Palazzo Dugnani per una famiglia che non bada a spese

Molti milanesi, passeggiando tra i Giardini Indro Montanelli, si saranno chiesti: “Che cos’è questo palazzo giallo nel cuore del parco?” Senza immaginare che dietro le sue mura si cela una storia nobiliare e un tesoro artistico straordinario. Palazzo Dugnani custodisce infatti gli affreschi di Giovan Battista Tiepolo: un ciclo pittorico dedicato alle Storie di Scipione e Massinissa, realizzato nel 1731, considerato uno dei massimi esempi del barocco veneziano a Milano. Un autentico capolavoro che rende questo edificio un gioiello nascosto della città.

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Le “umili” origini di Palazzo Dugnani

All’inizio della sua storia, Palazzo Dugnani non era affatto il palazzo elegante che conosciamo oggi: era una residenza piuttosto semplice della famiglia Cavalchini, una dimora patrizia senza troppi fronzoli. Tutto cambiò nel 1730, quando la proprietà passò ai Casati, una famiglia ambiziosa che volle trasformare quella casa in un vero e proprio palazzo nobiliare. Per farlo non badarono a spese: commissionarono affreschi, decorazioni e lavori che dessero lustro al loro nome, appena entrato nell’élite milanese.

Antonio Dugnani, fautore di palazzo Dugnani

Pochi decenni dopo, nel 1753, arrivarono i Dugnani, che segnarono davvero la svolta. Erano una delle famiglie più in vista della Milano settecentesca e fecero di Palazzo Dugnani un punto di riferimento per la vita culturale e mondana della città. Qui si organizzavano feste sontuose, incontri letterari e soprattutto le riunioni dell’Accademia dei Fenici, un circolo di intellettuali e artisti che animava le serate con discussioni e convivialità.

Nell’Ottocento la storia prese una piega diversa. Con la morte dell’ultima erede, Palazzo Dugnani passò al conte Giovanni Vimercati, appassionato di scienze naturali. Fu lui a riempire le sale di fossili, animali imbalsamati e reperti, creando la prima sede del Museo di Storia Naturale di Milano.

Nel 1846 il Comune acquistò Palazzo Dugnani e la collezione, che poi venne trasferita in corso Venezia, dove il Museo di Storia Naturale si trova ancora oggi. Ma il palazzo non rimase vuoto: dal 1877 fino al 1977 ospitò la Civica Scuola Femminile Alessandro Manzoni, diventando per un secolo intero un luogo di formazione per generazioni di ragazze milanesi.

Oggi Palazzo Dugnani ha cambiato ancora volto. Non è più una residenza privata né una scuola, ma continua a vivere come spazio culturale.

Il grande lavoro di Tiepolo a Palazzo Dugnani

Facciata di Palazzo Dugnani sui Giardini Indro Montanelli

Dal punto di vista architettonico, Palazzo Dugnani è un piccolo gioiello che unisce eleganza e teatralità. All’esterno mostra due volti diversi: quello su strada, più sobrio, ma impreziosito da una torretta belvedere ottagonale con lanterna. L’altro fronte è quello rivolto verso i Giardini Indro Montanelli, più scenografico, con portici e logge che incorniciano il corpo centrale.

Affresco soffitto di Tiepolo a Palazzo Dugnani

Gli interni, invece, raccontano tutta la ricchezza del barocco milanese: stucchi, affreschi e decorazioni che ancora oggi lasciano senza fiato. La Sala da Ballo al primo piano custodisce uno dei capolavori assoluti di Giambattista Tiepolo, un affresco monumentale che raffigura episodi mitologici legati a Scipione e Massinissa, pensato per celebrare la famiglia Casati.

Dettaglio di Scipione di Tiepolo a Palazzo Dugnani

Accanto a lui lavorarono altri artisti come Ferdinando Porta, Giovanni Antonio Cucchi e Mattia Bortoloni, che contribuirono a rendere Palazzo Dugnani uno dei luoghi più raffinati della Milano settecentesca. Durante la Seconda guerra mondiale, per proteggerli, molti affreschi furono staccati e riportati su tela. Oggi, però, sono tornati nelle loro posizioni originarie, restituendo così l’atmosfera fastosa di un tempo.

Visitare Palazzo Dugnani

Le visite guidate a Palazzo Dugnani vengono proposte solo in occasione di mostre o eventi particolari. Al di fuori di queste iniziative, il palazzo non è normalmente aperto al pubblico per la visita.

Crediti

Foto di  © Steffen Schmitz (Carschten),  Ludvig14.