Cripta di San Giovanni in Conca: da domus gentilizia a basilica

Tra i palazzi moderni di piazza Missori, si nasconde un luogo che racconta quasi duemila anni di storia: la Cripta di San Giovanni in Conca. Pochi passanti immaginano che, sotto il livello della strada, sopravviva l’unica cripta romanica ancora visitabile in città, ciò che resta di una basilica che fu paleocristiana, romanica, cappella dei Visconti e infine tempio valdese. Qui, tra volte a crociera, colonne in pietra e tracce di antichi pavimenti, si respira un’atmosfera sospesa, capace di riportare indietro nel tempo, quando Milano era Mediolanum e poi capitale dell’Impero Romano d’Occidente.

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La travagliata storia della Cripta di San Giovanni in Conca

La storia della Cripta di San Giovanni in Conca affonda le sue radici nel III secolo, quando in quest’area della città si trovava un quartiere residenziale elegante, fatto di domus con pareti affrescate, pavimenti mosaicati e impianti di servizio. Gli scavi del 1881 hanno riportato alla luce i resti di una di queste abitazioni, insieme a un mosaico policromo con motivi geometrici e figurati: tra i riquadri spicca la figura di un felino, uno dei rarissimi esempi di mosaico figurato romano conservati a Milano.

Con la diffusione del cristianesimo, tra il V e il VI secolo, l’area cambiò volto: sulle case romane sorse una basilica paleocristiana, inizialmente dedicata agli evangelisti e solo in seguito a San Giovanni Evangelista. La chiesa, detta “in Conca” per l’avvallamento naturale del terreno, era lunga e stretta, con un’unica aula e un’abside semicircolare. Attorno ad essa si sviluppò anche una necropoli, da cui provengono tombe decorate con affreschi paleocristiani oggi conservati al Castello Sforzesco.

Nell’XI secolo la basilica venne ricostruita in forme romaniche: tre navate, un transetto, un tiburio centrale e un campanile alto 24 metri. È proprio a questa fase che risale la Cripta di San Giovanni in Conca, l’unica cripta romanica ancora esistente a Milano. Dopo la distruzione della città da parte di Federico Barbarossa nel 1162, la chiesa fu nuovamente ricostruita nel XIII secolo.

Immagine d'epoca della Cripta di San Giovanni in Conca

Nel XIV secolo la basilica entrò nella storia politica della città: i Visconti la inglobarono nella loro residenza, la Cà di Can, facendone la cappella gentilizia della famiglia. Qui furono sepolti Regina della Scala e Bernabò Visconti, il potente signore di Milano, la cui tomba monumentale è oggi conservata al Castello Sforzesco.

Cosa vedere oggi della Cripta di San Giovanni in Conca

Oggi, di quella che fu la grande basilica, rimane visibile soltanto la Cripta di San Giovanni in Conca, affacciata su piazza Missori. È un luogo raccolto e suggestivo, che permette di scendere sotto il livello della città moderna e ritrovarsi in un frammento intatto dell’XI secolo. La facciata della chiesa, invece, fu smontata e ricostruita sul Tempio Valdese di via Francesco Sforza.

Facciata della Chiesa Valdese in via sfoza con resti della Cripta di San Giovanni in Conca

La Cripta di San Giovanni in Conca conserva ancora le strutture romaniche originarie: volte a crociera in pietra, colonne robuste con capitelli sobri e un ambiente austero che trasmette un forte senso di spiritualità. Camminando tra le navatelle sotterranee si distinguono i resti delle fondazioni medievali, tratti di pavimentazione in marmo e basalto e le strutture che un tempo accoglievano sepolture.

Interni attuali della Cripta di San Giovanni in Conca

Molte delle opere che un tempo decoravano la basilica sono oggi conservate in diversi musei: al Castello Sforzesco si trovano i monumenti funebri di Bernabò Visconti e Beatrice d’Este, insieme ad affreschi paleocristiani e rinascimentali; alla Pinacoteca di Brera è custodito il dipinto di Giovanni Paolo Lomazzo Il Cristo crocifisso con la Vergine, San Giovanni Evangelista e la Maddalena (1571); mentre nel Duomo di Busto Arsizio si può ammirare il Battesimo di Cristo di Bernardino Lanino.

Informazioni per la visita

La Cripta di San Giovanni in Conca si trova in piazza Missori, con accesso all’angolo con via Albricci. È facilmente raggiungibile con la metropolitana M3 (linea gialla), scendendo alla fermata Missori.

La cripta è visitabile soltanto in alcuni giorni del mese (generalmente da 2 a 4 aperture), mentre nei mesi di luglio e agosto rimane chiusa. L’ingresso è libero e gratuito per i visitatori individuali, senza necessità di prenotazione. Per i gruppi organizzati, invece, è richiesta la prenotazione anticipata.

Per rimanere aggiornati sulle aperture mensili consultare il Sito ufficiale.

Cosa vedere nei dintorni

Usciti dalla Cripta di San Giovanni in Conca, siete già nel cuore della città, quindi vale la pena approfittarne per un piccolo itinerario a piedi. In due minuti siete in Piazza Duomo, dove potete salire sulle terrazze della cattedrale e godervi la vista sui tetti della città. Accanto trovate il Museo del Novecento e Palazzo Reale, perfetti se amate l’arte e volete passare dal Medioevo al contemporaneo in un batter d’occhio. Da lì, con una breve passeggiata lungo corso Vittorio Emanuele, arrivate alla Galleria Vittorio Emanuele II, con i suoi caffè storici e le boutique. Se invece preferite un’atmosfera più raccolta, potete deviare verso corso di Porta Romana, una delle strade più antiche della città, costellata di palazzi storici e locali dove fermarsi per un aperitivo.

Crediti

Foto di G.dallorto, Goldmund100, Ysogo.