Fondazione Sozzani ha scelto la Bovisa come nuova casa: un’area industriale in trasformazione dove architetture essenziali e binari di quartiere diventano sfondo di cultura contemporanea. La Galleria in via Bovisasca 87 ha raccolto l’eredità degli spazi storici di Corso Como e l’ha proiettata in un contesto urbano più aperto, sperimentale, permeabile al territorio. È qui che la visione di Carla Sozzani—giornalista, editrice, gallerista—si racconta in forma autobiografica: archivi, set, luci, immagini, una palestra di idee a misura di creativi e pubblici diversi.
Nata nel 2016 da un’intuizione di Carla Sozzani, insieme a Kris Ruhs e Sara Sozzani Maino, la Fondazione Sozzani è un progetto culturale che attraversa i linguaggi della fotografia, della moda, del design e delle arti visive. Mostre, libri, incontri, ma anche formazione e progetti educativi: la cultura qui non è un oggetto da esporre, ma un gesto quotidiano, un modo di stare nel mondo. Un’idea di cultura che si fa responsabilità, apertura, condivisione.
Stare lì dove la città rinasce

Chi ha vissuto gli anni pionieristici di Galleria Carla Sozzani al 10 Corso Como sa che lì è nato un modo di guardare alle immagini dove fotografia, architettura e moda si sono contaminati senza gerarchie. Il passaggio di Fondazione Sozzani in via Bovisasca non cancella quella storia, la rimonta: la Fondazione porta con sé un patrimonio di oltre 300 mostre tra fotografia, design, arte contemporanea, e una rete di collaborazioni internazionali. Oggi, il cuore batte più a nord, in un ex capannone industriale, fabbrica di piastrelle, riconvertito che funziona da hub per esposizioni, archivi e una biblioteca dedicata a fotografia e moda.

La scelta della Bovisa è anche una dichiarazione urbana di Fondazione Sozzani: spostare il baricentro culturale indica attenzione alla rigenerazione dei quartieri e alla produzione di contenuti a contatto con la città reale. Uno spazio che respira di lavorazioni, laboratori, sperimentazioni; un indirizzo che invita a venire con tempo, per vedere mostre, curiosare tra fondi fotografici e ritrovare l’energia di un luogo che “fa reti” tra professionisti, studenti, curiosi.
La firma autobiografica di Fondazione Sozzani
“L’occhio dell’editor” è il punto: Fondazione Sozzani in Bovisasca programma e racconta come farebbe un editor, in particolare, come farebbe (e fa) Carla Sozzani. Sequenze, accostamenti, didascalie essenziali; nessun feticismo dell’oggetto, ma narrazioni visive. In cartellone sfilano maestri della fotografia e nuove voci, installazioni di design e moda d’autore, con focus trasversali (dalle pratiche artigianali ai linguaggi digitali). Nel tempo, tra galleria e fondazione, sono passati Helmut Newton, Annie Leibovitz, Sarah Moon, Paolo Roversi, David LaChapelle e molti altri, costruendo un canone che, seppur variegato, è tenuto insieme dalla cura di Carla Sozzani.


Inoltre, al centro della sede di Fondazione Sozzani c’è la cura della memoria: archivi delle mostre e un fondo librario che alimentano progetti educativi e programmi aperti alla città. È un luogo denso, “abitato”, dove si studia e si espone, si discute e si impara facendo. La scala dello spazio – ampi saloni, laboratori, studio dell’artista Kris Ruhs – suggerisce una fruizione lenta: fermarsi, confrontare, ripartire. Qui la biblioteca specializzata e gli archivi non sono backstage ma parte dell’esperienza pubblica, con percorsi che intrecciano pratica e teoria.
Visitare la nuova sede di Fondazione Sozzani

La sede di Fondazione Sozzani in via Bovisasca 87 è aperta da lunedì a venerdì dalle 11:00 alle 19:00, ma le visite sono possibili solo su appuntamento. È, infatti, possibile prenotare visite guidate, anche per scuole e gruppi, nell’ambito dei programmi educativi della Fondazione Sozzani, direttamente sul sito.
