Fondazione Luigi Rovati: contrasti di arte e archeologia

In uno storico della casa editrice Ricordi, la Fondazione Luigi Rovati accoglie il visitatore in un luogo in cui il tempo non è lineare, ma si increspa, riflette, risuona. L’antico si fa presente e il presente si lascia interrogare dall’antico. Reperti etruschi entrano in relazione con opere di Fontana, Picasso, Warhol, Arturo Martini e molti altri. Il risultato è un ponte tra memoria antica e linguaggi del presente.

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Intitolata a Luigi Rovati – medico, ricercatore e imprenditore, Cavaliere del Lavoro e Cavaliere di Gran Croce – la Fondazione Luigi Rovati ha sede nello storico palazzo di corso Venezia 52. La Fondazione accoglie una collezione unica per la città: arte etrusca e arte contemporanea unite con l’intento di creare un ponte consapevole tra linguaggi, epoche e sensibilità.

L’esperienza quasi iniziatica di Fondazione Luigi Rovati

La visita alla Fondazione Luigi Rovati segue un movimento quasi iniziatico, dal piano ipogeo al piano nobile, dall’archeologia alla contemporaneità. L’itinerario di visita comincia sottoterra, scendendo verso un ambiente dalle luci soffuse e dalle pareti sinuose, che evocano la memoria delle necropoli etrusche di Cerveteri. È uno spazio scenografico di forte impatto, una sorta di matrice primordiale in cui i reperti trovano un contesto naturalmente armonico.

Piano ipogeo di Fondazione Luigi Rovati
Collezione etrusca di Fondazione Luigi Rovati

Nell’ipogeo, la collezione etrusca si articola in aree tematiche: il rapporto con la natura, gli dei, la vita quotidiana. Le opere – vasi dalle forme eleganti, gioielli finemente lavorati, oggetti rituali – raccontano una civiltà attenta alla bellezza e alla funzione, capace di dare forma al sacro e al domestico con eguale misura. Il dialogo con l’arte del Novecento avviene qui in modo discreto ma potente. Fontana apre varchi nello spazio, Picasso e Martini interrogano l’archetipo della figura, Kentridge mette in scena il movimento della memoria. L’accostamento non è didascalico: è una sintassi di risonanze, che invita il visitatore a leggere oltre le apparenze.

Il piano nobile: cromie, luce, eleganza

Piano nobile di Fondazione Luigi Rovati

Risalendo al piano nobile di Fondazione Luigi Rovati, il museo si apre in una sequenza di sale restaurate con cura filologica: specchi, parquet intarsiati, porte dorate e antichi arredi di un palazzo ottocentesco riportati alla luce. Le stanze, organizzate per campiture cromatiche nette, accompagnano lo sguardo e definiscono l’effetto emotivo dell’incontro tra reperti etruschi e opere moderne e contemporanee.

Specchi della Fondazione Luigi Rovati

È qui che il dialogo si fa più esplicito. I segni di Andy Warhol e Ai Weiwei si confrontano con forme nate oltre due millenni fa. La leggerezza concettuale di Giulio Paolini e la teatralità colta di Luigi Ontani moltiplicano i livelli della lettura. Ogni accostamento è un invito a trovare nessi e differenze, a scoprire le radici di gesti artistici che, pur distanti, condividono interrogazioni comuni: la figura, il rito, l’ornamento, il mito.

La Sala Fucsia: il colore come esperienza

Sala fucsia di Fondazione Luigi Rovati

Tra gli ambienti più iconici, la Sala Fucsia è un manifesto della Fondazione Luigi Rovati: qui il colore diventa parte integrante della narrazione. Al centro, un tavolo raccoglie manufatti etruschi dedicati al tema dell’ibrido. Invece, alle pareti, i dipinti di Luigi Ontani aprono un dialogo seducente, tra rimandi colti e ironie sottili. L’audioguida, puntuale e mai invadente, accompagna lungo tutto il percorso, offrendo approfondimenti e contesti storici senza interrompere la continuità dell’esperienza.

Il progetto culturale oltre il museo

La Fondazione Luigi Rovati non è solo museo: è una casa-museo viva, con spazi pensati per la città e per la ricerca culturale. Al secondo piano trovano posto eventi e incontri. Al terzo, il ristorante di Andrea Aprea firma un’esperienza gastronomica d’autore, che dialoga idealmente con il progetto espositivo nella sensibilità al tempo. Al piano terra, un giardino aperto ospita mostre temporanee gratuite e un bistrot, un invito a prolungare la visita all’aperto, tra opere, verde e socialità.

Giardino di Fondazione Luigi Rovati

Informazioni per la visita alla Fondazione Luigi Rovati

La Fondazione Luigi Rovati, in Corso Venezia 52, è aperta da mercoledì a domenica, dalle 10:00 alle 19:00, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Fondazione Luigi Rovati è la prima istituzione culturale di Milano ad aderire a Bloomberg Connects, grazie a cui i visitatori possono accedere a contenuti esclusivi accompagnati dai curatori. Inoltre, la Fondazione Luigi Rovati mette a disposizione un’audioguida gratuita. Per maggiori informazioni, consultare il Sito ufficiale.

Crediti

Foto di Fabior04, Barbaragerosa, Scaroz.