MUMAC – Museo della macchina per caffè

C’è un gesto che ci accomuna tutti, noi italiani. Prendere un caffè “sedente e bollente”, come dicevano i nonni, magari dopo il pranzo della domenica, con la tavola ancora ingombra di piatti e le voci che si rincorrono allegre, oppure al bancone del bar tra il rumore delle tazzine che sbattono. Il caffè in Italia non è solo una bevanda: è un rito. Ed è proprio a questo gesto che è dedicato il MUMAC – Museo della macchina per caffè, un vero e proprio tempio dell’espresso italiano a una ventina di chilometri da Milano. Perché se il caffè è un’icona dell’Italia, le macchine che lo preparano raccontano una storia tutta italiana di ingegno, passione e famiglia.

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Alla fine, la macchina del caffè è una caldaia

Quando si entra al MUMAC, certo non ci si aspetta che qualcuno inizi a raccontare storie di caldaie e caldaisti. Invece, la famiglia Cimbali parte proprio da qui. Tutto inizia nel 1912, quando Giuseppe Cimbali, un ramiere idraulico con le mani d’oro e la testa piena di idee, apre una piccola bottega nel cuore di Cinque Vie, in via Caminadella 6. Insieme ai suoi due dipendenti, Giuseppe lavora il rame e costruisce caldaie per quelle macchine da caffè che stanno iniziando a popolare i bar della città. Non lo sa ancora, ma sta piantando il seme di quella che diventerà una delle dinastie più importanti nel mondo del caffè.

Gli anni passano, la bottega si sposta in via Savona e si ingrandisce. Negli anni Trenta nasce ufficialmente la “Ditta Giuseppe Cimbali: costruzioni rame – macchine da caffè – saturatori seltz”. Un nome lungo per un’azienda che aveva già le idee chiare: portare il buon caffè in ogni angolo d’Italia.

Logo Cimbali esposto al MUMAC

E ci riescono, eccome. Nel 1950 arriva La Gioiella, la prima macchina LaCimbali con tecnologia a leva che permette di fare l’espresso con la crema. Quella crema dorata che ancora oggi ci fa giudicare un caffè “buono” o “così così”. È una rivoluzione: il caffè diventa democratico, accessibile a tutti, non più solo un lusso dei caffè eleganti. I bar si moltiplicano e diventano quello che sono ancora oggi: luoghi di incontro, di chiacchiere, di vita.

Il rosso Cimbali del MUMAC

Nel 2012, per festeggiare cent’anni di storia, la famiglia Cimbali – ora alla quarta generazione – decide di rendere pubblica la propria storia. Così, a Binasco, apre il MUMAC, il più grande museo al mondo dedicato alle macchine da caffè professionali. Ed è subito chiaro che non si tratta di un museo “normale”.

Macchine per caffè esposte al MUMAC

Situato in via Pablo Neruda 2 a Binasco, il Museo della macchina per caffè è stato ricavato da un vecchio magazzino industriale, trasformato in uno spazio di 1.800 metri quadrati che ti accoglie con onde di doghe metalliche rosse – il famoso “rosso Cimbali” – che sembrano i flutti dell’aroma che si sprigiona dalla tazzina. Appena entri, ti viene offerto un caffè.

Il percorso museale del MUMAC è un’esperienza che ti catapulta indietro nel tempo. Sei sale, ciascuna dedicata a un’epoca diversa, con le sue atmosfere, la sua musica, i suoi colori. Si parte dalla fine dell’Ottocento, quando nel 1884 la “Gazzetta Piemontese” annunciava la nascita di una “bellissima macchina per fare il caffè” inventata da Angelo Moriondo. Era solo l’inizio.

Poi si attraversano i caffè Liberty del primo Novecento, si respira l’aria dei bar durante il boom economico degli anni ’50 e ’60, quando l’Italia si rimetteva in piedi e i bar diventavano il cuore pulsante delle città. Qui si trovano oltre 200 macchine da caffè espresso, capolavori di tecnologia e design firmati dai grandi nomi del settore: La Pavoni, Victoria Arduino, Bezzera, Gaggia, Faema, Rancilio, La Marzocco.

Pitagora, macchina vincitrice del compasso d'oro, esposta al MUMAC e all'ADI Design

Ogni macchina racconta una storia. C’è la Gaggia Classica che nel 1948 rivoluzionò tutto con l’introduzione della leva, permettendo di estrarre il caffè a pressione e temperatura perfette per ottenere quella cremina vellutata. C’è la Pitagora del 1962, disegnata dai fratelli Castiglioni, prima macchina al mondo a vincere il prestigioso premio Compasso d’Oro per il design.

Macchina Cimbali esplosa al MUMAC

E poi c’è la sala Lab, dove è sospesa nell’aria la Cimbali M100, l’edizione speciale del centenario, “esplosa” per mostrare ogni suo ingranaggio, ogni segreto tecnologico. È come guardare dentro il cuore della tradizione italiana.

La cultura del caffè al MUMAC

Stanze del MUMAC

Il MUMAC non è solo un luogo dove ammirare macchine bellissime. È anche la sede della MUMAC Academy, dove professionisti e appassionati possono formarsi nell’arte dell’espresso perfetto. C’è la MUMAC Library, la seconda biblioteca più grande al mondo dedicata al caffè, con oltre 15.000 documenti e 1.000 libri che spaziano dal 1592 ai giorni nostri. È un centro di ricerca, un punto di riferimento per chi studia la cultura del caffè, ma anche per chi semplicemente lo ama e vuole saperne di più.

Il museo organizza eventi, degustazioni, mostre temporanee ed è aperto a tutti: coffee specialist, studenti, famiglie, curiosi. Perché il caffè, in fondo, ci riguarda tutti.

Come visitare il MUMAC – Museo della macchina per caffè

Il museo del caffè Milano (anche se tecnicamente si trova a Binasco) è facilmente raggiungibile sia in auto che con i mezzi pubblici. Da Milano Famagosta partono autobus diretti che fermano proprio a Binasco. In auto, basta prendere l’autostrada A7 Milano-Genova e uscire a Binasco.

Il museo è aperto su prenotazione ogni martedì e giovedì, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 17:00. Il consiglio? Controllate sempre gli Eventi sul sito ufficiale per scoprire le aperture straordinarie, come quelle durante le Giornate FAI, quando il museo si anima di volontari pronti a raccontarvi ogni segreto di queste macchine.

Crediti

Foto di Jong Hoon Lee, Grünich, Gordito1869, Gordito1869.