Teatro Elfo Puccini, dove va in scena una tribù

Non chiamatelo semplicemente “teatro”. Il Teatro Elfo Puccini di Milano è un’anomalia, una tribù artistica che dal 1972 ha fatto del dissenso creativo la propria firma. Qui, in Corso Buenos Aires 33, non si viene per assistere passivamente. Al contrario, in questo laboratorio permanente di drammaturgie e visioni si viene per essere scossi, provocati, travolti da un’idea di teatro che non conosce compromessi.

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La tribù alla radice del Teatro Elfo Puccini

Gli esordi dell’Elfo Teatro Milano cadono negli anni più incandescenti della cultura italiana, quando un gruppo di giovani visionari – tra cui Gabriele Salvatores, Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani – decide che i centri sociali, le piazze e i capannoni possono diventare palcoscenici di rivoluzione. Non è teatro di repertorio, è teatro che graffia, che interroga, che non ha paura di sporcarsi le mani con la contemporaneità.

Sogno di una notte di mezza estate al Teatro Elfo Puccini

Il 1978 segna la prima conquista territoriale: la sala di via Ciro Menotti diventa casa. È qui che nasce Sogno di una notte di mezza estate versione musical rock, uno spettacolo che fa capire a Milano che l’Elfo non è venuto per compiacere, ma per rovesciare le convenzioni. Shakespeare incontra il rock. La drammaturgia straniera si fonde con l’urgenza del presente. È l’inizio di un linguaggio nuovo.

La grande trasformazione del Teatro Elfo Puccini

La fusione con il Teatro di Porta Romana nel 1992 – dando vita a Teatridithalia – è l’affermazione di un modello che fa scuola: teatro stabile privato, indipendente, ma con la forza d’impatto dei grandi teatri europei. Angels in America di Tony Kushner, diretto dalla coppia Bruni-De Capitani, travolge pubblico e critica, vincendo tutti i maggiori premi teatrali. L’Elfo Teatro diventa punto di riferimento ineludibile per chiunque voglia capire dove sta andando il teatro italiano.

Dracula il vampiro al Teatro Elfo Puccini

Ma è nel marzo 2010 che accade qualcosa di straordinario: l’inaugurazione del nuovo Teatro Puccini Milano in Corso Buenos Aires, completamente riprogettato dall’architetto Marcello Vecchi. Nasce la prima multisala teatrale italiana con 800 posti complessivi, tre sale che portano nomi come manifesti: Shakespeare (500 posti), Fassbinder (200-300 posti), Bausch (100 posti). Ogni nome è una dichiarazione d’intenti, ogni sala un universo estetico e concettuale.

Sala Shakespeare del Teatro Elfo Puccini
Foyer del Teatro Elfo Puccini

Il palazzo che oggi ospita il Teatro Elfo Puccini porta nel DNA una storia di resistenza popolare. Nato nel 1902 come Luna Palace – palazzo del divertimento per le classi lavoratrici –, diventa Politeama Milanese negli anni ’20 e poi Teatro Puccini nel 1930. Corso Buenos Aires, direttrice radiale che collega il centro alla periferia nordest industriale, ha fatto di questo teatro un presidio infrastrutturale per lo svago e il tempo libero della classe lavoratrice.

Il metodo “Elfo”: una visione della cultura

L’Elfo Puccini è la prima istituzione teatrale italiana ad aver ottenuto il riconoscimento di Impresa Sociale, coinvolgendo lavoratori, spettatori e cittadini in un progetto partecipato che supera la logica del mero consumo culturale. Qui non sei uno spettatore, sei parte di una comunità che crede nel teatro come atto politico, sociale, necessario.

Morte di un commesso viaggiatore al Teatro Elfo Puccini
Otello al Teatro Elfo Puccini

La programmazione Teatro Elfo Puccini non conosce pause: drammaturgie contemporanee, Shakespeare riletto con occhi feroci, progetti di ricerca che danno spazio ai collettivi emergenti come Carrozzeria Orfeo, Eco di fondo e Invisibile Kollettivo. Per essere sempre al corrente sulla stagione, le novità e gli spettacoli in programma è sempre bene consultare il sito ufficiale.