Palazzo Cusani, immerso nella tranquilla e pittoresca zona di Brera, porta addosso i segni della storia di Milano, visibili persino sulla sua facciata, dove ancora oggi si notano le cicatrici delle Cinque Giornate: tre palle di cannone incastonate nei muri, scagliate dalle artiglierie del generale austriaco Radetzky.
Antipatie tra fratelli e debiti di gioco: la storia di Palazzo Cusani
La storia di Palazzo Cusani comincia nei primi decenni del XVII secolo, quando la potente famiglia Cusani, nella persona di Agostino Cusani, decise di costruire una dimora che fosse all’altezza del proprio prestigio. Il terreno scelto si trovava nei pressi della Chiesa di Sant’Eusebio, oggi scomparsa, e da subito l’edificio divenne simbolo di ricchezza e influenza. Ma come spesso accade alle grandi famiglie, la storia di Palazzo Cusani non fu lineare: tra rimaneggiamenti, debiti e passaggi di proprietà, il destino di questa dimora si intrecciò presto con quello della città e dei suoi eserciti.

Già nel Seicento, Gerolamo Cusani, affidò, contro la volontà del fratello Carlo, all’architetto Giovanni Ruggeri il rifacimento della facciata esterna, che ancora oggi colpisce per le sue forme esuberanti, più vicine al barocco romano che alla sobrietà milanese. Nel Settecento, invece, Ferdinando Cusani chiamò Giuseppe Piermarini – lo stesso architetto della Scala – per ridisegnare la facciata interna in stile neoclassico.
La storia di Palazzo Cusani ha anche un lato ironico e un po’ amaro. Nel 1808 Luigi Cusani, figlio di Ferdinando, fu costretto a vendere la dimora al demanio del Regno d’Italia. Il motivo? I debiti di gioco. Un destino curioso per un palazzo tanto imponente, che da residenza aristocratica si trasformò in sede del Ministero della Guerra. Da quel momento, la vita di Palazzo Cusani fu legata indissolubilmente agli eserciti e ai conflitti, fino a diventare nel Novecento sede del Comando del III Corpo d’Armata e, più recentemente, sede di rappresentanza della NATO a Milano e del Comando Militare Esercito Lombardia.
La storia di Milano sulla facciata di Palazzo Cusani

La facciata esterna di Palazzo Cusani colpisce subito per la sua esuberanza: linee mosse, balconi rigonfi e finestre dalle cornici mistilinee che sembrano quasi voler uscire dalla parete. Un’anomalia per Milano, abituata a un’eleganza più sobria, ma perfettamente spiegabile con l’impronta romana dell’architetto Giovanni Ruggeri, che portò in città il gusto del tardo barocco capitolino. A rendere ancora più singolare la facciata di Palazzo Cusani sono i due portali gemelli, voluti – si dice – da due fratelli della famiglia che non si sopportavano affatto. Girolamo e Carlo, costretti a vivere sotto lo stesso tetto, decisero di dividersi il palazzo con un muro e di avere ciascuno il proprio ingresso, così da non incrociarsi mai.
La leggenda vuole che, anche dopo la morte, i due non abbiano trovato pace: le loro anime infesterebbero ancora il palazzo, separate per sempre da quei muri divisori che li avevano divisi in vita. C’è persino chi sostiene che l’unico modo per liberarli sia abbattere l’intero palazzo di famiglia, così che nessuna barriera possa più ostacolare il loro incontro.

E come se non bastasse, la facciata posteriore di Palazzo Cusani conserva un’altra memoria drammatica: tre palle di cannone incastonate nei muri, scagliate dalle artiglierie del generale Radetzky durante le Cinque Giornate di Milano.
Tra le stanze del Palazzo
Gli interni di Palazzo Cusani conservano ancora oggi, soprattutto al piano nobile, gran parte delle decorazioni settecentesche che un tempo ne facevano un gioiello di eleganza aristocratica. Gli arredi originali sono andati perduti, così come gran parte del giardino che un tempo ospitava feste e balli, ma l’atmosfera che si respira passeggiando tra le sale è ancora quella di una dimora che ha vissuto secoli di splendore.


Camminando tra le stanze di Palazzo Cusani ci si imbatte in tracce preziose: nel grande salone, detto “delle feste”, trasformato oggi in Sala Umberto I, il bombardamento del 1943 ha cancellato quasi tutto, lasciando però intatto l’affresco sulla volta attribuito a Giovanni Angelo Borroni, che celebra con enfasi allegorica la figura del marchese Cusani. Poco più in là, le pareti raccontano altre storie: quelle della Sala del Caffè, dove gli affreschi evocano i potenti e gli eroi dell’antica Grecia, quasi a ricordare le conversazioni colte che un tempo accompagnavano il sorseggiare della nuova bevanda esotica.
Proseguendo, lo sguardo si posa sui dipinti ottocenteschi provenienti da Brera, testimonianza dei celebri concorsi di pittura dell’Accademia, che lasciavano al vincitore uno spazio espositivo di tutto rilievo proprio Sala della Braida nella di Palazzo Cusani. E ancora, le allegorie che decorano un’altra sala, con scene dedicate all’astronomia e alla danza, alla poesia e alla storia, alla scultura e alla musica, sembrano voler sintetizzare in immagini l’intero sapere umano. Infine, una sequenza di stanze più intime, meno solenni ma non meno evocative, restituisce l’idea della vita quotidiana che si svolgeva tra queste mura
Visitare Palazzo Cusani
Un tempo sede del Ministero della Guerra durante il Regno d’Italia e, fino al 2004, quartier generale del III Corpo d’Armata, Palazzo Cusani continua ancora oggi a vivere una vita istituzionale di primo piano. Ospita infatti la sede di rappresentanza della NATO a Milano e, dal 2012, anche il Comando Militare Esercito Lombardia. Proprio per questa funzione, il palazzo non è normalmente aperto al pubblico: lo si può visitare soltanto in rare occasioni speciali, come conferenze, eventi culturali, le giornate FAI o durante il Fuorisalone, quando le sue porte si aprono eccezionalmente per mostrare ai visitatori i suoi tesori nascosti.
Crediti
Foto di Gryffindor, trolvag, Saggittarius A,
