Dimorestudio, fondato a Milano da Britt Moran ed Emiliano Salci, è uno degli studi di design e architettura più iconici della scena internazionale. Dal loro universo creativo nasce Dimoregallery, galleria che intreccia pezzi storici del Novecento e creazioni contemporanee in ambienti sempre mutevoli. Accanto, prende vita Dimoremilano, il brand che traduce lo stile dello studio in collezioni di arredi, tessuti e oggetti dal carattere unico. Tre realtà diverse ma complementari, unite dalla stessa visione: fondere memoria e modernità con eleganza e provocazione.
Arezzo e la California si incontrano a Dimorestudio
La storia di Dimorestudio inizia quasi per caso. Britt Moran ed Emiliano Salci si incontrano nel 2003, unendo due percorsi che sembravano destinati a trovarsi. Moran, cresciuto in North Carolina e approdato in Italia da studente universitario e poi innamoratosi di Milano, aveva lavorato come graphic designer, portando con sé un’eleganza sobria e cortese. Salci, invece, aveva appena lasciato il ruolo di direttore creativo per Cappellini, dopo un’infanzia trascorsa in una famiglia legata al mondo dell’arredo. Entrambi provenivano da realtà familiari che avevano fatto dell’artigianato e della produzione di mobili una tradizione. Proprio per questo, la loro collaborazione è stata fin dall’inizio un ritorno alle origini, ma con lo sguardo rivolto al futuro.
I primi passi di un progetto: Dimorestudio e DimoreGallery
Nel 2003 nasce Dimorestudio, con sede a Milano, in via Solferino. All’inizio era letteralmente la loro casa, trasformata in galleria e laboratorio creativo, un luogo in cui i progetti di interior design si intrecciavano con pezzi storici e oggetti personali. Il loro linguaggio si è subito distinto per colori intensi e patinati, materiali inaspettati, superfici che evocano atmosfere antiche e polverose, e un gusto per il contrasto tra passato con il presente.
Nel 2014, al secondo piano dello stesso palazzo ottocentesco di Via Solferino, ha aperto Dimoregallery. Showroom-galleria composto da sei stanze, dove pezzi di metà Novecento italiani e internazionali convivono con oggetti contemporanei e con le loro stesse produzioni. Qui il design dialoga con la storia. Mobili “alla milanese” di Vico Magistretti e Ignazio Gardella convivono con una lampada di Serge Mouille, due poltrone di Piero Portaluppi, i dipinti cinesi dell’Ottocento, e ancora opere di Fornasetti e Giò Ponti. Ogni stanza racconta una storia diversa, intrecciando privato e professione, memoria e innovazione. Come ha detto Salci, ciò che guida l’esperienza è «una luce molto bella, silenziosa, come il cortile esotico di questo palazzo milanese fine Anni Quaranta. Una luce pomeridiana, quieta, fatta di colori mesti, i colori della penombra, colori che ci fanno sentire protetti, finalmente a casa».
L’ultimo atto di Dimorestudio: Dimoremilano
L’ultima tappa di questo percorso è Dimoremilano, fondata ufficialmente nel 2019 nello showroom di 160 metri quadrati all’interno dell’headquarter di via Solferino 11. È la terza costola di un progetto a tutto tondo di Dimorestudio e Dimoregallery. Dimoremilano raccoglie le collezioni di arredi, tessuti e oggetti decorativi, portando la visione del duo nel mondo del prodotto. I pezzi, caratterizzati da forme eclettiche, dall’uso audace del colore e da una raffinata combinazione di materiali, hanno un look futuristico e diventano icone istantanee.
Lo stile Dimorestudio tra pezzi iconici e nuovi progetti
Parafrasando le parole dei fondatori, la parola dimora fa immediatamente correre l’immaginazione a una casa aristocratica, antica e sontuosa,. Tuttavia, deriva dal latino morari, che significa “trattenersi”. Dimoregallery è non solo un edificio, dunque, ma un luogo che invita a restare, a vivere il tempo al suo interno. È proprio questa idea a fare da filo conduttore allo stile di Dimorestudio, che concepisce arredi e tessuti come strumenti capaci di trattenere chi li osserva e, al tempo stesso, di custodire la luce e l’atmosfera del momento in cui sono nati.
Il linguaggio estetico di Dimorestudio non si limita a ricostruire un’epoca né a citare pedissequamente il passato. Al contrario, mette in scena le trame e le strutture del tempo, trasformandole in un racconto sulla memoria e sulle radici. Non si tratta di nostalgia, ma di interpretazione: epoche diverse vengono fatte convivere, e in questo dialogo trovano spazio anche scarti, errori, dissonanze temporali, sempre intenzionali. Questi slittamenti creano un’alchimia unica, in cui il fascino del retrò si intreccia con la forza del contemporaneo.
Dove entrare nell’universo Dimore
Dimoregallery ha sede in via Solferino 11 e, purtroppo, apre le sue porte al pubblico soltanto una volta all’anno, in occasione della Design Week. In quei giorni lo spazio si trasforma in una tappa imprescindibile per gli appassionati, grazie a una mostra tematica che Dimorestudio allestisce annualmente. Le esposizioni passate, con i loro allestimenti e racconti visivi, sono raccolte e consultabili nell’archivio disponibile sul sito ufficiale.
Lo studio, invece, è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 13:00 e alle 14:00 alle 18:30.