Circo romano di Milano: corse di cavalli in pieno centro

Nel periodo di massimo splendore della città, l’imperatore Massimiano volle dotarla di un edificio che fosse simbolo di potere e prestigio. Il Circo romano di Milano. Costruito tra il III e il IV secolo era un colosso architettonico che rivaleggiava con i più grandi circhi dell’Impero.

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Aurighe, bighe e quadrighe al Circo romano di Milano

Costruito tra il III e il IV secolo, il Circo romano di Milano si estendeva per ben 470 metri di lunghezza e 85 di larghezza. Queste dimensioni lo rendevano il più grande circo edificato durante l’epoca della Tetrarchia di Diocleziano. Era collocato in una posizione strategica, accanto al Palazzo imperiale e vicino alle mura urbane, così che fosse facilmente raggiungibile sia dai cittadini che dall’imperatore stesso. Massimiano, infatti, poteva accedere direttamente alla sua tribuna privata attraverso un passaggio riservato che collegava il palazzo al circo, senza dover mai uscire all’aperto.

Qui si correva con bighe e quadrighe, tra il fragore degli zoccoli e le urla della folla che incitava i propri aurighi preferiti. Le corse erano eventi spettacolari, capaci di infiammare gli animi e di dividere il pubblico in fazioni rivali, proprio come accadeva a Roma con i celebri “Verdi” e “Blu”. La pista era divisa dalla spina, un cordolo monumentale decorato con statue, edicole, colonne e fontane, che fungeva da scenografia e da ostacolo tecnico per i carri. Ai suoi estremi si trovavano le metae, i punti più pericolosi della corsa, dove spesso si decideva la vittoria o la rovina di un auriga.

Pianta dell'antico Circo Romano di Milano

Poche città dell’Impero potevano vantare un circo: nel Nord Italia, oltre a Milano, solo Aquileia ne possedeva uno. Questo rendeva Mediolanum un centro unico, capace di ospitare spettacoli grandiosi e di mostrare al mondo la sua ricchezza economica e la sua forza militare. Il circo non era solo un luogo di divertimento, ma anche un potente strumento politico: offrire giochi e corse significava conquistare il favore del popolo e consolidare l’autorità imperiale.

Il Circo romano di Milano ebbe una vita lunga e gloriosa. Sopravvisse persino ai saccheggi di Alarico nel 402 e all’assedio della guerra gotica nel VI secolo, segno della sua solidità e della sua importanza. Nel luglio del 604, addirittura, divenne teatro di un evento storico: l’incoronazione di Adaloaldo, figlio di Agilulfo e Teodolinda, come re dei Longobardi e re d’Italia. Solo nel 1162, con la distruzione della città da parte di Federico Barbarossa, l’imponente struttura venne definitivamente rasa al suolo.

Oggi cosa rimane del Circo romano di Milano?

Oggi, del maestoso Circo romano di Milano restano frammenti sparsi ma suggestivi, che si possono scoprire passeggiando per il centro storico. La testimonianza più imponente è la torre occidentale dei carceres, inglobata nel Civico Museo Archeologico di corso Magenta. In epoca medievale fu trasformata in campanile della chiesa di San Maurizio, conservando però elementi originali come colonne in cipollino e una mensola in marmo bianco.

Torre del Circo romano di Milano

Altri resti si trovano in via Vigna 1, dove si può ammirare un tratto di 30 metri delle strutture perimetrali, con arcate che sostenevano le gradinate. In via Circo 9 e 11, invece, è visibile un tratto della curva sudoccidentale, collegata alle mura urbiche e usata anche come fortificazione. Persino alcune cantine private, in via Brisa e via Morigi, custodiscono frammenti delle gradinate. E la stessa via del Circo, nomen omen, segue ancora oggi la curvatura dell’antico ippodromo.

Informazioni per la visita

Gran parte dei resti del Circo romano di Milano si può ammirare semplicemente passeggiando tra le vie del centro, dove frammenti di mura e arcate emergono ancora tra i palazzi moderni. La testimonianza più imponente è la torre occidentale dei carceres, oggi inglobata nel Civico Museo Archeologico: l’accesso al suo interno è possibile solo su prenotazione e con biglietto d’ingresso.

I dintorni del Circo romano

Dopo il giro al Circo romano, ti consiglio di allungare un po’ la passeggiata: lì vicino ci sono tre tappe che valgono davvero la pena. La prima è il Palazzo imperiale romano: non aspettarti mura intatte, ma i mosaici che si conservano ancora oggi ti fanno immaginare il lusso in cui vivevano gli imperatori. A due passi trovi la Basilica di San Maurizio al Monastero Maggiore. La chiamano la “Cappella Sistina di Milano” e appena entri capisci perché: ogni parete è coperta di affreschi rinascimentali, colori vivissimi che ti avvolgono da ogni lato. E già che sei in zona, puoi fermarti al Museo Archeologico. Dentro ci sono reperti romani e medievali che raccontano la storia della città, e nel cortile una torre delle mura imperiali.

Crediti

Foto di Internet Archive Book Images, Zanner, Paolobon140.