Il quartiere Di Porta Romana si sviluppa lungo l’omonimo Corso e Corso Lodi, due delle strade più antiche e importanti di Milano. Qui passavano le grandi cerimonie che conducevano all’antica Roma imperiale, e ancora oggi la zona conserva quell’aria solenne mescolata a un’eleganza tutta milanese.
Già in epoca imperiale Porta Romana era l’accesso alla città per chi arrivava da sud, dalla strada verso Roma. Non a caso, nel III secolo, il primo tratto dell’attuale Corso Lodi venne arricchito da una monumentale via porticata: un colonnato lungo ben 600 metri che accompagnava i viaggiatori verso il cuore della città. Era un ingresso trionfale che culminava con un arco celebrativo, distrutto poi nel 1162 durante l’assedio di Milano di Federico Barbarossa. Oggi di quel porticato restano solo quattro colonne, custodite accanto alla Basilica di San Nazaro.

L’Arco di Porta Romana che vediamo oggi, invece, venne costruito nel 1596 su progetto di Martino Bassi per celebrare l’ingresso a Milano della regina Margherita d’Austria, promessa sposa di Filippo III di Spagna. La dedica a Margherita traspare anche dalle conchiglie scolpite sull’arco, infatti in latino margarita significa conchiglia. Inoltre, la leggenda vuole che le mura spagnole, che si estendono ai lati della porta fino a viale Beatrice d’Este, siano state costruite a forma di cuore, con Corso di Porta Romana come freccia di Cupido: un regalo di fidanzamento in piena regola.
Qui passava anche uno dei tratti della cerchia interna dei Navigli, il canale che correva lungo via Santa Sofia fino a Corso di Porta Romana. Per secoli l’acqua ha accompagnato la vita quotidiana del quartiere, fino a quando, negli anni Trenta del Novecento, i navigli furono coperti per lasciare spazio al traffico cittadino.
Storie e leggende del quartiere di Porta Romana
Se c’è una cosa che colpisce subito a Porta Romana, è il suo arco monumentale. Non è solo un pezzo di pietra messo lì per bellezza: dal 1596 accoglie chi entra in città e porta con sé una storia romantica che i milanesi amano raccontare.


Poco distante, la Rotonda della Besana sembra un giardino elegante, un posto perfetto per rilassarsi o portare i bambini a giocare. Eppure, dietro quell’atmosfera serena, si nasconde un passato molto diverso: per secoli è stato il cimitero dell’Ospedale Maggiore, e sotto quel prato riposano migliaia di milanesi. Oggi nessuno ci pensa più, e forse è meglio così: la vita ha preso il posto della morte, e la Rotonda è diventata un luogo di incontro e di cultura, con il Museo dei Bambini che anima la chiesa sconsacrata.

Poi c’è il Palazzo Acerbi, che i milanesi chiamano la “Casa del Diavolo”. La leggenda vuole che durante la peste del Seicento il marchese Ludovico Acerbi organizzasse feste sfrenate senza che nessuno dei suoi ospiti si ammalasse. Da allora il palazzo ha fama sinistra, ma ha resistito a tutto, persino ai bombardamenti dell’Ottocento.
Attività inaspettate in Porta Romana
Porta Romana offre sempre un’alternativa, spesso anche insolita per essere un quartiere storico di Milano. Un esempio sono i Bagni Misteriosi, oggi una piscina urbana con tanto di giardino e bar, ma la loro storia è incredibile. La palazzina liberty del 1908 era nata come stazione funebre (sì: doveva servire per l’ultimo viaggio, non per un tuffo). Poi è diventata circolo ricreativo, locale notturno e infine terme cittadine. Oggi è uno spazio polifunzionale: d’estate ci si rilassa in acqua, d’inverno si pattina sul ghiaccio, e tutto l’anno si organizzano eventi, spettacoli e concerti.
Gli amanti del teatro troveranno in Porta Romana pane per i loro denti: nel giro di pochi metri si trovano il Teatro Franco Parenti, il Teatro Carcano e il Teatro delle Contraddizioni. Il primo è uno dei più vivaci della città, con una programmazione che spazia dai classici alle sperimentazioni contemporanee, mentre il secondo ha una storia lunghissima: sul suo palco si sono esibiti giganti come Giorgio Gaber e Vittorio Gassman, e ancora oggi ospita spettacoli di prosa e danza internazionale. Il Teatro delle Contraddizioni, invece, è perfetto per chi ama le atmosfere intime e indipendenti pronte per proposte fuori dagli schemi.
In ultimo c’è la Cascina Cuccagna, che è un po’ il cuore sociale del quartiere. Un’antica cascina agricola trasformata in spazio culturale e comunitario, dove puoi trovare mercati biologici, laboratori, mostre, concerti e persino un orto urbano.
Bere&Mangiare
Il primo nome che viene in mente quando si parla di cibo in Porta Romana è Giannasi. Non è un ristorante stellato, non ha tavoli eleganti né menù chilometrici: è un chiosco di rosticceria che dal 1967 sforna polli arrosto leggendari. La fila davanti al bancone è ormai parte del paesaggio urbano, e non importa se piove o se c’è il sole: i milanesi ci vanno lo stesso, perché un pollo di Giannasi è più di un pranzo, è un rito.

Se, invece, si è alla ricerca di una pausa pranzo da seduti oppure di una cena di un certo livello, c’è Lacerba, un locale che fu punto di ritrovo dei futuristi. Qui Umberto Boccioni e i suoi amici si incontravano per discutere di arte e rivoluzione, e ancora oggi l’atmosfera è un po’ ribelle, con arredi che richiamano quell’epoca e un menù che non ha paura di osare. Per chi ama la tradizione, la Trattoria Masuelli San Marco è un’istituzione dal 1921. Qui si respira la Milano di una volta, con piatti che mescolano la cucina meneghina e quella piemontese: risotti, bolliti, brasati, tutto preparato con la stessa cura di cento anni fa.
Se invece sei in vena di cocktail, The Spirit è il posto giusto. Da fuori sembra un bar elegante, ma dentro scopri un mondo fatto di due anime: la sala Sole, luminosa e scintillante, e la sala Luna, più intima e misteriosa. Qui puoi persino conservare la tua bottiglia personale dietro al bancone, come se fosse casa tua, e ogni volta i bartender la useranno per prepararti il drink che preferisci.
Negozi storici in Porta Romana
Il Mercato di Porta Romana non è solo un posto dove fare la spesa, ma un vero punto di incontro: frutta e verdura freschissime, formaggi, salumi e specialità locali che ti fanno venire voglia di cucinare anche se non eri partito con quell’idea. È uno di quei mercati dove la gente si conosce, si saluta e si scambia consigli su cosa comprare.
Oltre al cibo, un altro negozio storico di Porta Romana è Silvestrin Biciclette, vero punto di riferimento per chi ama le due ruote, perché qui non è solo un fatto di vendere e comprare. Il proprietario è un appassionato e lo trasmette ad ogni cliente, curando ogni dettaglio e condendo l’acquisto con aneddoti da vero ciclista.
Per chi cerca moda e design, Porta Romana ha un lato più raffinato. Boutique come Tanabata propongono abiti e accessori ricercati, perfetti se vuoi portarti a casa un capo che non troverai altrove. E poi c’è Bezpen, in via Crema: più che un negozio, sembra un salotto accogliente. Qui ogni capo è unico, scelto con cura, e l’atmosfera è quella di un laboratorio creativo
Crediti
Foto di Bramfab, Ghisolabella, Bridge2Mi, AlinaTrilok, Melancholia~itwiki.
