Palazzo del Senato: cardinali e imperatori dietro mura ricurve

Chi passa in via Senato non può fare a meno di fermarsi davanti a quella facciata insolita: non piatta, non rigida, ma convessa e in pieno stile barocco. È il biglietto da visita del Palazzo del Senato, un luogo che ha visto secoli di storia milanese scorrere davanti alle sue mura. Dietro quella curva elegante si nascondono vicende di cardinali e imperatori, collegi religiosi e governi napoleonici, archivi sterminati e persino le ferite della guerra.

Home | Cosa vedere a Milano | Ville e dimore storiche | Palazzo del Senato: cardinali e imperatori dietro mura ricurve

Le numerose vite di Palazzo del Senato

Targa del Collegio Elvetico, poi Palazzo del Senato

Il Palazzo del Senato di Milano ha vissuto tante vite diverse. La sua storia ebbe inizio nel Seicento, quando il cardinale Federico Borromeo volle costruire un collegio destinato alla formazione del clero svizzero: il Collegio Elvetico, nato per educare i parroci in Valtellina e nei Grigioni, terre «infette» di eresia. Il progetto fu affidato inizialmente a Fabio Mangone, architetto del Duomo, e proseguito da Francesco Maria Richini, che ne completò le parti più scenografiche. L’edificio che poi sarebbe diventato Palazzo del Senato sorse su un’area già occupata da monasteri medievali degli Umiliati, inglobando così secoli di stratificazioni.

Con la soppressione degli ordini religiosi voluta da Giuseppe II nel 1786, il collegio cessò la sua funzione originaria e il palazzo iniziò a rivestire ruoli politivi. Palazzo del Senato, infatti, divenne sede del Supremo Consiglio di Governo. Poco dopo, con l’arrivo dei francesi e la nascita della Repubblica Cisalpina, ospitò la Camera Bassa, per poi trasformarsi, sotto Napoleone, nel Senato del Regno d’Italia (1809). Da qui deriva il nome con cui è conosciuto ancora oggi.

Uno dei papiri conservati a Palazzo del Senato

Dopo la Restaurazione, gli austriaci adibirono Palazzo del Senato a uffici amministrativi e alla Contabilità dello Stato fino al 1859. Nel 1886, dopo lunghe trattative e lavori di adattamento, il palazzo divenne la sede definitiva dell’Archivio di Stato di Milano, che ancora oggi custodisce milioni di documenti, dalle pergamene medievali agli atti contemporanei.

L’unica facciata curva di Milano

La facciata barocca di Palazzo del Senato

Dal punto di vista architettonico, il Palazzo del Senato è una vera chicca del barocco milanese, con qualche tocco classico e persino aggiunte neoclassiche arrivate nei secoli successivi. La sua facciata è forse la parte più sorprendente: nel 1632 Francesco Maria Richini decise di non limitarsi a un muro dritto e austero, ma di creare una grande curva concava che sembra quasi invitare chi passa ad avvicinarsi. Un’idea scenografica e moderna per l’epoca, che anticipava già il gusto barocco più spinto.

Interno del Palazzo del Senato

Il complesso occupa un intero isolato e si sviluppa attorno a due cortili porticati davvero imponenti: al piano terra colonne doriche, al piano superiore colonne ioniche, in un gioco di equilibri che trasmette ordine e solennità. I materiali usati a Palazzo del Senato parlano milanese: il ceppo lombardo e le bugne rustiche danno solidità e carattere, mentre le finestre, ornate da timpani triangolari e curvi, aggiungono movimento e ritmo alla facciata.

Sul lato sinistro un tempo sorgeva la chiesa di San Carlo al Collegio Elvetico: oggi non c’è più, ma la facciata è rimasta inglobata nel complesso. All’interno, invece, gli spazi hanno cambiato volto più volte: da aule per studenti svizzeri a uffici del Senato napoleonico, fino alle sale di deposito e di studio dell’Archivio di Stato.

Facciata di Palazzo del Senato dove sorgeva la Chiesa di San Carlo

E se l’edificio ha subito ferite profonde durante la Seconda guerra mondiale, le ricostruzioni del dopoguerra gli hanno restituito dignità e vita. Oggi, accanto alla sua imponenza barocca, proprio davanti alla facciata, spicca la scultura in bronzo “Mère Ubu” di Joan Miró.

L’Archivio di Stato a Palazzo del Senato

Oggi il Palazzo del Senato ospita l’Archivio di Stato di Milano, che custodisce milioni di documenti che raccontano la storia della città e della Lombardia, dalle pergamene medievali fino agli atti più recenti.

All’interno del Palazzo del Senato, l’Archivio di Stato è una vera miniera di memoria collettiva. Qui si conservano gli atti prodotti dagli uffici statali e dagli enti pubblici, ma anche archivi di famiglie nobili, istituzioni religiose, corporazioni e privati che hanno segnato la vita milanese nei secoli. Tra i fondi più preziosi ci sono le pergamene medievali, i registri notarili, i documenti delle cancellerie ducali viscontee e sforzesche, le carte degli uffici governativi austriaci e napoleonici, fino agli archivi del Regno d’Italia e della Repubblica.

Diploma di Carlo V custodito a Palazzo del Senato

Non mancano i catasti storici, che permettono di ricostruire l’evoluzione urbanistica e sociale della città, e le raccolte iconografiche, con mappe, disegni e planimetrie, e vere chicche, come il diploma scolastico di Carlo V.

Visitare Palazzo del Senato

In via Senato 10, il Palazzo del Senato è visitabile nelle occasioni di apertura, oppure tramite visita all’Archivio di Stato di Milano. Questo è aperto a tutti e l’ingresso è gratuito. Per conoscere orari, modalità di accesso e altre informazioni pratiche basta dare un’occhiata alla pagina ufficiale.

Decorazioni barocche a Palazzo del Senato

La consultazione dei documenti avviene nella Sala di studio, uno spazio pensato per ricercatori, studenti e curiosi che vogliono immergersi tra carte e pergamene. Accanto, la biblioteca offre un patrimonio specializzato in archivistica, paleografia, diplomatica e storia, con un’attenzione particolare alla storia lombarda e alle opere che si basano proprio sui documenti custoditi dall’Archivio.

Crediti

Foto di Erasmus 89, Leonhard Lenz, G.dallorto.