Casa degli Atellani: la vigna di Leonardo da Vinci

La Casa degli Atellani è un angolo prezioso di Corso Magenta che, dietro la sua facciata elegante, custodisce un giardino rigoglioso e ricco di storia. È proprio qui che, grazie al dono di Ludovico il Moro, Leonardo da Vinci coltivava la sua vigna, un luogo intimo e sorprendente che ancora oggi racconta il lato più umano del genio. Da quei filari, riportati in vita dopo secoli di oblio, nasce quello che viene considerato il vero vino di Milano.

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Da due a una sola Casa degli Atellani

Le origini di Casa degli Atellani risalgono al 25 settembre 1490, quando Ludovico il Moro, duca di Milano, decise di premiare la fedeltà del suo cavaliere Giacometto della Tela, conosciuto anche come Giacomo di Lucia dell’Atella. Il premio consistette in due case adiacenti con giardino, acquistate dai conti Landi di Piacenza. La famiglia Atellani, originaria del sud Italia e al servizio degli Sforza, si stabilì così a Milano, trasformando la dimora lungo Corso Magenta un punto di riferimento della vita mondana e politica della città.

Ingresso Casa degli Atellani

Il periodo di massimo splendore della Casa degli Atellani coincide con l’età d’oro del Ducato sforzesco, tra il 1490 e il 1535. Prima della morte di Francesco II Sforza e dell’arrivo degli spagnoli, infatti, le sale della casa furono teatro di banchetti, incontri e feste, tanto da essere ricordate anche nelle novelle di Matteo Bandello.

Dopo il declino della famiglia e vari passaggi di proprietà, Casa degli Atellani conobbe una nuova stagione nel 1919. Nel nuovo secolo Casa degli Atellani fu acquistata dall’ingegnere e senatore Ettore Conti, figura di spicco dell’industria elettrica italiana. Conti affidò all’architetto Piero Portaluppi un ambizioso progetto di restauro e trasformazione. Portaluppi unificò le due case in un’unica residenza, abbattendo le mura che separavano le corti e creando un ingresso monumentale

Segni zodiacali e motti di spirito negli interni di Casa degli Atellani

Soffitti di Casa degli Atellani

Entrando oggi nella Casa degli Atellani, la sensazione è quella di varcare una soglia temporale. Le sale non sono fredde testimonianze museali, ma ambienti che sembrano ancora abitati. La Sala dello Zodiaco, citata già in un documento del 1544, prende il nome dai dodici segni zodiacali dipinti nelle lunette. Sulla volta si riconoscono i carri dei pianeti, mentre le pareti ospitano una carta d’Italia, una Rosa dei Venti e figure allegoriche delle stagioni.

Nel 1922 Piero Portaluppi intervenne con un ampio restauro di tutta Casa Atellani, ampliando la sala con due nuove lunette. In una è rappresentato il suo motto “Faire sans dire”, nell’altra le iniziali dei proprietari Ettore Conti e Giannina Casati. L’autore degli affreschi non è noto, ma alcuni studiosi li attribuiscono alla famiglia Avogadro di Tradate, attiva nel Cinquecento.

Francesco Sforza, ritratto di Luini in Casa degli Atellani
Beatrice D'Este, ritratto di Luini in Casa degli Atellani

Al pianterreno si trova la Sala dei Ritratti, dedicata alla dinastia degli Sforza, che donò Casa degli Atellani. Sotto una volta a lunette decorata con motivi vegetali e arabeschi, erano raffigurati quattordici membri della famiglia ducale, ciascuno identificato da un’iscrizione. L’opera è attribuita a Bernardino Luini e ai suoi figli. I ritratti originali furono acquistati dal Comune nel 1902 e trasferiti al Castello Sforzesco, dove sono tuttora conservati. Al contrario, quelli visibili oggi nella Casa sono copie realizzate negli anni Venti.

La Sala dello Scalone, progettata da Portaluppi, collegava il pianterreno ai grandi saloni di rappresentanza del primo piano, in gran parte distrutti dai bombardamenti. L’unico ambiente sopravvissuto è la sala da pranzo, che si affaccia sulla cupola di Santa Maria delle Grazie. Lo scalone conserva ancora la balaustra con gli stemmi delle famiglie che abitarono la casa, e una grande mappa settecentesca di Milano. Invece, la vita del senatore e imprenditore che abitò Casa degli Atellani nel Novecento, Ettore Conti, è raccontata dal suo studio.

Il vino di Casa degli Atellani

Giardino di Casa degli Atellani

Il legame tra Leonardo da Vinci e Casa degli Atellani risale al 1482, quando l’artista si trasferì a Milano alla corte di Ludovico il Moro. Sedici anni più tardi, il duca gli donò una vigna di oltre un ettaro di terreno, parte della quale si trovava proprio all’interno del giardino della Casa.

Nel suo testamento, Leonardo dispose che la vigna fosse divisa in due lotti. Uno destinato al fedele servitore Giovanbattista Villani, l’altro al suo allievo prediletto Gian Giacomo Caprotti, detto il Salaì. Villani cedette la sua parte a un monastero, mentre Caprotti, che vi aveva costruito una piccola casa, fu ucciso nel 1524. Dopo la sua morte, Francesco II Sforza, ultimo duca di Milano, donò il terreno a Giovan Francesco Stampa, parente di Giacometto della Tela.

Per quattro secoli della Vigna di Leonardo di Casa degli Atellani si perse memoria, fino a quando, all’inizio del Novecento, durante i lavori di restauro di Portaluppi, lo storico Luca Beltrami ne individuò la posizione esatta consultando documenti rinascimentali.

Vigna di Leonardo in Casa degli Atellani

Gli scavi condotti nell’area indicata da Beltrami hanno riportato alla luce i camminamenti che regolavano i filari della vigna, rimasti sepolti sotto le macerie dei bombardamenti del 1943. Le analisi del materiale organico hanno permesso di risalire al vitigno originario coltivato da Leonardo: la Malvasia di Candia Aromatica.

Grazie a questi studi, nel 2015 la vigna è stata ripiantata nel giardino della Casa degli Atellani e ha ripreso vita, tanto che nel 2018, per la prima volta, l’uva raccolta dai nuovi filari è stata vinificata in giare di terracotta. Per l’occasione è stato realizzato un decanter ispirato a un disegno del Codice Atlantico, oggi esposto nella Casa. Dalla vendemmia furono prodotte 330 bottiglie: le prime tre vennero battute all’asta in un evento di beneficenza, con il ricavato destinato alla Fondazione Maria Letizia Verga.

Visitare la Casa e la Vigna

Il complesso di Casa degli Atellani è stato acquistato dall’imprenditore francese Bernard Arnault, fondatore, presidente e CEO del gruppo LVMH, colosso del lusso che riunisce oltre settanta marchi internazionali, tra cui Dior, Bulgari, Fendi e Louis Vuitton. L’interesse del magnate per Milano non è nuovo: già nel 2013 aveva rilevato la storica pasticceria Cova in via Montenapoleone, trasformandola in linea con lo stile esclusivo del gruppo.

Casa degli Atellani ha, quindi, un utilizzo prevalentemente privato, ma con una parte destinata ad attività culturali e aperta al pubblico. L’obiettivo dichiarato è quello di restituire alla dimora, di grande valore storico e artistico, il suo antico splendore, attraverso un progetto che sarà sviluppato in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Culturali e con il Comune di Milano.

Crediti

Foto di Angilolli, Melancholia~itwiki, Paolobon140, Katia bianco,