Borsa.

La fine di un’era e la trasformazione di Palazzo Mezzanotte

Con l’arrivo dell’informatizzazione degli scambi negli anni Ottanta, Palazzo Mezzanotte dovette affrontare una trasformazione radicale. Le contrattazioni “alle grida”, che per decenni avevano animato la Sala principale, lasciarono spazio a nuove tecnologie. Il palazzo fu così sottoposto a una profonda ristrutturazione. Durante i lavori, le attività della Borsa vennero temporaneamente trasferite in una struttura provvisoria allestita proprio in Piazza Affari. Una volta concluso l’intervento, Palazzo Mezzanotte divenne la sede del Consiglio di Borsa, organo di autogoverno dei mercati, fino al 1998, quando la gestione passò a Borsa Italiana S.p.A.

Dopo oltre cinquant’anni di contrattazioni, nel 2002 la storica Sala delle Grida e gli spazi della Borsa Valori di Palazzo Mezzanotte furono riconvertiti in un centro congressi multimediale all’avanguardia.

Oggi a Palazzo Mezzanotte trovano spazio mostre d’arte, conferenze internazionali, sfilate di moda e cene di gala. Palazzo Mezzanotte è diventato così un luogo polifunzionale,visitabile in occasioni speciali, come eventi culturali, giornate di apertura straordinaria o visite guidate organizzate. È possibile ammirare la Sala delle Grida e scendere nei sotterranei per osservare gli scavi romani.

Crediti

Foto di Paolobon140, Paolo Monti,  Stefano Bolognini.