Anfiteatro romano di Milano: un quasi Colosseo

Immaginatevi Milano duemila anni fa, quando ancora si chiamava Mediolanum ed era una delle città più importanti dell’Impero romano. Qui sorgeva un edificio colossale: l’Anfiteatro romano di Milano, terzo per dimensioni in Italia dopo il Colosseo e l’anfiteatro di Capua. Con i suoi 38 metri di altezza e una capienza che poteva arrivare a 35.000 spettatori, era un luogo di spettacolo e di emozioni forti.

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Gladiatori e battaglie navali all’Anfiteatro romano di Milano

L’arena ellittica dell’Anfiteatro romano, circondata da gradinate concentriche, era progettata per garantire a tutti una visuale perfetta. Sopra le teste del pubblico si stendeva il velarium, un’enorme copertura in canapa manovrata da marinai esperti, che proteggeva gli spettatori dal sole cocente o dalla pioggia improvvisa.

Qui si svolgevano spettacoli che oggi ci sembrano incredibili: duelli tra gladiatori, lotte tra uomini e animali feroci, esecuzioni pubbliche di condannati ad bestias, e persino naumachie, cioè battaglie navali simulate, rese possibili grazie a ingegnosi sistemi di allagamento dell’arena. L’anfiteatro non era solo un luogo di svago: era anche uno strumento politico, con cui gli imperatori e i magistrati locali mostravano la loro generosità al popolo, rafforzando il consenso e l’ordine sociale.

Terracotta con venation dell'Anfiteatro romano di Milano

La vita dell’anfiteatro, però, non fu eterna. Con le invasioni barbariche del V secolo e il progressivo declino dell’Impero romano, l’edificio venne progressivamente spogliato dei suoi materiali. Le pietre dell’anello esterno furono riutilizzate per costruire nuove opere, come la vicina Basilica di San Lorenzo, e per rinforzare le mura cittadine. Alcuni studiosi ipotizzano che, in epoca longobarda, l’anfiteatro fosse stato riadattato come fortificazione o caserma, sfruttando la sua struttura imponente e protetta.

Urbicus, idolo delle folle

Una delle storie più toccanti legate all’Anfiteatro romano di Milano è quella di Urbicus, un giovane gladiatore fiorentino che trovò la morte nell’arena a soli ventidue anni. Urbicus era un secutor, cioè specializzato nella lotta contro i retiarii, altri gladiatori armati di una rete con cui immobilizzavano l’avversario per poi colpirlo con il tridente. Dopo dodici vittorie, che l’avevano reso celebre tra il pubblico milanese, morì durante il tredicesimo. La sua stele funeraria, dedicata dalla moglie e dalle figlie, lo raffigura armato e accompagnato dal suo fedele cagnolino: un ricordo commovente che ci restituisce l’umanità dietro la brutalità degli spettacoli.

Il Parco dell’Anfiteatro romano di Milano e l’Antiquarium Alda Levi

Resti dell'Anfiteatro romano di Milano

Oggi dell’antico Anfiteatro romano di Milano rimangono resti suggestivi, inglobati nel tessuto urbano moderno. Una parte è visibile all’interno del Parco Archeologico e Antiquarium Alda Levi, dove si possono osservare tratti di muratura in opus caementicium che un tempo sostenevano le gradinate. Il parco, intitolato all’archeologa che nel 1936 condusse i primi scavi, è oggi un’oasi verde nel centro di Milano, dove i cittadini e i turisti possono passeggiare e immaginare la grandezza di un edificio che rivaleggiava con il Colosseo. Altri resti, invece, giacciono sotto le fondamenta dei palazzi circostanti, invisibili agli occhi ma ancora presenti sotto la città.

Informazioni per la visita

L’Anfiteatro romano di Milano si trova in via De Amicis 17. È aperto dal martedì al sabato, dalle 10.00 alle 15.00 (ultimo ingresso alle 14.30). È chiuso la domenica, il lunedì e nei giorni festivi.

L’ingresso è raggiungibile con i mezzi pubblici. Con la metro: linea blu, fermata De Amicis, altrimenti con le linee 2, 3, 14 del tram e la linea 94 del bus.

Giro per la Milano romana

La visita all’Anfiteatro romano di Milano può diventare il punto di partenza per un vero e proprio tour della Milano romana. A pochi passi si trovano le Colonne di San Lorenzo, sedici colonne corinzie del II-III secolo, rialzate in epoca medievale davanti alla basilica. La stessa Basilica di San Lorenzo Maggiore, una delle più antiche della città, custodisce nelle sue mura materiali provenienti dall’anfiteatro, un legame diretto tra i due monumenti.

Proseguendo verso il centro, in via San Vittore al Teatro, si incontra il sito del Teatro romano, oggi inglobato nei sotterranei di Palazzo Turati. Qui, tra le fondamenta della cavea e i resti della scena, si percepisce l’atmosfera degli spettacoli teatrali che animavano la città. Poco più avanti, in piazza San Sepolcro, si cammina sul cuore del Foro romano, dove si incrociavano cardo e decumano. Nella cripta di San Sepolcro, sotto la Pinacoteca Ambrosiana, si calpestano ancora i lastroni originali del foro. Resti delle antiche mura e delle porte romane sono ancora visibili in diversi punti della città, come in via Carducci o nei pressi di Porta Ticinese. E per completare il viaggio, il Museo Archeologico di Milano, in corso Magenta, custodisce mosaici, statue, iscrizioni e persino una torre poligonale delle mura imperiali, ancora in piedi nel cortile.

Crediti

Foto di G.dallorto, Nicopedia, Giovanni Dall’Orto.