Palazzo Bigli: affreschi in cortile

Dietro il portone severo di Palazzo Bigli si cela un cortile bramantesco che sembra custodire un segreto. Le arcate in cotto e le colonne rinascimentali fanno da cornice a un ciclo di affreschi di Bernardo Luini che, contro ogni probabilità, è sopravvissuto ai secoli e persino ai bombardamenti della guerra.

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Lettere misteriose a Palazzo Bigli

Palazzo Bigli affonda le sue origini nel pieno Rinascimento milanese, quando la città era un crocevia di commerci, arti e nuove ambizioni sociali. La sua costruzione iniziò intorno al 1500 per volontà della famiglia patrizia dei Bigli, originaria di Rovato, che desiderava lasciare un segno tangibile del proprio prestigio nel cuore della città. Tuttavia, i lavori di Palazzo Bigli non furono portati a termine da loro: ancora in corso d’opera, l’edificio passò nelle mani degli Aliprandi, una delle più antiche famiglie milanesi, che ne proseguirono la realizzazione. È curioso pensare che, a distanza di oltre cinque secoli, un dettaglio apparentemente minimo continui a raccontare questa storia: entrando nell’androne, sulla volta a botte, si scorgono ancora le iniziali di Ambrogio Aliprandi, A A, scolpite nella pietra.

Portale Palazzo Bigli

Nei secoli successivi, come spesso accade alle grandi dimore milanesi, la proprietà di Palazzo Bigli cambiò più volte, seguendo le vicende delle famiglie che lo abitarono. Fu dimora dei Taverna, poi dei Ponti, e ciascuno di questi passaggi contribuì ad arricchire la storia dell’edificio, stratificando memorie, stili e funzioni.

Il Novecento segnò una fase cruciale. Dopo i bombardamenti che colpirono Milano durante la Seconda guerra mondiale, anche Palazzo Bigli subì danni significativi. Nel 1950 lo studio BBPR ricevette l’incarico di occuparsi della ricostruzione del palazzo del marchese Ponti. I BBPR decisero di partire dal cortile bramantesco: smantellare il sopralzo costruito a inizio Ottocento, che alterava le proporzioni originarie. Al suo posto venne realizzato un nuovo sopralzo a gradoni, con falde inclinate, studiato in modo che dal piano terra non fosse visibile nulla al di sopra della linea di gronda originale.

L’arte luinesca nel cortile di Palazzo Bigli

L’unico elemento autenticamente rinascimentale di Palazzo Bigli è il portale, vero gioiello sopravvissuto al tempo. Tutto il resto della facciata, infatti, è frutto di un rifacimento ottocentesco in stile neorinascimentale, firmato dall’architetto Luigi Baj nel 1841. Il portale, elegante e armonioso, si distingue per le lesene corinzie che lo incorniciano e per i due medaglioni scolpiti nei pennacchi, raffiguranti l’Annunciazione, attribuiti al celebre scultore Bambaja.

Sculture celebri Bambaja tipo Palazzo Bigli

Durante l’intervento ottocentesco vennero restaurati anche gli affreschi del cortile, che rappresentano ancora oggi il cuore pulsante del Palazzo Bigli. Entrando nel cortile, si viene accolti da un porticato che corre su tutti e quattro i lati del piano terreno, con archi in cotto sorretti da colonne. Al primo piano, tra una finestra e l’altra si aprono gli affreschi cinquecenteschi attribuiti a Bernardino Luini, uno dei grandi protagonisti della pittura lombarda rinascimentale.

Esempio di arte di Luini a Palazzo Bigli
Esempio di affrescodi Luini a Palazzo Bigli

Visitare Palazzo Bigli

Palazzo Bigli si trova in via Bigli 11, a metà strada tra San Babila e Montenapoleone. Essendo una residenza privata, non è visitabile liberamente. Tuttavia, capita che il portone sia aperto: in quel caso è possibile dare uno sguardo al cortile e ammirare gli affreschi cinquecenteschi di Bernardino Luini. A volte basta chiedere gentilmente al custode per avere la possibilità di intravedere uno dei cortili più belli della città.

Crediti

Foto di Melancholia~itwiki e G.dallorto