Teatro Out Off: la cantina milanese delle espressioni artistiche

C’è un sotterraneo che ha fatto scuola. È il Teatro Out Off, nato nel 1976 nella “cantina” di viale Montesanto: uno spazio bianco, archi e volte, dove mostre, musica e performance si alternavano senza chiedere permesso al canone. Fu Mino Bertoldo a fondarlo – e a dirigerlo tuttora insieme al regista Lorenzo Loris – con l’idea semplice e radicale di stare “più fuori” (out–off), lontano dal consenso facile e sempre dalla parte degli artisti.

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La cantina underground alle origini del Teatro Out Off

I primi spazi del Teatro Out Off

Era l’estate del 1976 quando Mino Bertoldo scoprì quella cantina che poi sarebbe stata l’embrione del Teatro Out Off nel cortile di un vecchio edificio fatiscente in viale Monte Santo. La affittavano come magazzino, ma lui ci vide qualcosa di diverso: superfici a calce bianca, volte, archi, sale in fuga continua. Uno spazio bello e inquietante che sarebbe diventato il primo vero teatro underground milanese, dove mostre d’arte, concerti e performance teatrali si intrecciavano senza gerarchie né convenzioni.

Il modello era quello dei piccoli studios di New York, a Soho, inizio anni ’70: luoghi dedicati agli incontri, all’esperimento, alla contaminazione. E infatti, nel dicembre del ’77, persino John Cage passò al Teatro Out Off per una conferenza stampa sul suo Empty Words. Le macchine musicali di Joe Jones erano dislocate per lo spazio: il manichino dal fallo sonoro, un mandolino programmato, strumenti collegati in un unico circuito che suonava come un’orchestra automatica e visionaria.

Gli anni del nomadismo

Nel 1982 arriva il primo trauma: l’edificio storico viene ristrutturato e il Teatro Out Off si ritrova senza casa. Ma invece di arrendersi, inizia un periodo di nomadismo che si rivelerà fecondissimo. Le attività girovagano per Milano e oltre, creando legami, ampliando la rete, consolidando quell’attenzione curiosa verso il nuovo che era il marchio di fabbrica di Bertoldo.

Teatro Out Off Corsa dei Mantelli

Dopo un quinquennio di crescita itinerante, nel 1987 l’Out Off trova casa in un ex officina in via Dupré, fuori porta. Uno spazio più intimo, dove il contatto stretto con gli spettatori permette di precisare la linea artistica e costruire una vera storia. Qui nascono le lunghe teniture, qui il teatro abbandona il ruolo di “teatro-albergo” per privilegiare la produzione autonoma.

Dal 2004, il Teatro Out Off ha trovato la sua dimensione definitiva nell’ex cinema Eolo di via Mac Mahon. Una sala da 200 posti, frutto di ricerca estetica e funzionale, con una concezione precisa dello spazio teatrale: grande scena attrezzata, ampia gradinata e un bistrot che ricrea quell’idea di luogo d’incontro che era già nel DNA della prima cantina.

L’identità artistica del Teatro Out Off

Fin dall’inizio, il teatro Out Off si è distinto per una linea artistica precisa: nessun compromesso, nessun tabù. Mino Bertoldo, proveniente da Malo, dove aveva già sostenuto giovani pittori, portò questa stessa vocazione nella scena teatrale milanese.

Giobbe al Teatro Out Off

I primi esperimenti vedevano protagonisti il duo Taroni-Cividin e Dal Bosco-Varesco, ma fu con Antonio Syxty (nato Antonio Saletta) che il teatro trovò la sua prima vera continuità registica. I suoi lavori partivano da una sorta di teatro-cronaca dedicato a John Fitzgerald Kennedy per arrivare a performance esotiche e sperimentali. È negli anni di via Duprè, però, che emergono figure destinate a segnare la storia del teatro contemporaneo milanese. Lorenzo Loris, regista e attore già discepolo di Carlo Cecchi, diventa personaggio centrale nell’evoluzione del Teatro Out Off (ruolo che mantiene ancora oggi come regista stabile, affiancando Bertoldo nella direzione).

Con lo spostamento nella sede attuale del teatro Out Off, ontinuano le produzioni che l’hanno reso celebre: gli avvenimenti riemersi dal passato artistico, i festival, le collaborazioni con il duo Rezza-Mastrella. E qui Lorenzo Loris ha raggiunto vertici come la messa in scena di No Man’s Land di Harold Pinter, facendoci penetrare nel mistero del teatro della vita.

Uno spettacolo al Teatro Out Off

Uno, nessuno, centomila al Teatro Out Off

Quasi cinquant’anni dopo quella cantina di viale Monte Santo, il Teatro Out Off Milano rimane fedele alla sua natura: uno spazio dove la ricerca teatrale non scende a patti. Diretto ancora da Mino Bertoldo con Lorenzo Loris come regista stabile e dal 2021 con Carlotta Cernigliaro come tesoriere, l’Out Off continua a essere quel luogo dove il teatro sperimentale trova casa, dove le espressioni artistiche più provocatorie hanno voce, dove il nuovo viene accolto senza paura. Per non perdersi l’occasione di uno spettacolo allo storico Teatro Out Off, consultare il sito ufficiale.