Ortica, dove i muri sono dipinti

L’Ortica è un quartiere a est di Milano, incastrato tra la ferrovia e il fiume Lambro, che conserva ancora quell’impronta da borgo che lo rende diverso dal resto della città. Qui i muri raccontano la storia delle strade, dei binari e dei personaggi che hanno abitato tra le vie dell’Ortica.

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Antica foto Ortica

Ortica non è un quartiere che si lascia incasellare facilmente, sembra un piccolo villaggio dentro Milano. Il nome non c’entra nulla con la pianta urticante: deriva da “orto” e “ortaglia”, perché qui un tempo c’erano campi e coltivazioni grazie al fiume Lambro. Poi è arrivata la ferrovia, che ha cambiato tutto, dividendo la zona agricola da quella industriale e trasformando Ortica in un quartiere operaio. Per decenni qui si respirava odore di officine e di ferro, con il deposito delle locomotive che dava lavoro a tante famiglie. Negli anni Novanta, con la deindustrializzazione, sembrava che il quartiere dovesse spegnersi, e invece ha fatto l’opposto: ha trovato nuova linfa nella sua identità popolare, nella voglia di comunità e soprattutto nell’arte di strada, che oggi lo rende un museo a cielo aperto.

Passeggiare tra mura dipinte all’Ortica

Il cuore del quartiere è la Chiesa dei Santi Faustino e Giovita, costruita quasi mille anni fa. Da fuori sembra piccola e semplice, ma appena entri ti accorgi che custodisce affreschi che vanno dal Medioevo al Barocco, un vero scrigno nascosto. Poco distante c’è l’ex orfanotrofio dei Martinitt, che per secoli ha accolto bambini senza famiglia e che oggi, dopo una grande ristrutturazione, ospita un teatro vivace, con un bar e un grande spazio esterno che d’estate si trasforma in cinema all’aperto.

Martinitt all'Ortica

Ma la vera attrazione di Ortica sono i suoi murales. Dal 2015, grazie al progetto Or.Me – Ortica Memoria e al collettivo Orticanoodles, le pareti del quartiere si sono riempite di opere che raccontano la storia d’Italia e di Milano. Camminando tra via Pitteri e via Trentacoste ti ritrovi davanti a ritratti giganteschi di donne che hanno fatto la storia del Novecento, come Alda Merini e Liliana Segre, oppure a volti familiari della musica popolare milanese come Ornella Vanoni, Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci. Ci sono murales dedicati all’immigrazione, alla legalità, alla cooperazione, alle guerre mondiali e persino uno spettacolare Duomo dipinto su palazzi alti venti metri, con la Madonnina più grande del mondo riprodotta su muro.

Murales floreale all'Ortica
Murales all'Ortica

Vita di quartiere

La Balera dell’Ortica è il cuore pulsante della socialità: qui si balla, si mangia, si ascolta musica dal vivo e si gioca a bocce, in un’atmosfera che mescola pensionati, giovani, famiglie e curiosi. È uno di quei posti dove puoi entrare per caso e finire per restarci tutta la sera. In estate il Teatro Martinitt diventa un punto di ritrovo con il suo cinema all’aperto, mentre i tour dei murales organizzati dall’associazione Or.Me sono ormai un appuntamento fisso per chi vuole scoprire il quartiere con occhi diversi.

Fare compere all’Ortica

Fare shopping a Ortica non significa entrare in grandi catene, ma scoprire negozi unici. Mazurka è un piccolo paradiso vintage, dove puoi trovare giacche anni Settanta, gonne anni Ottanta e le famose Tranky Shoes, perfette per ballare alla Balera. Poi c’è Nemiex, uno spazio che è un po’ bar, un po’ sala giochi, un po’ teatro: qui puoi giocare con vecchi cabinati, cantare al karaoke, partecipare a quiz e bere ottimi drink. È un luogo che sembra fatto apposta per divertirsi senza prendersi troppo sul serio. Infine c’è Punto Verde, un vivaio enorme che sembra un’oasi dentro la città: piante da appartamento, bonsai, fiori e alberi da frutto riempiono questo spazio che profuma di natura.

Crediti

Foto di Alessandro Pestalozza, Lalupa, Museo Martinitt e Stelline.