Nel cuore del quartiere Cinque Vie, dove la Milano romana incontra la modernità, si nasconde lo Studio Museo Francesco Messina in un luogo totalmente inaspettato. Infatti, una delle quattro M della scultura italiana ha sempre lavorato tra le mura antiche della chiesa sconsacrata di San Sisto al Carrobbio: un atelier d’artista, un laboratorio e oggi anche un museo.
Le quattro M della scultura italiana
Lo Studio Museo Francesco Messina mostra i retroscena di Francesco, unanimemente riconosciuto come una delle quattro “M” della scultura italiana del XX secolo, insieme a Giacomo Manzù, Fausto Melotti e Arturo Martini. La sua presenza sulla scena artistica nazionale e internazionale si afferma già negli anni Venti, grazie alla partecipazione alle più prestigiose rassegne del panorama italiano: dalla Biennale di Venezia alla Quadriennale di Roma, fino alle pubblicazioni sulle autorevoli riviste “Domus” e “Casabella”.

Il trasferimento a Milano nel 1932 segna l’inizio della sua consacrazione definitiva. Dal 1934 insegna scultura all’Accademia di Brera, di cui diventerà successivamente direttore, formando generazioni di artisti e consolidando la sua posizione di maestro indiscusso. Nel secondo dopoguerra, Messina raggiunge il grande pubblico attraverso le pagine dei rotocalchi più diffusi come “Epoca” e le apparizioni televisive, diventando un volto familiare dell’arte italiana.
La sua produzione artistica, di cui gran parte è in scena allo Studio Museo, si distingue per un dialogo costante con la tradizione classica, antica e rinascimentale, reinterpretata attraverso un linguaggio moderno e personale. Le sue sculture testimoniano una continua tensione tra il rispetto della forma classica e l’apertura alle contaminazioni della contemporaneità.
San Sisto al Carrobbio: dal culto longobardo allo Studio Museo Francesco Messina

La chiesa di San Sisto sorge in una traversa di via Torino, nelle immediate vicinanze del Carrobbio, antico crocevia della Milano romana. Le sue origini risalgono, secondo la tradizione, alla fine del IX secolo, durante il regno di Desiderio, ultimo sovrano longobardo, noto ai milanesi soprattutto per la tragedia manzoniana dell’Adelchi. Un luogo di culto millenario che ha attraversato secoli di storia, devozione e trasformazioni.
L’aspetto attuale dell’edificio è il risultato di un restauro seicentesco, probabilmente voluto dall’arcivescovo Federico Borromeo. La facciata a doppio ordine e l’impianto ad aula unica con cappelle laterali conservano intatto il fascino barocco, nonostante le vicende travagliate che hanno segnato la chiesa nel corso dei secoli. Tra i danni più significativi, il bombardamento del 1943 che distrusse l’abside: al suo posto, oggi si apre un grande finestrone nella parete di fondo, perfetto per portare luce sul materiale scultoreo di Francesco Messina.
La nascita dello Studio Museo Francesco Messina: do ut des
Nel 1969, il Comune di Milano concede in comodato d’uso gratuito a Francesco Messina la ex chiesa di San Sisto, ormai sconsacrata e prossima alla demolizione. Lo scultore, allora vicino al pensionamento dall’insegnamento accademico, cerca un nuovo spazio in cui proseguire la sua ricerca artistica. L’accordo prevede che Messina restauri l’edificio a proprie spese, salvandolo dall’abbandono e restituendolo alla città. Il recupero, condotto tra il 1969 e il 1972 insieme all’architetto Tito Bassanesi Varisco, si rivela complesso e oneroso, ma permette di trasformare uno spazio sacro dimenticato in un luogo culturale vivo e accessibile. Nel 1976, lo Studio Museo Francesco Messina apre ufficialmente le porte al pubblico con Messina nel ruolo di sovrintendente.

Fin dalla sua fondazione, questo luogo si configura come uno spazio duplice: da un lato lo studio-laboratorio, teatro del processo creativo dell’artista; dall’altro il museo, che conserva ed espone le opere più rappresentative della sua lunga carriera. Una doppia anima che riflette la volontà di Messina di creare un “centro culturale, senza limitazioni di tendenze”, aperto al dialogo e alla sperimentazione.
La collezione dello Studio Museo Francesco Messina
La collezione permanente dello Studio Museo Francesco Messina si è formata principalmente attraverso due generose donazioni dell’artista stesso. Nel 1974, Messina dona al Comune di Milano un nucleo fondamentale di sculture destinate a San Sisto: tra queste, i ritratti di Marussig e Salvatore Quasimodo, oltre ai bronzi dorati raffiguranti il cardinale Schuster.


Particolarmente significativi sono i bozzetti per il Monumento a Pio XII in San Pietro e le grandi figure femminili in bronzo: Eva, Grande nudo e Grande torso femminile. Nel 1987, una seconda donazione arricchisce la collezione con trentatré sculture e ventisei grafiche. Completano la raccolta tre opere acquisite dal Comune di Milano negli anni Trenta e Quaranta – il Pugilatore, il Ritratto di Erminia Clerici e la cera del cardinale Schuster.
Visitare lo Studio Museo Francesco Messina oggi
Dopo la scomparsa di Messina nel 1995, lo Studio Museo continua a valorizzare l’opera dell’artista attraverso esposizioni permanenti e attività culturali, mantenendo viva la dimensione laboratoriale. Lo Studio Museo Francesco Messina si trova in Via San Sisto 4/A ed è aperto gratuitamente al pubblico da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 17:30 (ultimo ingresso ore 17:00). Per verificare eventuali chiusura straordinarie o eventi, si consiglia di visitare il sito ufficiale.
