Palazzo dei Giureconsulti: la campana di Milano

Palazzo dei Giureconsulti, simbolo della storia civile ed economica di Milano, affaccia su Piazza Mercanti. A spiccare è la torre civica costruita nel 1272 da Napo Torriani. Un tempo la campana “Zavataria” annunciava incendi, coprifuoco ed esecuzioni, poi sostituita dall’orologio che ancora oggi segna il tempo della città.

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Vita pubblica meneghina a Palazzo dei Giureconsulti

Scorcio di Palazzo dei Giureconsulti

La costruzione di Palazzo dei Giureconsulti iniziò nel 1560 per volontà di Giovanni Angelo Medici, un nobile milanese che proprio in quell’anno divenne papa con il nome di Pio IV. L’idea era ambiziosa: dare una nuova veste rinascimentale all’intera piazza, uniformando i palazzi storici come la Loggia degli Osii e Casa Panigarola. Per questo incaricò l’architetto Vincenzo Seregni, che immaginò un porticato continuo, quasi un chiostro, per permettere ai cittadini di passeggiare al riparo dalla pioggia.

Il progetto, però, non fu semplice da realizzare. I lavori, affidati nel 1562 a Francesco Cucchi da Lonate, andarono avanti a rilento tra cause legali, dispute sugli spazi delle antiche magistrature e due terribili epidemie di peste che paralizzarono la città. La prima parte completata di Palazzo dei Giureconsulti fu quella a sinistra della torre, mentre l’ala destra, con la biblioteca, vide la luce solo un secolo dopo, quando Carlo Buzzi – lo stesso architetto della Fabbrica del Duomo – riprese in mano il progetto e tra il 1638 e il 1658 completò la facciata orientale fino al portone della Pescheria Vecchia.

L’inaugurazione ufficiale arrivò nel 1654, e il palazzo divenne la sede prestigiosa del Collegio dei Giureconsulti, l’istituzione che riuniva i nobili dottori in legge. Per secoli il Palazzo dei Giureconsulti fu il cuore della vita giuridica e civile di Milano, ma verso la fine del Settecento iniziò un lento declino.

Con la Rivoluzione francese e l’arrivo dei giacobini al seguito di Napoleone, il Collegio fu soppresso ed il Palazzo cambiò volto: ospitò l’Ufficio di Conciliazione, alcuni magazzini, una tipografia e persino il Tribunale di Revisione. Insomma, da simbolo del potere e del prestigio cittadino, Palazzo dei Giureconsulti si trasformò in un contenitore di funzioni pratiche, perdendo parte della sua antica centralità. Tuttavia, si riempì di opere d’arte preziosissime, oggi custodite presso la Pinacoteca di Brera.

Dipinto di Palazzo dei Giureconsulti
Opera di Palazzo dei Giureconsulti

Filippo II, Bruto e poi Sant’Ambrogio: politica sulla facciata di Palazzo dei Giureconsulti

La facciata del Palazzo dei Giureconsulti colpisce subito: un ampio fronte manieristico, elegante e imponente, sormontato dalla torre con l’orologio. Il porticato ad archi, con le sue doppie colonne, invita a entrare: bastano pochi gradini dal livello della strada e ci si ritrova sotto le sue volte maestose.

Ma questa facciata non è sempre stata così come la vediamo oggi. Alla fine del Settecento, con l’arrivo della Rivoluzione francese, anche Milano dovette fare i conti con la “pulizia” di tutto ciò che ricordava la monarchia, e Palazzo dei Giureconsulti allo stesso modo.

Statua di Sant'Ambrogio sulla facciata di Palazzo dei Giureconsulti

Così, nel 1796, la grande statua di re Filippo II di Spagna nella nicchia alla base della torre fu la prima vittima. Rappresentava la Prudenza, ma per i rivoluzionari era solo un simbolo del potere sovrano: venne decapitata e lo scettro che teneva in mano distrutto.

Al suo posto, quasi per beffa, fu inserita la testa di Marco Giunio Bruto, il celebre congiurato che aveva pugnalato Cesare. Così, la mano che prima reggeva lo scettro ora brandiva un pugnale: da re a tirannicida, il passo fu breve. Ma anche Bruto non ebbe vita lunga: con il ritorno degli austriaci, la sua figura non era più tollerata e di certo non poteva stare sulla facciata di Palazzo dei Giureconsulti. Risultato? Decapitato anche lui, e la statua fatta a pezzi. La nicchia rimase vuota per anni, tanto che persino Manzoni ne parla nel capitolo XII dei Promessi Sposi.

Solo nel 1833 la scena cambiò di nuovo: venne collocata la statua che vediamo ancora oggi a Palazzo dei Giureconsulti. Un curioso Sant’Ambrogio benedicente… raffigurato però nelle vesti di un proconsole romano. Un mix un po’ improbabile, ma che racconta bene le tante trasformazioni e i giochi di potere che hanno attraversato la storia del palazzo.

La torre di Palazzo dei Giureconsulti

La torre di Palazzo dei Giureconsulti

Al centro della grande facciata del Palazzo dei Giureconsulti si innalza la torre civica, in realtà è molto più antica del palazzo stesso. La torre fu costruita nel 1272 da Napo Torriani e inglobata poi nella nuova struttura. Un tempo non c’era l’orologio che vediamo oggi, ma una campana famosa, la “Zavataria”, donata dal podestà Zavatario della Strada. Il suo rintocco non era certo rassicurante: serviva ad annunciare il coprifuoco, gli incendi o, peggio ancora, le esecuzioni capitali.

Nel 1411 la campana di Palazzo dei Giureconsulti lasciò il posto a un orologio pubblico, voluto da Filippino da Modena, ingegnere del Duomo. Da lì in poi la torre divenne il punto di riferimento per scandire il tempo della città. Dal Settecento, ogni giorno alle 11.57 dall’Osservatorio di Brera veniva sventolata una bandiera; il custode della torre lasciava cadere una palla di ferro dorata lungo l’asta del parafulmine e, a quel segnale, il campanaro del Duomo suonava il mezzogiorno.

Un metodo ingegnoso, ma un po’ artigianale, che resistette fino ai primi del Novecento. Poi arrivò la modernità: una sirena installata sul tetto della Rinascente, collegata elettricamente a un pendolo di precisione dell’Osservatorio di Brera. A volerla fu il senatore Borletti, proprietario della Rinascente e anche di una fabbrica di orologi, per dare a Milano un “mezzogiorno” puntuale al secondo.

Eventi a Palazzo dei Giureconsulti

Da oltre tre secoli il Palazzo dei Giureconsulti è uno dei grandi protagonisti della vita economica, culturale e sociale di Milano. Dal 1911 l’edificio appartiene alla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, che ne ha fatto un punto di riferimento per la città. Il Palazzo dei Giureconsulti è una location più che accoglie eventi di ogni genere, dalle conferenze agli incontri istituzionali, dai workshop aziendali alle esposizioni, fino alle sfilate di moda e ai set cinematografici.

Sebbene sia sede istituzionale, Palazzo dei Giureconsulti apre le sue porte anche al pubblico in occasione di eventi particolari, offrendo così la possibilità di scoprire da vicino i suoi spazi storici e il loro fascino senza tempo.

Crediti

Foto di Filippo Diotalevi,  dconvertini, G.dallorto, Sailko, Giovanni Battista Crespi, May Hachem93.